D'Aversa: "Serve lo stesso atteggiamento usato contro l'Inter. Zapata e Ismajli out"

Le parole dell'allenatore dei granata in vista della trasferta in Friuli contro l'Udinese: "Obiettivo? Magari parte sinistra della classifica"
D'Aversa: "Serve lo stesso atteggiamento usato contro l'Inter. Zapata e Ismajli out"

TORINO - Dopo il pareggio in rimonta contro l'Inter, il Torino farà visita all'Udinese nella 35ª giornata di campionato. Roberto D'Aversa ha presentato la sfida contro i friulani in conferenza stampa: "A prescindere da Atta, che non dà punti di riferimento ovunque giochi, le valutazioni sulle scelte si fa in base anche alla completezza e alle situazioni. La decisione ultima la prenderò dopo la rifinitura sperando che non ci siano altri infortuni. Ad oggi ragioniamo su Udine, se facessimo risultato pieno... Dobbiamo avere l'atteggiamento del secondo tempo contro l'Inter: non è cambiata l'Inter, siamo cambiati noi. Ed è l'atteggiamento che voglio domani. L'obiettivo è finire nel migliore dei modi, magari nella parte sinistra della classifica".

Adams e Pedersen non al massimo

Sugli indisponibili per la trasferta: "Adams e Pedersen non sono in forma, Ismajli e Zapata probabilmente sono out. Njie si sta allenando bene, a volte anche durante il riposo vuole fare lavoro specifico. Quando ho la possibilità, cerco di accontentare tutti. La gratificazione è vedere questi ragazzi come si allenano".

Occasione per Njie e modulo

La partita contro l'Udinese potrebbe essere un occasione di vedere all'opera il classe 2005? D'Aversa: "Un allenatore non regala niente a nessuno. Njie si allena bene e per questo è entrato a Cremona e con l'Inter. A volte anche nei giorni di riposo mi chiede di andare a fare dei lavori specifici individuali. Io cerco di accontentare tutti perchè vedo ragazzi che si allenano bene sin dal primo giorno del mio arrivo. Per un allenatore, dopo una partita, l'aspetto più brutto è fare i conti con chi non è entrato; noi dobbiamo schierare undici giocatori e cinque subentranti. Cerco di accontentare tutti, ma se lo devono meritare - aggiunge - Lo schieramento è rimasto uguale, sono però cambiati gli interpreti. Siamo passati anche a difendere in maniera diversa; sulla mezzala nel primo tempo ci usciva il braccetto, nel secondo tempo Njie con la scalata del braccetto che diventava quasi terzino. I numeri sono importanti per noi, ma noi pur partendo dalla difesa a tre spesso ci troviamo a costruire a quattro o viceversa. Dipende dalle caratteristiche della squadra avversaria e dal fatto che cerchiamo di mettere i giocatori nella posizione più consona per loro. Credo che Njie si trovi meglio giocando a piede invertito, ma penso che si possa trovare bene anche nel ruolo fatto con l'Inter". 

Traguardo e motivazioni dei singoli

I granata hanno raggiunto la salvezza quali sono i traguardi e le motivazioni dei giocatori, soprattutto quelli in cerca di conferma: "In questo momento si deve ragionare sulla partita di Udine, per fare un risultato pieno. Per fare questo, dobbiamo avere l'atteggiamento visto nel secondo tempo con l'Inter; non è l'Inter che aveva smesso di giocare, ma i miei ragazzi che hanno cambiato atteggiamento. Vincendo a Udine, potremmo agganciarli; l'obiettivo può essere quello di finire nella parte sinistra della classifica, e questo lo si fa ragionando una partita alla volta. In questo momento, Parma e Udinese sono quelle davanti a noi. Con l'Inter sono entrati tutti molto bene. Il secondo gol nasce da una incertezza in cui potevamo andare a fare gol noi e invece abbiamo subito un contropiede da cui è nato l'angolo del gol. Tutti devono avere obiettivi personali, ma questi vanno messi al servizio della squadra, che può essere quello di guadagnare la fiducia della società o dei propri tifosi. Non dimentichiamoci quale era la situazione quando sono arrivato. Ognuno deve avere obiettivi personali. Magari Vlasic vuole migliorare il suo record di gol o altri vogliono un rinnovo di contratto. L'importante è che gli obiettivi personali vadano a servizio della squadra e non il contrario".

Verso il 4 maggio

Infine una domanda sul 4 maggio, giorno in cui il popolo granata si stringe per ricordare le vittime della tragedia di Superga: "Ho visto tante immagini. Il Torino ha una tifoseria veramente numerosa. Sono onorato di essere presente a questo appuntamento importante che racconta la storia del club. Quali saranno le emozioni lo potrò dire solo dopo averle vissute. Ora posso solo dire di essere orgoglioso per avere la possibilità di partecipare a questo appuntamento".

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