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Torino, ecco cosa rischia Mazzarri
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Torino, ecco cosa rischia Mazzarri

Per la prima volta dopo tanti anni, il club torna a giocare una partita per evitare di sprofondare in piena zona retrocessione. Così il posto e la credibilità del tecnico granata sono in bilico

di Camillo Forte mercoledì 27 novembre 2019

TORINO - Non c’è da scherzare, bisogna guardare in faccia la realtà e non perdere mai di vista la classifica. Che è penosa e fa paura. E allora, per evitare il peggio, è meglio considerare quella di sabato a Marassi contro il Genoa una sfida salvezza. Il Toro deve mettersi in testa che per uscire da questa situazione di pericolosa precarietà bisogna ritrovare l’umiltà e la voglia al sacrificio. Deve lottare con tutte le forze e dimenticare il girone di ritorno dello scorso anno, quando gli avversari non facevano paura e vittorie e punti arrivavano in quantità industriale grazie a una difesa d’acciaio. E - per continuare la storia - Mazzarri era considerato il giusto condottiero per aprire un ciclo finalmente all’altezza del blasone d’un tempo del club. Possibile che in pochi mesi sia cambiato tutto? Il tecnico è entrato nel mirino della contestazione insieme con la società e, ultimamente, anche giocatori. Tutto il mondo Toro si è capovolto. E adesso: la sfida di Marassi contro un Genoa che con Thiago Motta ha ritrovato la voglia di battagliare.

Mazzarri, questione di onore e non solo

Quindi: Walter Mazzarri è a un bivio. Cairo, almeno a parole, continua a considerarlo esente da colpe, rinnovandogli la fiducia dopo ogni brutta figura. Non solo: si arrabbia, il presidente, quando qualcuno mette in discussione il suo allenatore. Ma si sa che nel calcio, come nella vita, è facile cambiare idea soprattutto quandoi risultati non arrivano. E per questo motivo la partita di sabato può considerarsi importante anche per Mazzarri. Non decisiva perché diventa sempre più difficile capire quello che pensa Cairo, che ha dato carta bianca al suo tecnico e in questi giorni di passione e paura preferisce non raggiungere il Filadelfia per seguire da vicino gli allenamenti. Pare quasi che voglia defilarsi da eventuali responsabilità. Continua a ripetere: «Ho tenuto tutti i migliori e ho rinforzato la rosa con Verdi e Laxalt. Ho speso tanti soldi. Non c’è bisogno di un mio intervento perché nessuno meglio di Mazzarri conosce la situazione e, quindi, sa come comportarsi».

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