D'Aversa avvisa il Toro: "Col Parma match-ball salvezza. La formazione può cambiare, dipende..."

Le dichiarazioni dell'allenatore granata in vista dell'anticipo di Serie A contro la squadra di Cuesta
D'Aversa avvisa il Toro: "Col Parma match-ball salvezza. La formazione può cambiare, dipende..."

Alla vigilia di Torino‑Parma, gara che può pesare in modo decisivo nella corsa salvezza, D'Aversa ha presentato la sfida con toni chiari: non una partita come le altre, ma uno di quegli snodi del campionato capaci di indirizzare una stagione. Il tecnico granata ha chiesto pazienza e mentalità vincente per affrontare una squadra solida soprattutto lontano da casa, sottolineando anche quanto peserà ancora l’assenza dei tifosi sugli spalti. In conferenza stampa l’allenatore ha fatto chiarezza sulla condizione del Torino e ha parlato bene anche di Cuesta, svelando un loro incontro.

Torino-Parma, conferenza D'Aversa

"Nell'arco di un campionato, ci sono 4 o 5 gare che lo indirizzano. Domani è una di queste: il Parma ha dimostrato di saper fare tanti punti in trasferta, siamo consapevoli delle difficoltà ma dobbiamo avere la mentalità per vincerla" - ha spiegato D'Aversa in conferenza stampa. Domani mancheranno ancora i tifosi, un'assenza che si fa sentire e ne ha parlato il tecnico: "Ci darebbero una grande mano, ma la situazione è questa. Pensiamo alla partita affinché un giorno tornino a dare il loro contributo importantissimo". Poi ha analizzato il match: "Qual è l'errore da non commettere? Avere la frenesia di vincerla, ci sono 95 minuti. Bisognerà pazientare, loro concedono pochi spazi e dovremo essere bravi tecnicamente e soprattutto non forzare le giocate per sbloccarla nell'immediata. Non sarà una partita bellissima, cercheremo di renderla bella. Potrà sbloccarsi da calcio inattivo, sarà importante la qualità tecnica".

"La formazione la decidono i giocatori"

Poi D'Aversa ha proseguito: "Ragioniamo su ogni singola gara. L'importanza di domani è fondamentale per la classifica, è il primo match ball per avvicinarci al nostro obiettivo che è quello di salvarci. Poi si possono aprire altri scenari, ma l'unica cosa su cui ragioniamo è domani". Sulle scelte: Se penso di proseguire con la stessa formazione? Non do riferimenti, ma i ragazzi per conoscersi devono giocare insieme. Sono arrivato da due settimane, la formazione è determinata dagli allenamenti e dalle partite. Faccio valutazioni anche sulle risposte date in gara: bisogna anche vedere il lavoro settimanale, la condizione di chi sta crescendo. Non è che detto che si possa sempre portare avanti la stessa formazione. La decidono i giocatori in settimana, non l'allenatore".

 

 

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I recuperati e gli indisponibili

D'Aversa ha poi spiegato come sta Adams: "Per caratteristiche, è molto tecnico e magari potrebbe risolvere una gara come quella di domani. Non ha 90 minuti, ma non è detto che non parta titolare perché in una partita ci sono più partite. La mia scelta non dipende solo dal fatto che non abbia i 90 minuti". Su Nkounkou e Njie: "Il primo ha avuto un fastidio ma si è allenato regolarmente. A Napoli tutta la squadra ha fatto una prestazione al di sotto rispetto alla Lazio, ma il Napoli è molto forte: abbiamo avuto anche le occasioni per pareggiare. I due sono giocatori diversi, Njie è un attacco esterno da giocare a piede invertito". Su Casadei: "Deve trovare una continuità. A Napoli ha fatto gol, ma nella situazione del secondo gol poteva fare meglio. Quando capirà di avere qualità importanti, dovrà trovare continuità anche durante il lavoro settimanale. Ha avuto qualche problema fisico"

Poi ha parlato anche di Marianucci e Maripan: "Non ci sono gerarchie. Nelle mie prime due gare hanno giocato gli stessi tre, ma tra quelli che stanno crescendo ci sono anche Marianucci e Maripan. Per domani, ho tanti dubbi di formazione: non ci sono gerarchie, l'allenatore ha una forma di rispetto nei confronti di giocatori vedendo cosa fanno in settimana. A differenze delle altre partite, ho tanti dubbi ed è merito dei giocatori. Anjorin? In settimana ha perso la nonna, ma è rimasto qui e si è allenato con continuità. Nel giro di due settimane, è uno di quelli che è cresciuto esponenzialmente e sto iniziando a vedere l'Anjorin dell'anno scorso a Empoli". Il tecnico si è poi soffermato su Lazaro: "Se verrà confermato? Valuto. Non posso ragionare su ciò che è stato prima, valutando Lazio, Napoli e lavoro settimanale magari c'è qualche cambiamento. Ma non mi piace parlare del singolo, il singolo si esalta se la squadra gioca da squadra. Se il Toro ha 30 punti, significa che non sempre è accaduto. Dobbiamo scendere in campo da squadra e così verrà esaltato il singolo. Non ci sono gerarchie fisse, bisogna fare delle scelte". Poi una buona notizia: "Altri indisponibili oltre ad Aboukhlal? Solo lui. Poi piccoli problemini gestibili".

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L'incontro con Cuesta e i ricordi di Parma

D'Aversa ha elogiato il lavoro di Cuesta: "Non è fortuna se per tante volte non avrebbero meritato risultato pieno ma l'hanno ottenuto. Ha plasmato la squadra per ottenere i risultati con il minimo sforzo. Se ci siamo visti a Coverciano? Sì, ci siamo conosciuti". Poi ha aggiunto: "Il Parma ha sempre fatto sì che le squadre di casa non mettessero in campo le loro migliori prestazioni. Hanno vinto contro il Milan a San Siro, ma noi ragioniamo sulla nostra squadra: è una squadra importante, bisogna essere puliti tecnicamente e non avere fretta nelle scelte ma ragionare per cercare dei vantaggi, portando in campo ciò che si è preparato. L'aspetto tattico dà una mano, ma la differenza è l'interpretazione da parte dei giocatori". Poi sul suo passato al Parma: "Quali ricordi mi porto dietro? Quello è stato il mio miglior periodo, ma non c'è spazio per le emozioni: faremo di tutto per ottenere il risultato. Ai ducali mancherà  Bernabé, è un po' il faro del Parma, ma D'Aversa ha già individuato altri pericoli: "Lui è un giocatore tecnico, credo che verrà sostituito da Nicolussi. Bernabè ha qualità, Nicolussi è più play: hanno caratteristiche diverse. Noi consideriamo anche chi ci troviamo di fronte. Pellegrino può fare la differenza, ha risolto varie problematiche al Parma. Cercheremo di fare il meglio, si ragiona anche sulla struttura fisica".

 

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Alla vigilia di Torino‑Parma, gara che può pesare in modo decisivo nella corsa salvezza, D'Aversa ha presentato la sfida con toni chiari: non una partita come le altre, ma uno di quegli snodi del campionato capaci di indirizzare una stagione. Il tecnico granata ha chiesto pazienza e mentalità vincente per affrontare una squadra solida soprattutto lontano da casa, sottolineando anche quanto peserà ancora l’assenza dei tifosi sugli spalti. In conferenza stampa l’allenatore ha fatto chiarezza sulla condizione del Torino e ha parlato bene anche di Cuesta, svelando un loro incontro.

Torino-Parma, conferenza D'Aversa

"Nell'arco di un campionato, ci sono 4 o 5 gare che lo indirizzano. Domani è una di queste: il Parma ha dimostrato di saper fare tanti punti in trasferta, siamo consapevoli delle difficoltà ma dobbiamo avere la mentalità per vincerla" - ha spiegato D'Aversa in conferenza stampa. Domani mancheranno ancora i tifosi, un'assenza che si fa sentire e ne ha parlato il tecnico: "Ci darebbero una grande mano, ma la situazione è questa. Pensiamo alla partita affinché un giorno tornino a dare il loro contributo importantissimo". Poi ha analizzato il match: "Qual è l'errore da non commettere? Avere la frenesia di vincerla, ci sono 95 minuti. Bisognerà pazientare, loro concedono pochi spazi e dovremo essere bravi tecnicamente e soprattutto non forzare le giocate per sbloccarla nell'immediata. Non sarà una partita bellissima, cercheremo di renderla bella. Potrà sbloccarsi da calcio inattivo, sarà importante la qualità tecnica".

"La formazione la decidono i giocatori"

Poi D'Aversa ha proseguito: "Ragioniamo su ogni singola gara. L'importanza di domani è fondamentale per la classifica, è il primo match ball per avvicinarci al nostro obiettivo che è quello di salvarci. Poi si possono aprire altri scenari, ma l'unica cosa su cui ragioniamo è domani". Sulle scelte: Se penso di proseguire con la stessa formazione? Non do riferimenti, ma i ragazzi per conoscersi devono giocare insieme. Sono arrivato da due settimane, la formazione è determinata dagli allenamenti e dalle partite. Faccio valutazioni anche sulle risposte date in gara: bisogna anche vedere il lavoro settimanale, la condizione di chi sta crescendo. Non è che detto che si possa sempre portare avanti la stessa formazione. La decidono i giocatori in settimana, non l'allenatore".

 

 

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