Gasperini e l’addio all’Atalanta: “Europa League non il punto più alto. Con il cambio di proprietà…”

Le parole dell'allenatore giallorosso alla viglia della sfida contro la sua ex squadra: "Sarà bello salutarci con i bergamaschi, ma poi ognuno per se senza prigionieri".

ROMA - Sabato di grande emozione quello che attende Gian Piero Gasperini con la sua Roma impegnata a Bergamo contro l'Atalanta (20:45). L'allenatore dei giallorossi ha parlato così nella conferenza stampa della vigilia sottolineando il problemi dell'infermeria: "Pellegrini e Bailey anche influenzati, Pisilli anche influenzato ma dovrebbe recuperare. Hermoso recuperato, Wesley acciaccato. Penso però che in vista della gara potranno recuperare alcuni". 

Il ritorno a Bergamo

Inevitabile il pensiero sulla prima partita da avversario di quella che fu la sua squadra per 9 anni: "Torno a Bergamo, ci torno con grande piacere, sono stato lì 9 anni. Una bella storia quella dell’Atalanta, ci sarà tempo di ricordarla. Il comune denominatore era Percassi, siamo sempre cresciuti, sempre con grande sintonia. L’unico motivo è che la proprietà è cambiata, la figura dell’allenatore era diversa, gli obiettivi sono stati raggiunti, l’Europa League non è stato il punto massimo, è una società molto ricca, la vera anomalia è stata raggiungere risultati facendo bilanci sempre utili, una cosa straordinaria. Una città piccola ma compatta, tifoseria, squadra e società. Ho cercato di lasciarla nel punto migliore possibile. Una società ricca che ha potuto vendere Retegui, Ruggeri e Piccoli senza toccare il livello. Rivedrò volentieri i miei giocatori. Sono contento di essere venuto a Roma, sono venuto nella situazione più difficile forse. Quello che stiamo cercando di fare è qualcosa di importante e gratificante. Ci credo molto". 

Le insidie della Dea

Sui pericoli principali della squadra di Palladino: "Incontriamo una squadra forte, costruita, rinforzata con l’acquisto di giocatori. Una rosa completa, conosco il valore di tutti. Ma sono fiducioso della nostra squadra, anche in situazioni di emergenza in pochi si aspettavano quello che stiamo facendo. Noi guardiamo avanti, con la fiducia che ci siamo conquistati sul campo".

L'accoglienza alla New Balance Arena

Su che accoglienza si aspetta dai suoi ex tifosi: "Quella di De Rossi è stata molto bella, spero di non ripeterla a fine partita (ride, ndr). E’ stata bella e meritata, per quello che è stato De Rossi a Roma, per quanto mi riguarda sarà bello salutarci con i bergamaschi, ma poi ognuno per se senza prigionieri"

 

 

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È un Gasperini cambiato rispetto a Bergamo?

La nuova dimensione giallorossa ha cambiato l'allenatore? La risposta: "Spero di no, spero di essere me stesso nel bene e nel male. La cosa importante per me è aver fatto presa su questo spogliatoio e di aver riconquistato in parte lo scetticismo che c’era nei miei confronti. Per me non è stato facile cambiare vita, professionalmente sono in una situazione che mi stimola molto. E non penso di essere cambiato da Bergamo, io lì pensavo di poter lottare anche per più dell’Europa League". 

Tema mercato: arriva Raspadori? E quanto incideranno le tempistiche?

Sul mercato invernale ed il possibile sbarco dell'attaccante azzurro dall'Atletico Madrid: "Dovete chiedere in Spagna. Questa squadra sta facendo cose che ci piacciono. L’obiettivo della Roma è diventare forte, non bisogna mettere giocatori tanto per mettere, ma servono giocatori forti. Questo è un mercato strano, diverso dagli altri anni, le big si stanno scatenando, non è mai successo a gennaio. La competizione è vicina, nel giro di pochi punti giochi per Scudetto, Champions, o niente. Dobbiamo accettare la sfida e stare pronti e fare solo le cose del nostro percorso - aggiunge - Tutti vorremmo avere subito giocatori pronti, o anche prima per allenarli un po’. Chi arriva a gennaio magari ha giocato poco. Non penso mai che chiunque arriva entra dentro e spacca, ragiono sempre sulla prospettiva di una squadra. Non so quanto tempo ci vorrà. La rosa esiste e ha fatto bene, non c’è da avere fretta a mettere giocatori o pensare che chi arriva cambia tutto. Ci vorrà tempo".

Chi prenderebbe dall'Atalanta: "Sono troppi"

Si aspetta che la Roma investirà abbastanza a gennaio per renderla competitiva, c'è un giocatore di questi 9 anni a Bergamo che Gasperini riporterebbe a Roma: "Sono troppi, farei dei torti agli altri. Sappiamo la realtà finanziaria di quest'estate, speriamo di poterla migliorare nel tempo. Non è solo una questione di soldi, l'esempio stesso è anche l'Atalanta nel saper scegliere. Chiaro che ci si scontra con società con disponibilità importanti, ma la Roma deve essere ambiziosa lo stesso e a maggior ragione bisogna guardare se stessi, cercando pezzo per pezzo di migliorare la nostra squadra"

Sulla posizione di Dybala

Dopo la prestazione contro il Genoa in questi giorni Dybala è condizione per giocare un po’ più dietro? Gasperini: "A me Dybala piace quando fa gol e quando fa fare gol. E’ un giocatore che sa aiutare in momenti di difficoltà, con la sua tecnica e la sua esperienza ci dà una mano in situazioni in cui l’avversario è nella tua metà campo. Il Dybala importante è quello che fa gol e fa fare gol". 

 

 

 

 

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ROMA - Sabato di grande emozione quello che attende Gian Piero Gasperini con la sua Roma impegnata a Bergamo contro l'Atalanta (20:45). L'allenatore dei giallorossi ha parlato così nella conferenza stampa della vigilia sottolineando il problemi dell'infermeria: "Pellegrini e Bailey anche influenzati, Pisilli anche influenzato ma dovrebbe recuperare. Hermoso recuperato, Wesley acciaccato. Penso però che in vista della gara potranno recuperare alcuni". 

Il ritorno a Bergamo

Inevitabile il pensiero sulla prima partita da avversario di quella che fu la sua squadra per 9 anni: "Torno a Bergamo, ci torno con grande piacere, sono stato lì 9 anni. Una bella storia quella dell’Atalanta, ci sarà tempo di ricordarla. Il comune denominatore era Percassi, siamo sempre cresciuti, sempre con grande sintonia. L’unico motivo è che la proprietà è cambiata, la figura dell’allenatore era diversa, gli obiettivi sono stati raggiunti, l’Europa League non è stato il punto massimo, è una società molto ricca, la vera anomalia è stata raggiungere risultati facendo bilanci sempre utili, una cosa straordinaria. Una città piccola ma compatta, tifoseria, squadra e società. Ho cercato di lasciarla nel punto migliore possibile. Una società ricca che ha potuto vendere Retegui, Ruggeri e Piccoli senza toccare il livello. Rivedrò volentieri i miei giocatori. Sono contento di essere venuto a Roma, sono venuto nella situazione più difficile forse. Quello che stiamo cercando di fare è qualcosa di importante e gratificante. Ci credo molto". 

Le insidie della Dea

Sui pericoli principali della squadra di Palladino: "Incontriamo una squadra forte, costruita, rinforzata con l’acquisto di giocatori. Una rosa completa, conosco il valore di tutti. Ma sono fiducioso della nostra squadra, anche in situazioni di emergenza in pochi si aspettavano quello che stiamo facendo. Noi guardiamo avanti, con la fiducia che ci siamo conquistati sul campo".

L'accoglienza alla New Balance Arena

Su che accoglienza si aspetta dai suoi ex tifosi: "Quella di De Rossi è stata molto bella, spero di non ripeterla a fine partita (ride, ndr). E’ stata bella e meritata, per quello che è stato De Rossi a Roma, per quanto mi riguarda sarà bello salutarci con i bergamaschi, ma poi ognuno per se senza prigionieri"

 

 

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Gasperini e l’addio all’Atalanta: “Europa League non il punto più alto. Con il cambio di proprietà…”
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È un Gasperini cambiato rispetto a Bergamo?