TORINO - Correva l’inizio della scorsa settimana (lunedì 25 maggio, il giorno dopo il derby), quando Gianluca Petrachi e Gian Piero Ventura si dirigevano a Milano per incontrare Urbano Cairo: un summit fiume durato fino a tarda notte, con in discussione svariati argomenti. Il lavoro e il destino professionale di Roberto D’Aversa, la possibilità di sostituirlo, l’opzione Ivan Juric (perseguita da Cairo, ma sicuramente non gradita a Petrachi), le alternative giovani all’insegna di una rivoluzione filosofico-sportiva per il presidente del Torino (Ignazio Abate e Alberto Aquilani). Si discusse anche di mercato, del rendimento dei giocatori granata, dei profili sacrificabili. Ma si discusse, pure, dello stesso futuro professionale di Ventura, a 78 anni. Avrebbe poi detto lo stesso Cairo, il giorno dopo: «Gian Piero Ventura è un amico, è stato per 5 anni il mio allenatore. Insieme abbiamo fatto benissimo, le cose migliori possibili, arrivando settimi, qualificandoci in Europa League e arrivando fino agli ottavi. Con lui c’è sempre stato un rapporto veramente molto buono, anche in questi ultimi anni, io sono anche stato suo testimone di nozze. C’è un rapporto personale bellissimo, sì. Ed è bellissimo parlare di calcio con lui, ti metti lì, lo ascolti e prendi appunti. Ventura ancor oggi ha una visione e un’idea di calcio molto attuale, molto fresca».
Gli incontri con Abate e Aquilani
Poi, sulla possibilità che abbia un incarico ufficiale nel Torino, in futuro: « Vediamo, vediamo... Siccome c’è un’amicizia forte, prima di fare delle scelte è molto importante che siano ponderate, scelte che nel caso possano avere uno spazio temporale lungo... Per il momento ci siamo rivisti più volte, anche 24 ore fa, poi vedremo se la cosa decollerà. Per il momento non dico nulla, è ancora presto». Il giorno dopo, Cairo avrebbe incontrato Ignazio Abate: ricavando un’ottima impressione dal tecnico in uscita dalla Juve Stabia. E domani (al più tardi giovedì) Cairo vedrà Alberto Aquilani, che a sua volta può lasciare il Catanzaro. I due allenatori sono anche oggetto di una contesa, pure il Sassuolo si è già mosso e si muoverà per loro. I prossimi giorni faranno chiarezza. Il tutto, mentre Roberto D’Aversa resta in standby. E mentre il Pisa, in alternativa a Fabio Pecchia, prima scelta, riflette anche su Marco Baroni come possibile allenatore (ma l’ingaggio da 1,2 milioni netti che ha ancora col Torino è decisamente troppo alto). Intanto resta nel limbo la situazione di Ventura, anche perché l’ex ct aveva indicato chiare condizioni per rientrare nel Torino, dopo i 5 anni da allenatore sino al 2016.
Cairo prende tempo
Ovvero occupare un ruolo... vero, non solo di facciata, da dt o da dg con poteri ampi sul mercato, dalla scelta dei giocatori alle indicazioni più importanti per la vita del club. Petrachi vorrebbe che Ventura lo accompagnasse, la sua esperienza e le sue conoscenze sarebbero di sicuro un aiuto per il ds. Tuttavia il presidente ha preso tempo: le condizioni poste dall’ex ct sono oltremodo... “invasive”. E sono condizioni che possono anche influenzare un nuovo allenatore. Così per adesso Cairo ha congelato l’argomento. Anche perché Ventura è stato chiaro: o avrà un raggio d’azione operativo allargato e un significativo potere decisionale, o resterà un buon amico di Cairo e Petrachi, prodigo di consigli, ma senza forzature a suo... svantaggio.
