Toro, blitz per Martinez l'eroe: ha salvato una donna dalla morte

Il talentuoso terzino del Girona è tra gli obiettivi di Vagnati ed è nazionale Under 21. A giugno ha evitato che una fotografa precipitasse dal bus della squadra
Toro, blitz per Martinez l'eroe: ha salvato una donna dalla morte© Getty Images

Tra gli obiettivi non poteva che esserci anche un eroe, visto che di mezzo ci sono i viaggi della speranza di Vagnati. Era giugno, il Girona stava festeggiando per le vie della città sul pullman scoperto la promozione nella Liga. E lui, eclettico terzino destro efficacemente impiegato anche a sinistra, era già considerato dai suoi tifosi un gioiello di cui era stato facile innamorarsi. Ma quello che fece quel giorno, quando il pullman passò sotto un grande albero dai rami ampi e carichi, lo innalzò a una statura omerica. Più che un eroe nel vero senso del termine, però, Arnau Martinez si trasformò all’improvviso in un angelo terreno dal tempismo eccezionale. Sangue freddo, prontezza, istinto: abbrancò una giovane donna sulla soglia di una morte più che probabile e la riportò indietro dagli inferi di quei secondi terribili. Perché i giocatori e lo staff tecnico del Girona, in piedi sul pullman, si erano accorti per tempo di quei rami frondosi, sotto cui il mezzo sarebbe pericolosamente passato strusciando contro di loro. E man mano iniziarono ad abbassarsi sino ad accovacciarsi, per evitare di essere colpiti. Ma lei, quella giovane fotografa, era al fondo del pullman. E non li aveva visti, non aveva compreso il rischio. Finì sbalzata al di fuori del mezzo, a testa ingiù e gambe all’insù, urlando disperatamente. Ma due giocatori del Girona, vicino a lei, riuscirono a salvarla quasi miracolosamente. Uno le abbrancò in extremis una caviglia giusto quando ormai pareva spacciata, l’altro riuscì subito dopo a prenderle una mano, protendendosi nel vuoto. La ragazza rimase ancora per qualche secondo sospesa in quella posizione terribile, mentre i tifosi a bordo strada urlavano angosciati. Infine i due riuscirono a ritirarla su, all’interno del mezzo, sana e salva. Con gran fatica, ma ce la fecero. Se avessero sbagliato o ritardato anche solo un movimento, quella giovane fotografa sarebbe precitata sull’asfalto di schiena da un’altezza di oltre 4 metri. E sarebbe stata travolta da un blindato della polizia di Girona, che scortava il pullman a brevissima distanza: non certo di sicurezza. Uno di quei due angeli terreni era Arnau Martinez.

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Il Martinez calciatore

Per chi non lo conoscesse e volesse farsi un’idea, consigliamo un video di circa 4 minuti che si può facilmente trovare su youtube (parole chiave da digitare per trovarlo in fretta: Arnau Martinez Fantastic Skills 2022). Le sue qualità balzano subito agli occhi. Terzino destro di spinta, ma spesso impiegato con esiti più che positivi anche a sinistra, autore di innumerevoli sgroppate dopo aver fatto scintille in affondo sulla fascia, nonché di variegati assist-gol una volta arrivato al dunque: traversoni al bacio, rasoterra chirurgici scagliati nel cuore delle aree, sponde di testa per altri compagni poi a segno. Oppure passaggi smarcanti in profondità dalla trequarti, capaci di aprire anche i gusci delle difese chiuse a mo’ di cozza. O lanci in contropiede a innescare attaccanti in fuga. Insomma, un peperino. Un creatore seriale di occasioni pericolose. Con una variabile: lui stesso sa buttarla dentro, se vede un varco. Di piede, inserendosi in velocità. E di testa. E poi la fase difensiva: all’altezza anch’essa. Tackle, anticipi, rincorse, marcature gestite con buon senso della posizione. Il tutto, ad appena 19 anni. Nella scorsa stagione, nella B spagnola, la Segunda División, appena maggiorenne mise assieme 36 presenze da titolare e venne sostituito solo 4 volte nei finali di partita. In aggiunta le 4 partite dei playoff, con un gol segnato nella finale di ritorno contro il Tenerife, ultima tappa per la promozione nella Liga. Era il 19 giugno. Dietro l’angolo, quella spaventosa esperienza vissuta sul pullman scoperto. Non solo una città, ma un’intera nazione si ritrovò a battergli le mani, a posteriori. In questo caso, però, non per la sua annata trionfale: 42 presenze stagionali considerando anche la Coppa del Re, 2 reti e 6 assist-gol. In questa stagione, nella Liga, il suo ulteriore decollo. Contro avversari di altro livello, mostrando sempre una notevole maturità tattica e doti tecniche. Alzando però l’asticella, quanto a indice di difficoltà. Già 4 partite da titolare, 5 considerando un ingresso dalla panca, con 2 perle nelle ultime gare contro Real Betis e Real Sociedad (un gol di piede, in coda a un inserimento fulmineo, e uno di testa, anche con furbizia). Sta vivendo settimane dorate: a settembre ha conosciuto pure l’esordio nell’Under 21 spagnola (2 gare da titolare), dopo il buon apprendistato da colonna dell’Under 19. Catalano di Premia de Dalt, già a 7 anni entrava nel vivaio del Barcellona, mica pizza e fichi. A 13 anni l’Hospitalet, poi ai 15 lo portò via con gran fiuto il Girona (interamente in Catalogna la carriera del ragazzo). Vagnati e Specchia, il caposcout del Torino, lo stavano già monitorando da qualche tempo, poi il dt ha drizzato più ancora le antenne e ora lo ha seguito anche da vivo, mentre riflette sui destini di Singo. Costa sui 5, 6 milioni. Un bel profilo, senza dubbio.

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