Juric, un pentimento che serve ad alzare l’asticella

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Juric, un pentimento che serve ad alzare l’asticella© LAPRESSE

Mettiamola così, con la saggezza popolare: non tutto il male vien per nuocere. Alle scellerate dichiarazioni rilasciate domenica dopo il deludente pareggio con la Salernitana, sono seguite ieri le precisazioni di Ivan Juric. Fonti molto vicine al tecnico garantiscono che abbia fortemente voluto questa conferenza stampa straordinaria, nella consapevolezza di avere sbagliato nei toni e soprattutto nei contenuti. Non era sua intenzione, probabilmente: non almeno in questi termini.

Ma l’errore c’è stato e dunque non si può che accogliere in maniera positiva la scelta di spiegare, precisare, correggere, ammettere. La concitazione con cui ha parlato e quella bottiglia che quasi cadeva dal tavolo per la violenza dei pugni che accompagnavano le sue frasi rivelano la sincerità del pentimento e sono conseguenza delle lunghe ore notturne passate a riflettere. Ci sarà chi sosterrà che sia troppo facile esagerare prima e cercare di rimediare allo sbaglio poi: è certamente vero.

Torino, Juric e il futuro

Tuttavia, la dimostrazione di umanità, perfino eccessiva parafrasando Nietzsche, rappresenta un valore non secondario in questa epoca di (presunti) perfettini. Non tutto il male vien per nuocere, si diceva, perché l’incontro ha permesso di ricevere finalmente una risposta alla domanda che angustia il popolo granata e alla quale finora Juric aveva replicato in maniera sempre evasiva, malgrado la disponibilità sul tema dimostrata da Urbano Cairo. Ovvero: il contratto scade a giugno, cosa farai Ivan? Ecco, qui l’allenatore ha chiarito una volta per tutte le sue intenzioni: resterà soltanto se sarà riuscito a portare il Toro in Europa. Esattamente il pensiero che tutti volevano sentire, non tanto per la scelta in sé (da qui a maggio possono cambiare tante cose e tante idee e, in ogni caso, bisognerà capire quale sarà la volontà di Cairo e Vagnati), quanto per l’ambizione che contiene e che responsabilizza anche la squadra, a maggior ragione dopo la pessima prestazione di domenica, ieri onestamente ammessa dopo le titubanze del dopogara. Da qui è necessario ripartire sabato sera a Reggio Emilia contro il Sassuolo.

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