Vincere a Parma e continuare a sperare di potersi giocare la Champions negli ultimi 180 minuti della stagione contro Lazio e Verona: è l’obiettivo della Roma di domani al Tardini. Una gara con un peso specifico importante e per questo Gasperini prova a mantenere alta l’attenzione sul campo, nonostante voci di mercato e sul futuro progetto tecnico del club portino la mente di mister e dirigenti anche altrove. Il diktat dell’allenatore giallorosso alla proprietà è stato chiaro e lo ha ribadito più volte anche pubblicamente: «La squadra non va smantellata, perché ha una base solida». Vuole evitare ricche plusvalenze, tenendo in toto il blocco portante della rosa. A cominciare dai “senatori” italiani. Da Mancini a Pellegrini, passando per Cristante: tutti calciatori che sono sotto la lente d’ingrandimento del managment sportivo anche se in situazioni decisamente diverse. Perché Mancini e Cristante a fine stagione rinnoveranno il loro contratto fino al 2030 (sembra solo una formalità), mentre per Pellegrini il discorso è più ampio visto che andrà a scadenza il prossimo 30 giugno.
La situazione di Pellegrini e Dybala
Di fatto è libero di accasarsi in qualunque squadra già da febbraio e a parametro zero, ma la volontà del calciatore è quella di restare a Trigoria e il finale di stagione ha convinto anche il tecnico che alla società avrebbe chiesto espressamente il rinnovo del 7 giallorosso. Per lui è pronto un contratto fino al 2029 ma a cifre decisamente ribassate rispetto a quelle attuali e un’idea simile, la proprietà, la sta vagliando anche per Paulo Dybala, come Pellegrini a scadenza, e in attesa di conoscere il suo futuro. Se la Joya potesse restare a Roma ne sarebbe felice, per questo attualmente ha messo in stand-by gli interessi di Boca Juniors e Fenerbahce, fiducioso che una volta finito il campionato, magari con una Champions League guadagnata, possa cambiare un destino che fino a qualche settimana fa sembrava tracciato e lontano dalla Capitale.
Insomma, un mese e mezzo, il prossimo, che sarà intenso, non solo sotto il profilo dei risultati, ma del futuro della Roma che verrà. Intanto si parte da Parma, alle solite defezioni si aggiungono altri due problemi: le assenze di Gollini ed El Shaarawy. Non due prime scelte, ma soprattutto il “Faraone” rappresenterà una chiave in meno per provare a cambiare la gara in corso del Tardini qualora ce ne fosse bisogno.
