TORINO - A gennaio spegnerà 38 candeline. Ma gioca ancora, al Santos, la squadra che fu di Pelè. Tomas Rincon ha ancora voglia di campo: ha un anno di contratto e a livello fisico sta benissimo. Allo stesso tempo, però, sta già ragionando sul futuro. Sul momento in cui dovrà appendere le scarpe al chiodo. Studia da dirigente, un abito che spera di indossare presto. Partendo dall’Italia, la nazione che l’ha adottato. E perché no a Torino, una città che “El General” conosce come le sue tasche.
Tomas Rincon, lei rientra in una cerchia ristretta di giocatori che hanno indossato le due maglie delle squadre di Torino. Che ricordi ha della Juve?
«Ai bianconeri mi legano momenti belli e intensi: ho ancora grandi amici lì. Mi sono goduto uno spogliatoio di campioni incredibili: penso al valore di Chiellini a livello umano, allo zoccolo duro degli italiani e pure alla spensieratezza dei sudamericani. Da Higuain a Cuadrado, passando per Dybala. Anche Mandzukic e Khedira erano impressionanti per mentalità e carisma».

Poi, il Toro, la squadra con la quale ha collezionato più presenze in carriera.
«Per me il Toro è casa. Mi è rimasto l’anno splendido con Walter Mazzarri e sarò eternamente grato a Sinisa Mihajlovic per avermi portato lì. E pure per i momenti vissuti con Nicolas Burdisso, un grande amico sin dai tempi del Genoa. Anche con De Silvestri abbiamo ancora un bellissimo rapporto: avevamo interessi in comune, al Toro sono stato proprio bene. Cito pure il presidente Cairo: ha sempre creduto in me, non soltanto a parole. Personalmente non lo scoderò mai. Non contesto i pensieri dei tifosi, ma di sicuro non posso dire nulla di male su di lui».
A livello di sentimenti, cosa le ha lasciato la maglia granata?
«Mi ha impressionato Superga, quel luogo rimasto fermo nel tempo: lì ho capito che la scelta del Toro era stata la migliore possibile. Mi viene la pelle d’oca quando penso al 4 maggio. La storia del Toro è unica. Lì ho imparato tanto, ho capito che il calcio va oltre il campo. Per un venezuelano come me il calore del popolo granata è fantastico. La maglia granata mi appartiene».

