Strategie sul futuro dell’impianto e trattative in corso
Tergiversare, tirare a campare: il Torino Fc. «Va beh…. Comunque sia, stiamo parlando di uno stadio che prima non era disponibile per la vendita, per le ipoteche. Dopodiché ci siamo incontrati col sindaco ed è cominciato un rapporto per vedere quali possano essere le valutazioni... C’è anche un tema della perizia dello stadio... molto più recente... (la perizia chiesta dalla Giunta alla Praxi per una possibile base d’asta, ndr). È tutto un discorso in fieri, non dipende tutto da noi, non so ancora il valore della perizia, dovremmo saperlo a breve...». Prima aveva già dribblato, alla sua maniera: «C’è un lavoro sotto traccia... me ne occupo io... ma ho anche incaricato il nostro consigliere Bellino... mi sta coadiuvando nella valutazione per arrivare a presentare un’offerta… per vedere se troviamo un punto d’intesa col Comune... stiamo valutando anche come si potrebbe cambiare lo stadio… quale formula per l’eventuale acquisto… se per 99 anni… Bisogna conoscere lo stadio in tutti i suoi aspetti… capire anche gli investimenti da fare se dovessimo averlo in proprietà… Come fu per il Delle Alpi alla Juve... capire come potrebbe essere il legame commerciale… e quindi poi si arriverebbe a un’offerta di cui parlare col Comune… intanto facciamo una valutazione... quale può essere il valore dell’impianto... ho visto che lo stadio di Udine è stato venduto a 4,8 milioni... quello di Bergamo a poco più di 8... questi sono i valori di riferimento... e poi bisogna capire quali interventi straordinari vanno fatti, le manutenzioni che doveva fare il Comune... anche il tema della metratura commerciale... tutto va valutato... poi arriveremo a un’offerta... spero che sia possibile trovare un accordo col Comune proficuo per entrambi... siamo molto legati a questo stadio... saremmo ben felici... stiamo lavorando per presentare un’offerta accettabile che tenga conto anche delle valutazioni fatte per gli stadi in Italia...». Eccetera. Tutto così. Un girare in tondo, vien da dire. Un tergiversare da luglio: e dopo 20 anni! Forse per poi chiedere al Comune una nuova deroga sull’affitto oltre la scadenza del 31 dicembre? O per cercare di farsi dare lo stadio non diciamo gratis ma quasi?
Possibile vendita del club e scenari futuri
E prima o dopo venderà il Torino: oppure no. «Un anno fa dissi che ero disponibilissimo a vendere. Se ci fosse stato qualcuno più bravo di me, più disponibile a fare investimenti milionari, avrei dato la disponibilità. Ma a oggi non ho avuto offerte. Più che dire pubblicamente che sono disponibile a considerare una vendita, non so cosa fare». Forse perché chiede troppo? Forse perché in realtà non vuole vendere? Forse perché non crea i presupposti, anzi? Ha dato un mandato a vendere il club?, gli abbiamo chiesto. «Non potete sapere se un mandato c’è o no. Sono cose riservate».
