Fila blindato da tre mesi, Baroni è pure senza tifosi

Il tecnico granata diceva: "Il calcio è della gente, non ho problemi ad aprire". Ma l'unico allenamento con il pubblico presente è stato il 12 luglio
Fila blindato da tre mesi, Baroni è pure senza tifosi© LAPRESSE

Forse le chiavi del cancello del Filadelfia sono andate perse, forse sono scivolate all’interno di qualche tombino o sono seppellite tra scartoffie varie nel cassetto di qualche scrivania poco utilizzata. O forse - e crediamo che sia questo il reale motivo - a mancare è la volontà di prenderle e utilizzarle per aprire le porte ai tifosi. Da quando Marco Baroni è seduto sulla panchina del Torino, solamente una volta il Filadelfia è stato aperto: era il 12 luglio, esattamente tre mesi fa. Poi, la solita routine all’interno del centro di allenamento è stata interrotta solamente da una visita del ct Rino Gattuso e da qualche capatina di Urbano Cairo, che ha cercato con la sua presenza e le sue parole di motivare i calciatori e il tecnico. Mentre i tifosi, nel frattempo, sono sempre rimasti all’esterno. Eppure il loro aiuto e il loro sostegno avrebbero potuto aiutare ad affrontare un inizio di campionato oggettivamente complicato. A inizio agosto, nel giorno della sua prima conferenza stampa da allenatore granata, Baroni era sembrato anche ben disposto ad accogliere i tifosi in quel Filadelfia che appare sempre più un bunker, anziché lo stadio capace di portare qualche punto in più grazie alla sinergia che veniva a crearsi al suo interno, tra tifosi e squadra, prima che lo storico impianto venisse abbattuto.

Baroni le parole non corrisposte ai fatti

"Il calcio è della gente, quindi io da questo punto di vista non ho problemi", aveva spiegato Baroni, parlando proprio dell’eventualità di svolgere altri allenamenti a porte aperte, dopo quello del 12 luglio. Il tecnico aveva però anche aggiunto: "Legati all’apertura del campo ci sono altri aspetti. Ne parliamo comunque col direttore, abbiamo già avuto una giornata così e non escludo che possa avvenire di nuovo in futuro". L’eventuale apertura del Filadelfia, infatti, non dipende solamente dalla volontà dell’allenatore di turno: ci sono anche questioni legate alla sicurezza, alla presenza necessaria degli steward, di cui è la società a doversi occupare. Non a caso da quando lo stadio è stato ricostruito, tutti gli allenatori che si sono susseguiti alla guida della formazione granata non siano riusciti ad aprirlo con continuità: da Mihajlovic a Baroni, passando per Mazzarri, Juric e Vanoli (escludiamo Longo, che comunque quando ha potuto lo ha aperto, Giampaolo e Nicola, che hanno allenato il Torino in un periodo di limitazioni generali dovute al Covid). Poi ci sono state le volte in cui il campo non era disponibile per lavori sul manto erboso o altro, ma in alcuni casi era stato trovato un escamotage: lo scorso anno, per esempio, Vanoli durante le pause del campionato per lasciare spazio alle nazionali aveva svolto degli allenamenti a porte aperte direttamente all’Olimpico Grande Torino. Un modo, comunque, per tenere vicina la tifoseria alla squadra.

Si aprirà l'8 novembre, prima del derby con la Juventus

Baroni avrebbe potuto prendere esempio. Da quel 12 luglio, i tifosi hanno potuto vivere lo stadio solamente dall’esterno: di fronte a quel cancello, rigorosamente chiuso, prima della gara contro l’Atalanta, il 21 settembre, è partito il corteo di contestazione contro Urbano Cairo che è arrivato poi allo stadio. La recinzione del campo è invece stata utilizzata per appendere striscioni di contestazione varia, uno degli ultimi è quello che invitava ironicamente il presidente a ingaggiare Oronzo Canà come allenatore. Ma nei vari lenzuoli appesi prima e dopo quel 21 settembre, di messaggi contro la società (ma non solo) se ne sono potuti leggere numerosi e di vario tipo. Il Filadelfia, immaginiamo, non resterà però del tutto blindato ancora a lungo: l’8 novembre, fra meno di un mese, è in programma il derby di andata contro la Juventus e, negli ultimi anni, alla vigilia (o al massimo un paio di giorni prima) sono state sempre organizzati allenamenti a porte aperte: c’è da scommetterci che anche questa volta sarà così. Ma più che un gesto di unione, appare un contentino che viene elargito una volta ogni tanto. E pensare che, solamente qualche settimana fa, persino Cairo abbia sottolineato quanto in passato la spinta della gente sia stata importante anche durante un allenamento: "Nel 2006, prima di Torino-Mantova, c’erano 2.500 tifosi a Borgaro e ci hanno dato una spinta pazzesca". Ricordiamo infine che, da statuto della Fondazione Filadelfia, almeno il cortile dovrebbe essere sempre aperto.

 

 

 

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