"No, non piangere", tutto l’affetto del Toro per Gineitis

Al fianco del giovane: da Vanja a Juric ai collaboratori: "Può capitare. Lezione imparata: non ti succederà più". E adesso il lituano diventerà fondamentale

Viva l'errore, se questo permette di mettere radici solide nel percorso di formazione di un calciatore. Al Toro su Gvidas Gineitis sono davvero tutti d'accordo. La società, che lo ritiene un patrimonio importante per il presente, ma soprattutto per il futuro. Lo staff tecnico, che crede moltissimo nelle potenzialità di un ragazzo che ha già dimostrato di avere stoffa sufficiente per essere protagonista in prima squadra. Ma anche i compagni, tutti convinti del valore del lituano. Tutti colpiti, poi, dallo spessore umano del talento classe 2004: un ragazzo timido, riservato e senza smanie di grandezza sui social, che non si è mai montato la testa subito dopo l'approdo in prima squadra. Anzi, Gineitis ha lavorato tantissimo per migliorarsi giorno dopo giorno e non c'è un solo compagno che non lo abbia abbracciato dopo il grave errore di Monza. Una disattenzione figlia dell'inesperienza a certi livelli: un problema decisamente semplice da risolvere. "Gino", come lo chiamano al Filadelfia, ha solo bisogno di giocare. E lo spazio in questo periodo sicuramente non gli mancherà, visto che la coperta a centrocampo è talmente corta da sembrare un fazzoletto.

Più spazio

Samuele Ricci fino a Natale non sarà disponibile e anche Karol Linetty, che oggi si sottoporrà a nuovi esami dopo l'infortunio di Monza, non sembra rinfrancato dai primi riscontri avuti a livello fisico: il rischio di una lesione muscolare è dietro l'angolo. Adrien Tameze, invece, deve vestire i panni del crocerossino in difesa: un ruolo, quello del braccetto destro, che svolge egregiamente e per questo diventa difficile mischiare le carte adesso. Dunque, oltre ai meriti acquisiti nel tempo, Gineitis avrà sempre più spazio grazie alle situazioni contingenti del periodo. L'emergenza a centrocampo gli permetterà di ritagliarsi un ruolo centrale nel Toro. Sebbene anche in abbondanza si sia guadagnato l'attenzione di Juric, che gli ha dato una maglia da titolare a Lecce e pure in Coppa Italia contro il Frosinone. Il ragazzo è forte: fisicamente e tecnicamente regge l'urto della Serie A, assaggiata nella passata stagione. La sciocchezza che ha favorito la rete del pareggio di Colpani in Brianza non ridimensiona le qualità del 19enne centrocampista mancino, che conosce i propri limiti e sta cercando di assottigliarli. Carenze legate alla poca maturità: a volte interviene con troppa foga, prende ancora qualche giallo di troppo e in alcune letture deve diventare più veloce nel pensiero. Per il resto, il giocatore c'è. E anche a Monza lo ha dimostrato sul piano della prestazione: non si è abbattuto nemmeno dopo l'errore.

Le parole di Juric

Juric ha speso bellissime parole per Gineitis: «Succede, non posso far altro che abbracciarlo: ha imparato la lezione, non gli ricapiterà più». Gvidas si è sfogato con un pianto, subito dopo il triplice fischio. Prendendosi gli abbracci di tutti: da quelli di Milinkovic-Savic, passando per Zapata e Buongiorno, fino ad arrivare ai componenti dello staff tecnico. Tutti per “Gino”, il cucciolo della rosa del Toro. Adesso ha subito l’opportunità di voltare pagina, senza dover aspettare la trasferta di Bologna. Naturalmente convocato dalla Lituania, affronterà dopodomani il Montenegro e domenica Cipro. Due gare che gli serviranno per riconquistare energia positiva: Juric non vede l’ora di rivederlo con un bel sorriso.

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