Il Toro sta precipitando in B: Cairo caccia Baroni e prende D'Aversa con l'incubo derby all'ultima

La retrocessione in casa granata fa paura: cambio in panchina immediato. Nell'ultimo turno la stracittadina contro la Juventus...
Il Toro sta precipitando in B: Cairo caccia Baroni e prende D'Aversa con l'incubo derby all'ultima© Getty Images

Il Toro sta precipitando in B. E Cairo, dopo aver silurato il suo (ex) ds sodale Vagnati a dicembre e aver sfornato un mercato colpevole e insufficiente anche a gennaio con Petrachi, adesso caccerà Baroni, non volendo prendere la medesima decisione per se stesso. Ma poi, chissà, un giorno venderà il Toro? Glielo gridano (di nuovo) da due anni i tifosi e ieri, a fine partita, lo ha fatto persino lo stadio intero del Genoa: oltre 30 mila cuori, con i rossoblù a dare manforte nel canto ai gemellati fratelli granata. I quali (terribile a dirsi) hanno un incubo davanti agli occhi, oltre a questo labirinto frustrante dell’eterno cairismo, da lustri: retrocedere all’ultima giornata, quando il Torino dovrà affrontare la Juve. Manca davvero solo questo primato alla collezione di Cairo, in 21 anni. Ma cosa ne può chi ama il Toro?

Arriva D'Aversa

Ordunque, in assenza di colpi di scena D’Aversa prenderà il posto di Baroni. Già ieri sera si dirigeva a incontrare Cairo, dopo i nuovi colloqui telefonici con l’amico Petrachi (come già nelle scorse settimane: non solo, insomma, dopo questo crollo a Marassi). Per Baroni, in caduta libera da tempo e con la squadra che gli ha voltato le spalle o quantomeno non lo segue più, il destino appare segnato. D’Aversa è in ottimi rapporti con Petrachi da anni. In più come vice ha Sullo, già braccio destro di Ventura ai tempi del Toro appunto con Petrachi ds. È lui il prescelto, senza dubbio, davanti ai vari Gotti, Nesta, Pecchia, Cioffi. Riferiscono che D’Aversa si sia anche reso disponibile ad accettare un contratto sino a giugno con un premio in caso di salvezza. Con Baroni legato al Toro sino al 2027, pure questa malleabilità contrattuale di D’Aversa piace a Cairo. D’Aversa non allena dalla scorsa stagione: era alla guida dell’Empoli, finito in B (l’Empoli di Ismajli e Anjorin, manco a dirlo). Poi, mesi dopo, la rescissione del legame biennale in Toscana. E nelle scorse settimane D’Aversa aveva detto no al Verona: aspettava già il Toro… Cairo si aggrappa a una reazione che sembra persino un miracolo, a oggi. In questo momento i granata sono una squadra allo sbando, sconnessa e scollegata, senza fame, senza amor proprio, senza spirito di sacrificio, senza gioco e senza difese, dall’elettroencefalogramma piatto, in un crollo vertiginoso, mentre alle spalle più formazioni recuperano terreno. Lo stesso Genoa ha raggiunto i granata. E se oggi la Fiorentina batterà il Pisa, la B sarà appena a 3 punti di distanza, per il Torino. Un Torino al 6° ko nelle ultime 8 partite di campionato, con la peggior difesa della A, 47 reti subite. Peggio (55) solo nell’anno della retrocessione del ’59: ed è tutto dire.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino

Continua la contestazione

Divampa sempre più la contestazione. Contro Cairo, naturalmente, ovviamente. Ma in maniera crescente anche contro Baroni e la squadra, già pensando pure a domenica. Quando il Torino ospiterà la Lazio. Proprio la Lazio che era di Baroni nello scorso campionato, con Lotito che alla fine risolse il contratto. Baroni, già: non vedeva l’ora di prenderlo, Cairo. Anche perché non vedeva l’ora di cacciare Vanoli. Ieri, il presidente e Petrachi hanno lasciato lo stadio in fretta, non appena chiusa questa ennesima pagina vergognosa. Un 3 a 0 per il Genoa contro una squadra di fantasmi, mai entrata realmente in campo. Una squadra che (si è visto chiaramente) non crede più in Baroni, si è assuefatta alle sconfitte, alle goleade, agli sfaceli. Al contrario, De Rossi ha presentato un Genoa ricco di gioco, di ferocia agonistica ed entusiasmo. Avrebbe potuto sostituire Baroni a ottobre. Poi Cairo cambiò idea, dopo il pareggio proprio contro la Lazio. È tutto un circolo vizioso, terribile. Però con la B negli occhi.

Sprofondo "made in Cairo"

È uno sprofondo prima di tutto “made in Cairo”, amplificato dagli errori e dalle scelte continuamente contraddittorie di Baroni. Su questo giornale sollevammo l’allarme retrocessione già a fine agosto, visti il mercato incoerente e lacunoso e i disastri in sequenza dalle amichevoli a quella cinquina iniziale per l’Inter. E poi a settembre e nei mesi successivi, dato che Baroni continuava a perdere e a non trovare la squadra, oltreché la quadra. Ieri, dopo la nuova disfatta, hanno mandato a parlare solo Vlasic: dalla società all’allenatore, la fuga resta sempre la soluzione più adottata. Baroni non aveva parlato nemmeno alla vigilia. E la società aveva scelto un giorno in più di ritiro. «Serve una gara di livello sotto tutti gli aspetti, la squadra dovrà essere centrata», aveva detto Baroni a Dazn poco prima di farsi spolpare da De Rossi. Farebbe ridere, se non facesse piangere lacrime amarissime e di rabbia piena. 

 

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Il Toro sta precipitando in B. E Cairo, dopo aver silurato il suo (ex) ds sodale Vagnati a dicembre e aver sfornato un mercato colpevole e insufficiente anche a gennaio con Petrachi, adesso caccerà Baroni, non volendo prendere la medesima decisione per se stesso. Ma poi, chissà, un giorno venderà il Toro? Glielo gridano (di nuovo) da due anni i tifosi e ieri, a fine partita, lo ha fatto persino lo stadio intero del Genoa: oltre 30 mila cuori, con i rossoblù a dare manforte nel canto ai gemellati fratelli granata. I quali (terribile a dirsi) hanno un incubo davanti agli occhi, oltre a questo labirinto frustrante dell’eterno cairismo, da lustri: retrocedere all’ultima giornata, quando il Torino dovrà affrontare la Juve. Manca davvero solo questo primato alla collezione di Cairo, in 21 anni. Ma cosa ne può chi ama il Toro?

Arriva D'Aversa

Ordunque, in assenza di colpi di scena D’Aversa prenderà il posto di Baroni. Già ieri sera si dirigeva a incontrare Cairo, dopo i nuovi colloqui telefonici con l’amico Petrachi (come già nelle scorse settimane: non solo, insomma, dopo questo crollo a Marassi). Per Baroni, in caduta libera da tempo e con la squadra che gli ha voltato le spalle o quantomeno non lo segue più, il destino appare segnato. D’Aversa è in ottimi rapporti con Petrachi da anni. In più come vice ha Sullo, già braccio destro di Ventura ai tempi del Toro appunto con Petrachi ds. È lui il prescelto, senza dubbio, davanti ai vari Gotti, Nesta, Pecchia, Cioffi. Riferiscono che D’Aversa si sia anche reso disponibile ad accettare un contratto sino a giugno con un premio in caso di salvezza. Con Baroni legato al Toro sino al 2027, pure questa malleabilità contrattuale di D’Aversa piace a Cairo. D’Aversa non allena dalla scorsa stagione: era alla guida dell’Empoli, finito in B (l’Empoli di Ismajli e Anjorin, manco a dirlo). Poi, mesi dopo, la rescissione del legame biennale in Toscana. E nelle scorse settimane D’Aversa aveva detto no al Verona: aspettava già il Toro… Cairo si aggrappa a una reazione che sembra persino un miracolo, a oggi. In questo momento i granata sono una squadra allo sbando, sconnessa e scollegata, senza fame, senza amor proprio, senza spirito di sacrificio, senza gioco e senza difese, dall’elettroencefalogramma piatto, in un crollo vertiginoso, mentre alle spalle più formazioni recuperano terreno. Lo stesso Genoa ha raggiunto i granata. E se oggi la Fiorentina batterà il Pisa, la B sarà appena a 3 punti di distanza, per il Torino. Un Torino al 6° ko nelle ultime 8 partite di campionato, con la peggior difesa della A, 47 reti subite. Peggio (55) solo nell’anno della retrocessione del ’59: ed è tutto dire.

 

 

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