Totti snobba Del Piero, la Juve e Dybala: "Roma non è Torino, la 10 si guadagna. Su Alex e Spalletti..."

Dal dualismo con la leggenda bianconera al numero di maglia del talento argentino alla Roma, passando per Balotelli e le sconfitte: che ha detto Er Pupone

"Stai dicendo che Del Piero è più forte di Totti?". Confessioni e ricordi, l'amore per la Roma e le rivalità storiche, con un occhio anche al futuro: Francesco Totti ha risposto ad alcune domande scomode nel format Betsson Sport "Totti contro dieci tifosi". L'ex capitano giallorosso non si è sottratto ai tanti quesiti che avevano l'obiettivo di metterlo in difficoltà. Divertito e sorridente, il romano ha sempre risposto con l'ironia che lo contraddistingue. E anche la Juventus di Luciano Spalletti è protagonista...

Del Piero e la Juventus

La Juventus e la Lazio sono stati gli avversari da battere nella carriera di Francesco Totti. "Sono due squadre che non amo. Due realtà diverse dal mio contesto, ma che ho sempre visto con ammirazione e rispetto.Ci sono stati grandi giocatori in entrambe le fazioni. Da 1 a 10? Mi ha messo più in difficoltà uno della Juventus, ma con voto 1, perché c'è massimo rispetto". Così inizia l'ex capitano giallorosso, ripercorrendo anni e anni di battaglie sportive. Incalzato dalle domande dei tifosi, Francesco Totti ha parlato del dualismo con Alessandro Del Piero. "Stiamo parlando di uno dei più grandi calciatori della storia del calcio. Alessandro ha vinto molto più di me, ma ha anche giocato in una Juventus stellare". Proprio il paragone con Pinturicchio ha creato attimi di piccola tensione: "Del Piero ha avuto la fortuna di giocare con grandissimi campioni. Se fossi andato in una squadra come la Juventus di quegli anni, avrei vinto tanto quanto lui, se non di più. Ma adesso la domanda la faccio io: se Del Piero avesse giocato alla Roma, avrebbe vinto più o meno?". E, dopo un divertente confronto con un tifoso barese, Totti ha concluso: "La Juventus vinceva solo grazie a Del Piero e gli altri dieci non contavano nulla? Se un giocatore da solo fa così tanto la differenza, allora quel giocatore avrebbe fatto vincere chiunque. Se Del Piero è il più forte, fa vincere sia la Juve che la Roma". Meno gol di Del Piero in Nazionale? Totti chiarisce: "C'erano giocatori fortissimi in quel contesto. Forse ho giocato molte meno partite. Non giocavo mai le amichevoli. I numeri sono numeri e parlano chiaro, ma se ho fatto meno presenze è evidente che ci siano meno gol. Evidentemente non mi sono mai espresso in Nazionale come ho fatto con la Roma".

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Spalletti e il numero 10 a Dybala 

Non viene esplicitamente citato, ma anche Luciano Spalletti è al centro dell'intervista (chiamato 'l'allenatore con pochi capelli'). Merito di... Lino Banfi. L'attore pugliese è tornato sull'addio di Totti alla Roma, ricordando le tensioni con l'allenatore toscano. "Ci sono stati dissapori, è vero. Alla fine l'obiettivo primario era lo stesso per tutti: remare dalla stessa parte per il bene della Roma", ha risposto il romano. Banfi e Totti scherzano poi, ricordando 'L'allenatore nel Pallone': "A noi bastavano gli sguardi per parlare. Contano più gli sguardi che le chiacchiere".

Da 10 bianconero a un altro: oltre a Del Piero, si è parlato anche di Paulo Dybala. E, proprio il numero di maglia, torna centrale... "Roma non è Torino", bacchetta Totti. E poi ha spiegato il motivo per cui l'argentino non sarebbe 'ancora pronto' per ereditarne il 10: "C'è una differenza tra 25 anni di carriera in una sola squadra e l'esperienza di Dybala alla Juventus. A Roma è arrivato da tre anni, non puoi prendere il 10 ma te lo devi meritare. Dybala è un giocatore estroso e che può indossarlo, ma io ho sempre sostenuto che quella maglia vada meritata sul campo facendo qualcosa di importante, dando continuità per 10 o 14 anni. Non è che il primo che arriva prende la 10, la 8 o la 2... È una questione di rispetto".

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Fischi dai tifosi e calcio a Balotelli

Tifosi e fischi, anche di questo ha parlato Totti. Il giallorosso è rimasto stupito da quelli che i tifosi del Milan hanno rispervato a Paolo Maldini: "Non pensavo potesse succedere una cosa del genere. Con il passare del tempo abbiamo saputo la motivazione... Sinceramente non ci voglio entrare, ma è normale che dispiaccia. Fa un brutto effetto vedere fischiare un'icona e una leggenda del genere". L'ex capitano giallorosso non ha mai avuto un caso simile, ma ha ricordato un aneddoto che lo ha infastitito: "Non mi è mai capitato. Solo una volta andammo sotto la curva in un Siena-Roma e mi tirarono una bottiglietta. Non ho mai capito se fosse per me o per il resto della squadra e lì per lì sono rimasto infastidito. Poi le acque si sono calmate".

Tra le cose da cancellare nella carriera, c'è sicuramente il calcio a Mario Balotelli in Roma-Inter del 5 maggio 2010. "Non lo rifarei. Vorrei fare un appello ai giovani: non fate quello che ho fatto io. Non è bello, non è sportivo, è un gesto che non si deve vedere nel calcio". E poi ha concluso: "Era dovuto a un accumulo di situazioni. C'era stato un comportamento continuo di Mario nei confronti dei tifosi di Roma e di noi calciatori. Erano anni che accumulavamo tensione per le sue provocazioni. Poi capita di non essere lucido e fare cose che non dovresti fare. Comunque poi ho chiesto scusa a Mario e abbiamo fatto pace".

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Futuro da dirigente e i problemi in Italia

Francesco Totti ha dribblato, però, le domande sul proprio futuro. "Io dirigente come Zanetti all'Inter? Per quanto riguarda me e il mio futuro, onestamente... chissà". L'ex capitano della Roma ha però parlato dei problemi che ci sono in Italia e la mancata qualificazione al terzo Mondiale di fila: "Mi dispiace tantissimo per l'Italia, non vederla al Mondiale per la terza volta consecutiva fa davvero male. Sembra quasi una battuta, ma la realtà è che oggi i ragazzi di 10, 12 o 13 anni non hanno mai visto l'Italia giocare un Mondiale. Noi fortunatamente siamo cresciuti in un'altra epoca".

Cosa cambierebbe? Totti ha le idee chiare: "Purtroppo il calcio non si cambia, è una struttura difficile da modificare. Noi abbiamo avuto la fortuna di vivere un periodo in cui abbiamo toccato il massimo assoluto. C’erano fior fior di campioni e di giocatori in ogni squadra. Se fai il paragone con il calcio di oggi, c’è troppa differenza". E poi ha continuato: "L'unica cosa che cambierei è l'approccio dei settori giovanili. Bisogna tornare a ripuntaci seriamente. se guardi una partita di Serie A di adesso, prendiamo a esempio il Como, non c'è nessuno italiano in campo, forse uno. È un bel progetto, ma mancano i nostri ragazzi. Anche guardando la Juventus l'altra sera, in campo c'erano forse due o tre italiani, Quando sono cresciuto io, in rosa avevi 25 italiani e due o tre stranieri. Oggi la situazione si è completamente ribaltata".

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Finale Coppa Italia, Mondiale 2002 e... una partita da cambiare

"Quella è stata una brutta partita". 26 maggio 2016, la Lazio batte la Roma in finale di Coppa Italia. Una ferita rimasta aperta per tanti anni, ammette Totti: "Ho sempre sostenuto che il derby a Roma sia una partita a sé, completamente diversa dalle altre. La Lazio è stata brava, ha sfruttato un nostro errore e ha vinto giustamente. Ha pesato molto in quel preciso momento, non ci ho dormito per un po' di giorni. Mi sono dato la colpa, ma ci sono partite che neanche un capitano riesce a raddrizzare".

Un tuffo nel passato anche in Nazionale, con la clamorosa e ancora discussa eliminazione nei Mondiali del 2002. "Per me, se ci fosse stato il VAR, avrebbero buttato fuori l'arbitro Byron Moreno! Sarebbe cambiato tutto perché sul mio episodio c'era calcio di rigore per noi e non espulsione per simulazione. Avremmo passato il turno. Certo, poi il rigore dovevi segnarlo... magari con un bel cucchiaio. Non eravamo i più forti, ma potevamo dire la nostra. Purtroppo è andata così". Infine, se Totti potesse cambiare una partita, cambierebbe la finale di Euro 2000 contro la Francia: "Cambierei la finale contro la Francia. Mancavano cinque secondi alla fine, prendemmo gol da Wiltor, andammo ai supplementari e poi segnò Trezeguet. Quella partita la vorrei rigiocare".

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L'amore per la Roma e... il genero laziale

Amore eterno tra Roma e Totti: "Questo è un amore unico. Io ho vissuto per la Roma e la Roma ha vissuto per me. Abbiamo fatto un intero percorso di vita insieme e nessuno potrà mai cancellarlo o togliercelo. È una storia sola". Diversi successi in giallorosso, ma nessuna invidia per quelli recenti, come la vittoria della Conference League con Mourinho: "Chi è veramente tifoso della Roma, è felice ogni volta che la squadra vince, a prescindere che tu giochi o meno. Chi pensa che io abbia rosicato, evidentemente non è un vero tifoso romanista. Quella sera sono rimasto a casa tranquillo con la famiglia a festeggiare. Con tutto il rispetto per la Conference, se fosse stata la Champions League avrei sofferto di più a non esserci, ma un trofeo internazionale è sempre un grande traguardo".

E infine, con la solita ironia, Totti ha così chiuso: "Roma in Serie B o genero laziale? Un genero laziale. Qui si vede il cuore di Roma. Un genero laziale in passato ce l'ho già avuto, mentre la Roma in Serie B non la voglio proprio vedere!".

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Il rapporto con De Rossi e lo scudetto perso contro la Sampdoria

"Tra me e Daniele non c'è mai stato il minimo attrito, ma massimo rispetto, amicizia e stima reciproca. Non siamo cresciuti insieme ma abbiamo condiviso un percorso lunghissimo. Lui era 'Capitan Futuro', ma di fatto era già un leader e un capitano sotto tanti punti di vista. Le voci della nostra rivalità sono chiacchiere da bar. Nessuna sensazione negativa quando l'ho visto con la fascia da capitano", così Totti ha parlato del rapporto con l'attuale allenatore del Genoa, Daniele De Rossi. Un ricordo doloroso, invece, lo scudetto perso nel 2010 contro l'Inter del Triplete: "Eravano partiti malissimo. Poi arrivò Claudio Ranieri. In quel periodo c'era l'Inter di Mourinho che era devastante, ci aveva dato 15 punti. Noi facemmo una scalata impressionante, fino a sorpassarli. A pochi partite dalla fine e dopo aver vinto un derby, avevamo un punto di vantaggio. Se avessimo battuto la Sampdoria, avremmo vinto lo scudetto"Purtroppo, quella partita è finita con la vittoria blucerchiata. "Il primo tempo è stato un dominio assoluto della Roma. Credo uno dei primi tempi più belli della storia del club. Segnai l'1-0, ma poteva finire 7 a 0. Tra il primo e secondo tempo ci sono stati forti dissaporti e screzi interni tra di noi, Quell'episodio ha creato uno scombussolamento interno al gruppo. Poi la Sampdoria è stata brava ad approfittarne a ad avere una reazione d'orgoglio. Dopotutto avevano grandi campioni come Cassano e Pazzini... E Storiari sembrava un polpo".

Il mancato approdo alla Sampdoria 

Per concludere, proprio la Sampdoria sarebbe potuta essere una squadra della sua carriera. Poi, il mancato trasferimento nell'estate del 1997, ha cambiato l'intera carriera. "A distanza di anni non ci penso più. La mia fortuna è stata partecipare a quel benedetto 'Città di Roma' all'Olimpico contro Ajax e Borussia Mönchengladbach. Tre giorni prima avevo firmato con la Samp. Se non ci fosse stata quella competizione, la mia carriera sarebbe rimasta un enorme punto interrogativo". La permanenza a Roma voluta da Franco Sensi: "Lo ringrazierò per tutta la vita. A fine partita dichiarò che sarei rimasto a Roma. Il mio desiderio era rimanere per sempre, ma se trovi delle buche lungo il percorso dei schivarle. Non ho mai pensato di non essere un calciatore da Roma, ero semplicemente troppo giovane e dovevo dimostrare il mio valore", ha concluso.

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"Stai dicendo che Del Piero è più forte di Totti?". Confessioni e ricordi, l'amore per la Roma e le rivalità storiche, con un occhio anche al futuro: Francesco Totti ha risposto ad alcune domande scomode nel format Betsson Sport "Totti contro dieci tifosi". L'ex capitano giallorosso non si è sottratto ai tanti quesiti che avevano l'obiettivo di metterlo in difficoltà. Divertito e sorridente, il romano ha sempre risposto con l'ironia che lo contraddistingue. E anche la Juventus di Luciano Spalletti è protagonista...

Del Piero e la Juventus

La Juventus e la Lazio sono stati gli avversari da battere nella carriera di Francesco Totti. "Sono due squadre che non amo. Due realtà diverse dal mio contesto, ma che ho sempre visto con ammirazione e rispetto.Ci sono stati grandi giocatori in entrambe le fazioni. Da 1 a 10? Mi ha messo più in difficoltà uno della Juventus, ma con voto 1, perché c'è massimo rispetto". Così inizia l'ex capitano giallorosso, ripercorrendo anni e anni di battaglie sportive. Incalzato dalle domande dei tifosi, Francesco Totti ha parlato del dualismo con Alessandro Del Piero. "Stiamo parlando di uno dei più grandi calciatori della storia del calcio. Alessandro ha vinto molto più di me, ma ha anche giocato in una Juventus stellare". Proprio il paragone con Pinturicchio ha creato attimi di piccola tensione: "Del Piero ha avuto la fortuna di giocare con grandissimi campioni. Se fossi andato in una squadra come la Juventus di quegli anni, avrei vinto tanto quanto lui, se non di più. Ma adesso la domanda la faccio io: se Del Piero avesse giocato alla Roma, avrebbe vinto più o meno?". E, dopo un divertente confronto con un tifoso barese, Totti ha concluso: "La Juventus vinceva solo grazie a Del Piero e gli altri dieci non contavano nulla? Se un giocatore da solo fa così tanto la differenza, allora quel giocatore avrebbe fatto vincere chiunque. Se Del Piero è il più forte, fa vincere sia la Juve che la Roma". Meno gol di Del Piero in Nazionale? Totti chiarisce: "C'erano giocatori fortissimi in quel contesto. Forse ho giocato molte meno partite. Non giocavo mai le amichevoli. I numeri sono numeri e parlano chiaro, ma se ho fatto meno presenze è evidente che ci siano meno gol. Evidentemente non mi sono mai espresso in Nazionale come ho fatto con la Roma".

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