"I derby che restano sono quelli che vinci. Quelli che pareggi non te li ricordi, quelli che perdi li dimentichi velocemente: alla fine, le uniche cose che rimangono sono le vittorie. Il fatto che si giochi alla quarta giornata è vero, ma si tratta comunque di un momento iniziale del campionato". Così Gian Piero Gasperini commenta la preparazione al derby di Roma in programma alle ore 12.30 di domenica 21 settembre. I giallorossi si presentano all'appuntamento con 6 punti in classifica, frutto dei successi contro Bologna e Pisa a cui è poi seguita l'inaspettata sconfitta interna contro il Torino. L'agenda di Matias Soulé e compagni prevede poi il debutto in Europa League con il Nizza: appuntamento mercoledì 24 all'Allianz Riviera. A seguire, la quinta giornata di campionato contro il Verona all'Olimpico. Queste le parole del tecnico, che ha anzitutto risposto sulle condizioni di Wesley: "Ha avuto una ricaduta, come ha detto il medico, di una gastroenterite che gli ha creato qualche problema. Sembrava in via di guarigione, invece è tornato un po’ indietro. Vediamo nelle prossime 24 ore se starà meglio. Hermoso lo proviamo oggi in campo: non ci sono grandi indicazioni positive, però c’è ancora un po’ di fiducia e la lascio.
Gasperini: "I derby che restano sono quelli vinti"
"Il derby di Roma è una partita conosciuta e famosa in tutto il mondo, soprattutto per lo spettacolo di folla e di pubblico, per le coreografie e i colori. È una gara particolare, assolutamente diversa, al di là delle classifiche e del campionato. C’è una rivalità cittadina in campo che rende tutto molto più bello, con maggiore attenzione e molta più tensione. Il derby? I derby che restano sono quelli che vinci. Quelli che pareggi non te li ricordi, quelli che perdi li dimentichi velocemente: alla fine, le uniche cose che rimangono sono le vittorie. Il fatto che si giochi alla quarta giornata è vero, ma si tratta comunque di un momento iniziale del campionato. Non è usuale, di solito i derby vengono disputati più avanti. Però è anche una fase in cui le squadre sono più concentrate sul costruirsi, sul migliorarsi, quindi va bene così. Il calendario ha stabilito questo: magari avrebbe potuto esserci un’altra partita, ma il derby porta più tensione e alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra, con un grande allenatore che ha fatto bene ovunque sia stato. Non ha fatto mercato quest’anno, ma non ha venduto nessuno: è rimasta praticamente la stessa dell’anno scorso, che già aveva raggiunto risultati molto buoni, tolti forse gli ultimi due mesi. Mi preoccupa, lo riconosco, ho rispetto per il valore di questa squadra, sia come collettivo che per alcuni singoli giocatori. È una partita assolutamente di livello".
Gasperini: "Io e Sarri contro da moltissimi anni"
"Sarri? Guarda, in questo momento io sono concentrato sul presente. Non posso continuamente ritornare al passato. Questa è una sfida, una grande sfida, una bella sfida, dove cerco di portare l’esperienza accumulata nella mia carriera dentro una squadra e in una piazza come Roma. È ciò che mi ha spinto e motivato a intraprendere questa strada. Sono molto convinto della bontà della scelta. È chiaro che ora devo guardare al presente e cercare di ottenere il massimo da quello che abbiamo. Probabilmente dovrò anche uscire dalla mia zona di comfort, quella in cui ero abituato a fare un certo tipo di calcio, con una rosa e caratteristiche diverse. Ma anche questo rappresenta una sfida ulteriore: dovrò cercare di percorrere altre strade, di trovare nuove soluzioni, pur mantenendo sempre i miei principi, cioè avere una squadra propositiva che cerchi di ottenere il risultato attraverso il gioco, il calcio e lo scontro sportivo, che è ciò che richiede una partita. Con Sarri ci affrontiamo da tantissimi anni. Oggi lo ricordavo con Silvio: ci incontrammo già in Serie C, io con il Crotone e lui credo con l’Arezzo. Poi, se non sbaglio, anche in Serie B, col Pescara, nel 2003-2004".
