Pasquale Bruno: "Anch’io in marcia per un Toro migliore, vero"

Il via in piazza Solferino, l’arrivo sotto il colle di Superga: "Giusto manifestare pacificamente. Tifosi di ogni età uniti per una svolta"

Lecce e Torino sono separate da circa 1.200 chilometri di strada: una lunga lingua d’asfalto che Pasquale Bruno ieri ha percorso per poter essere presente questa mattina alle ore 10 davanti al Bar Norman, dove il 3 dicembre del 1906 venne fondato il Torino, il luogo da dove partirà la lunga marcia dei tifosi granata che giungerà fino ai piedi del colle di Superga. «Sono stato invitato e mi fa molto piacere esserci visto che si tratta di una marcia pacifica, fatta per ricordare che il Toro ha radici profonde, radicate nel passato. Radici che non abbiamo dimenticato e a cui siamo legati. Dobbiamo poi far capire che il Toro è ancora vivo, che non muore mai nonostante tutto», ha spiegato proprio l’ex difensore del Toro di inizio Anni 90, uno dei calciatori più amati dai tifosi granata.

Le parole di Pasquale Bruno

Alla marcia, che è stata organizzata insieme dai gruppi organizzati della Maratona e della Curva Primavera, oltre che dall’Unione Club Granata, è prevista la partecipazione di tifosi provenienti da tutta Italia: basti pensare che sono un’ottantina i Toro Club che hanno deciso di aderire alla manifestazione e di ritrovarsi insieme questa mattina a Torino. Ma ci saranno anche tifosi comuni, dai più piccoli accompagnati dai genitori a quelli più anziani. «So che ci saranno anche tante famiglie e tifosi di ogni età, questo mi fa molto piacere. Spero di vederne davvero tanti di tifosi in questa manifestazione, anche perché il 4 maggio non è una data come le altre, è un giorno speciale, storico», ha proseguito sempre Pasquale Bruno.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino

La contestazione a Cairo

Quella di questa mattina sarà una marcia dell’orgoglio, un modo per rendere omaggio agli Invincibili, ma anche per gridare la voglia di rivedere una squadra ambiziosa, che lotti per posizioni più prestigiose rispetto a quelle di metà classifica che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Ma non mancherà neppure la contestazione a Urbano Cairo, con quei cori e gli inviti a cedere la società che per tutta la stagione sono stati ripetuti negli stadi di tutta Italia, partita dopo partita, e che questa mattina riecheggeranno per le strade di Torino. Ma sarà anche una marcia della speranza, come lo era stata quella dei 50.000 del 4 maggio 2003 (il giorno dopo l’aritmetica retrocessione in Serie B), per dimostrare che il popolo granata è ancora numeroso, nonostante da una trentina di anni i risultati non siano stati all’altezza del glorioso passato.

Bruno: "Il Toro è della sua gente"

«I tifosi vogliono far capire che il Toro è della sua gente, che loro sono presenti nonostante tutti questi anni di nulla. Cairo non può dire che il Toro è suo, nessun proprietario del passato ha potuto farlo e non potrà farlo neanche nessuno del futuro. Il Toro è stato dei suoi tifosi anche quando c’erano Pianelli e Borsano. Se poi i tifosi si sono affezionati a questi presidenti è perché hanno portato dei risultati, hanno costruito squadre che sono state degne rappresentanti della storia del Toro. La gente vuole una squadra in cui possa identificarsi», ha proseguito sempre Pasquale Bruno. Poi ha aggiunto: «A questa società il passato dà fastidio, ma certi valori, certe tradizioni è importante tenerle vive. Bisogna invertire la rotta rispetto agli ultimi anni e tornare ad avere ambizioni che possano rispettare la storia del club».

 

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Superga, il percorso della commemorazione

Come detto in precedenza, la marcia partirà alle 10 da piazza Solferino, di fronte al Bar Norman dove nel 1906, quando si chiamava Birreria Voigt, venne fondato il Torino. Il corteo percorrerà poi via Pietro Micca fino ad arrivare in piazza Castello, proseguirà per via Po fino a piazza Vittorio Veneto, attraverserà il ponte di fronte alla Gran Madre e imboccherà corso Casale fino ad arrivare a piazza Modena, ovvero lo slargo da dove poi parte la strada che consente di raggiungere la Basilica di Superga. L’arrivo è previsto intorno alle ore 13, poi in molti saliranno al Colle per rendere omaggio a Valentino Mazzola e ai suoi compagni di squadra, periti nell’incidente aereo di 76 anni fa: c’è chi proseguirà la camminata salendo fino alla lapide a piedi, chi invece utilizzerà i mezzi (le navette e la “dentera”). Di certo la giornata non terminerà con l’arrivo in piazza Modena. D’altronde rendere omaggio al Grande Torino non può che essere la naturale prosecuzione di una marcia pacifica e colorata, organizzata anche per mostrare il proprio senso di appartenenza e l’orgoglio di tifare Toro, nonostante tutto.

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Lecce e Torino sono separate da circa 1.200 chilometri di strada: una lunga lingua d’asfalto che Pasquale Bruno ieri ha percorso per poter essere presente questa mattina alle ore 10 davanti al Bar Norman, dove il 3 dicembre del 1906 venne fondato il Torino, il luogo da dove partirà la lunga marcia dei tifosi granata che giungerà fino ai piedi del colle di Superga. «Sono stato invitato e mi fa molto piacere esserci visto che si tratta di una marcia pacifica, fatta per ricordare che il Toro ha radici profonde, radicate nel passato. Radici che non abbiamo dimenticato e a cui siamo legati. Dobbiamo poi far capire che il Toro è ancora vivo, che non muore mai nonostante tutto», ha spiegato proprio l’ex difensore del Toro di inizio Anni 90, uno dei calciatori più amati dai tifosi granata.

Le parole di Pasquale Bruno

Alla marcia, che è stata organizzata insieme dai gruppi organizzati della Maratona e della Curva Primavera, oltre che dall’Unione Club Granata, è prevista la partecipazione di tifosi provenienti da tutta Italia: basti pensare che sono un’ottantina i Toro Club che hanno deciso di aderire alla manifestazione e di ritrovarsi insieme questa mattina a Torino. Ma ci saranno anche tifosi comuni, dai più piccoli accompagnati dai genitori a quelli più anziani. «So che ci saranno anche tante famiglie e tifosi di ogni età, questo mi fa molto piacere. Spero di vederne davvero tanti di tifosi in questa manifestazione, anche perché il 4 maggio non è una data come le altre, è un giorno speciale, storico», ha proseguito sempre Pasquale Bruno.

 

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