Conte, addio Napoli in diretta con De Laurentiis. "L'Italia ha i soldi per Guardiola?"

Il tecnico salentino saluta in conferenza stampa in compagnia del numero 1 azzurro: ecco le loro parole post Udinese

NAPOLI - Uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto: questo il bottino di Antonio Conte nella sua storia recente al Napoli. Dopo la vittoria con l'Udinese è il momento dei saluti per il tecnico salentino nella conferenza stampa in compagnia del presidente De Laurentiis. Ed è proprio il numero 1 azzurro a iniziare: "Momento di crisi a metà campionato? Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione e in quel momento potrebbe aver pensato che questa è una piazza che pretende tantissimo. Io lo pregai di prendersi due settimane sabbatiche. Qualche mese fa lui mi ha chiamato chiedendo di incontrarci. La nostra amicizia è iniziata alle Maldive circa quindici anni fa. Qui per me è casa sua, ma se non si sentiva più sereno con una modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare in un certo modo. Il Napoli non è il Psg, il Bayern Monaco o le cinque squadre inglesi, abbiamo dei budget da rispettare e il campionato italiano che non è così straordinario. Poi complicazioni della Federcalcio, di procuratori che vogliono dire la loro, il governo...". Poi squilla il telefono ed esclama: "È un rompicoglioni!".

"Sul Napoli ho fallito una cosa"

Parla così il tecnico: "Dopo Bologna ho avvertito delle situazioni che non mi piacevano anche a livello giornalistico. Io campionati anonimi non ne ho fatti e mai ne farò, non accompagnerò il morto. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il gruppo e si erano create delle dinamiche molto difficili. Ci siamo parlati molto chiari, siamo stati giusti e veri, ci siamo chiariti e abbiamo remato col vento contro forte. Lì siamo ripartiti. Un mese fa ho chiamato il Presidente senza sapere niente e gli ho detto che ho percepito che il mio percorso qui stava per terminare. Non c'è stato nessun ridimensionamento o inversione del percorso". Prosegue: "Sul Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a compattarvi. Se non si porta compattezza nell'ambiente poi non si riesce a combattere contro le altre squadre. Se ci sono veleni contro di me e contro i giocatori, non si riesce a lottare. Chi sparge veleno è un fallito e Napoli non ha bisogno dei falliti. Chi scrive per avere un like o per fare le trasmissioni e dire come ha attaccato Conte. Napoli ha bisogno di gente seria, queste persone dovrebbero allontanarsi da Napoli perché sono nocive. Su questo ho fallito a Napoli, non ho compattato l'ambiente. Ci ho messo la faccia per due anni. Ho la soddisfazione e l'onore di aver allenato il Napoli, un'opportunità unica vissuta in maniera intensa".

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"Meriti all'Inter. Nazionale? Io posso riposarmi"

Sulla stagione: “Bisogna dare i meriti all’Inter che anche in Europa ha fatto uno step più di noi. Non voglio appigliarmi a nulla, bisogna riconoscere, se vuoi rispetto devi darlo. Mi auguro che questa storia possa dare la spinta ai falliti, Napoli non ha bisogno dei falliti. Ringrazio il presidente e la sua famiglia, ne sarò sempre orgoglioso, è stata un’esperienza fantastica. Napoli può competere ad alti livelli se si compatta l'ambiente. Ho preso un gruppo traumatizzato dopo una stagione disastrosa. Mi auguro l'anno prossimo si continui della tradizione per arrivare a grandi traguardi. Le cose oneste vanno dette. Questa è stata una mia decisione. Il Presidente mi ha detto che questa è casa mia, lo ringrazierò sempre. Con lui il Napoli è in mani sicure". E sul futuro: “Per ora sento solo chiacchiere. La Nazionale? Mi ricordo cosa ho detto, ovvero che se fossi il presidente della Figc tra tutti gli allenatori ci metterei Antonio Conte. Ho letto anche il nome di Guardiola, ma la Federazione è pronta? Io sono il primo a dire prendiamo Guardiola, ma ci sono i fondi? Io posso anche riposarmi”.

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"Il calcio italiano va rifondato"

Interviene infine De Laurentiis: “Sarà un problema di Malagò, è molto bravo”. Il presidente sul prossimo allenatore: "Calma, calma. Se Conte domani pomeriggio mi confermerà la sua decisione, valuteremo la soluzione migliore. Il Napoli sarà sempre competitivo”. Poi tuona: "Il problema non è tanto cosa farà il Napoli, ma come va rifondato il calcio italiano. L'ho detto a Malagò, non è un problema da nulla. Potrebbe anche accadere che la Lega Calcio decida di uscire dalla Federazione, come in Inghilterra. Lotito controllava anni fa anche i voti della B, ma perché dobbiamo fare un campionato a destra e uno a sinistra della classifica? Guardate il campionato inglese, i livelli delle squadre sono alti. Il governo inglese ha investito un miliardo e mezzo di sterline. Guardate l’Arsenal, che era la settima o ottava forza, quest’anno ha vinto. Ci sono piccole squadre che hanno vinto il campionato e investono parecchi milioni nel mercato. Il Governo inglese diede un miliardo e mezzo di sterline all’Arsenal per poter costruire lo stadio; qui sorrido quando leggo le cifre degli stadi di Milano e Roma. Gli hanno dato il permesso di fare edilizia urbana nel centro di Londra. Con questa forza, dopo Wenger, sono arrivati anche settimi e sesti: il signore che ha vinto, Arteta, ci ha messo tre o quattro anni, e se lo sono potuti permettere perché avevano quella cifra da parte".
 

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NAPOLI - Uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto: questo il bottino di Antonio Conte nella sua storia recente al Napoli. Dopo la vittoria con l'Udinese è il momento dei saluti per il tecnico salentino nella conferenza stampa in compagnia del presidente De Laurentiis. Ed è proprio il numero 1 azzurro a iniziare: "Momento di crisi a metà campionato? Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione e in quel momento potrebbe aver pensato che questa è una piazza che pretende tantissimo. Io lo pregai di prendersi due settimane sabbatiche. Qualche mese fa lui mi ha chiamato chiedendo di incontrarci. La nostra amicizia è iniziata alle Maldive circa quindici anni fa. Qui per me è casa sua, ma se non si sentiva più sereno con una modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare in un certo modo. Il Napoli non è il Psg, il Bayern Monaco o le cinque squadre inglesi, abbiamo dei budget da rispettare e il campionato italiano che non è così straordinario. Poi complicazioni della Federcalcio, di procuratori che vogliono dire la loro, il governo...". Poi squilla il telefono ed esclama: "È un rompicoglioni!".

"Sul Napoli ho fallito una cosa"

Parla così il tecnico: "Dopo Bologna ho avvertito delle situazioni che non mi piacevano anche a livello giornalistico. Io campionati anonimi non ne ho fatti e mai ne farò, non accompagnerò il morto. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il gruppo e si erano create delle dinamiche molto difficili. Ci siamo parlati molto chiari, siamo stati giusti e veri, ci siamo chiariti e abbiamo remato col vento contro forte. Lì siamo ripartiti. Un mese fa ho chiamato il Presidente senza sapere niente e gli ho detto che ho percepito che il mio percorso qui stava per terminare. Non c'è stato nessun ridimensionamento o inversione del percorso". Prosegue: "Sul Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a compattarvi. Se non si porta compattezza nell'ambiente poi non si riesce a combattere contro le altre squadre. Se ci sono veleni contro di me e contro i giocatori, non si riesce a lottare. Chi sparge veleno è un fallito e Napoli non ha bisogno dei falliti. Chi scrive per avere un like o per fare le trasmissioni e dire come ha attaccato Conte. Napoli ha bisogno di gente seria, queste persone dovrebbero allontanarsi da Napoli perché sono nocive. Su questo ho fallito a Napoli, non ho compattato l'ambiente. Ci ho messo la faccia per due anni. Ho la soddisfazione e l'onore di aver allenato il Napoli, un'opportunità unica vissuta in maniera intensa".

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