© LaPresseTORINO - Un’idea più chiara su chi potrà essere il nuovo allenatore del Toro forse la si avrà oggi, dopo il summit in programma tra Urbano Cairo e Gianluca Petrachi. Nelle ultime settimane presidente e ds hanno valutato diversi profili, hanno incontrato più di un candidato alla panchina (prima Ignazio Abate, poi Alberto Aquilani), ma una scelta definitiva non l’hanno ancora fatta. Se non già oggi, l’obiettivo è comunque quello di chiudere la questione allenatore con tutti i crismi del caso, firme sul contratto, annuncio e foto di rito, proprio questa settimana. Anche perché presidente e direttore sportivo dovranno programmare il mercato secondo le indicazioni dell’allenatore scelto. Il Toro del prossimo campionato sarà molto diverso da quello che ha chiuso l’ultima stagione: avrà un nuovo portiere, nuovi centrali difesa, ma anche centrocampisti e attaccanti differenti. Basti pensare che Maripan, Lazaro e Tameze andranno via a parametro zero, che Prati e Obrador non sono stati riscattati: tutti giocatori andranno sostituti, così come dovranno essere rimpiazzati quelli che verranno ceduti per fare cassa o perché non rientreranno nel progetto tecnico.
Abate resta il favorito per la panchina del Torino
Tornando sugli allenatori, il primo di cui oggi parleranno Cairo e Petrachi è Abate. L’ex terzino, che piace anche al Modena, si è preso a sua volta del tempo per riflettere sulla proposta e sul progetto granata: ha guidato l’Under 16 e la Primavera del Milan, la Ternana in Serie C, la Juve Stabia in B, disputando una stagione sorprendente considerati i problemi della società campana (da ottobre in amministrazione giudiziaria) che è terminata nella semifinale dei playoff contro il Monza. Il Toro rappresenterebbe per lui un’opportunità importante per la carriera, ma è naturale che lo stesso allenatore abbia voluto prendersi del tempo per decidere e valutare anche le altre opzioni sul tavolo. Così come del tempo se lo sono presi anche i dirigenti granata.
Gilardino e Di Francesco tra le alternative valutate dal Torino
Oltre che di Abate, Cairo e Petrachi parleranno anche degli altri profili che hanno valutato in queste settimane, come Alberto Gilardino ed Eusebio Di Francesco. Per entrambi sono stati fatti dei sondaggi esplorativi per capire la loro eventuale disponibilità a sedersi sulla panchina del Toro (Di Francesco tra l’altro è ancora sotto contratto con il Lecce, che ha portato alla salvezza nell’ultimo campionato), ma i discorsi non sono stati ancora approfonditi a differenza di quanto avvenuto con Abate e con Aquilani. Non a caso l’allenatore della Juve Stabia, soprattutto ora che il collega del Catanzaro ha accettato la proposta del Sassuolo, resta il favorito.
Torino, resta sullo sfondo l’ipotesi Juric
Sullo sfondo resta poi anche l’opzione Ivan Juric. L’allenatore di Spalato ha mantenuto un ottimo rapporto con Cairo e i due, negli scorsi mesi, hanno anche parlato della possibilità di un ritorno del croato. Un’idea, questa, che il presidente aveva avuto quando sulla panchina del Toro c’era ancora Marco Baroni: Juric sarebbe ben felice di poter tornare in granata e avere l’occasione di rilanciarsi dopo le esperienze fallimentari alla Roma, al Southampton e all’Atalanta. Ma al momento quella del tecnico croato non sembra essere un’ipotesi che scalda particolarmente i dirigenti granata, che preferirebbero puntare su un profilo più giovane, un allenatore in rampa di lancio per provare a dare il via a un nuovo ciclo. Proprio per questo motivo appare sempre meno probabile la permanenza di Roberto D’Aversa. Non che il lavoro svolto dall’allenatore abruzzese (capace di salvare il Toro con diverse giornate d’anticipo) non sia stato apprezzato, Cairo più volte lo ha anche pubblicamente elogiato, ma, come dicevamo, l’idea è quella di aprire un nuovo ciclo. E allora non resta che attendere l’esito del summit in programma nel pomeriggio per capire se si potrà finalmente arrivare alla soluzione di quel rebus allenatore che, da settimane ormai, caratterizza la cronaca granata.
