Papu Gomez, dalla squalifica per doping al ritorno in campo col Padova: "Voglio la Serie A!"

L'ex numero 10 dell'Atalanta ha parlato in vista di quello che potrebbe essere il suo ritorno in campo contro la Juve Stabia, dopo due anni lontano dal calcio

Due anni di squalifica per una vicenda doping che lo ha ferito ma non fermato. Il Papu Gomez può tornare in campo, può farlo a 37 anni, da campione del mondo e con la maglia del Padova, neopromossa in Serie B che lo ha aspettato e che non vede l'ora di poter contare sulla sua esperienza, ma soprattutto sulle sue qualità. "E' un onore per il Calcio Padova avere il Papu qui dopo mesi che si allena, finalmente sta scadendo la squalifica. Un campione del mondo in carica qui è forse la prima volta, per noi è un'emozione enorme, i nostri obiettivi sono un campionato tranquillo e la salvezza ma con sogni e ambizioni più grandi", le parole del presidente del club veneto, Francesco Peghin. Poi spazio al Papu. Ha scelto di godersi il ritorno, gli ultimi anni di una splendida carriera che lo ha portato in cima al mondo. "Non ho pressione, sento piuttosto la responsabilità della maglia e di rappresentare i padovani. So che sto rappresentando questa città a livello mondiale, ma ciò mi porta grande gioia così come giocare con questa maglia, spero di farlo per anni". Ha scelto Padova nonostante le offerte.

Papu Gomez: "I primi mesi duri. Vorrei riportare la squadra in A"

"Il primo a convincermi è stato il direttore Mirabelli, ho avuto offerte dall'estero, dall'Argentina e Emirati Arabi ma voglio ancora giocare a questi livelli. In Italia poi mi trovo molto bene e non volevo spostarmi da qui, la mia famiglia si trova molto bene. Il Padova per me è una bella sfida, vorrei riportare la squadra in A dopo tanti anni, non so se quest'anno o quando ma il mio obiettivo è questo". Due anni di squalifica per un'ingenuità sono lunghi. "I primi mesi sono stati i più duri, non sapevo cosa fare, se continuare a giocare. Due anni sono molto lunghi, non sapevo cosa fare ma piano piano ho trasformato la rabbia in voglia di tornare a giocare, ho pensato al momento del ritorno in campo, al potermi ritirare quando avrei voluto, allenandomi ogni giorno e restando in forma sono riuscito a superare le difficoltà". Non è facile allenarsi da solo, ma il Papu Gomez sente di essere pronto."Mi sento bene, allenarsi da solo non è uguale, ma so che ci metterà molto poco a tornare al 100% perché fisicamente sto bene, anche se ho avuto un piccolo fastidio, venerdì vediamo cosa diranno gli esami ma speriamo non sia nulla di grave".

"Mister più giovane? Non mi era mai capitato!"

Il Padova ha iniziato bene il suo campionato da neopromossa, dimostrando il suo valore. "Lo hanno fatto senza di me e mi fa piacere, mi piace la mentalità vincente della squadra e il fatto che vuole sempre dare il massimo, anche in Serie B lo sta dimostrando dopo averlo fatto in C". Trentasette anni, con un allenatore come Andreoletti più giovane di lui. "Non mi era mai capitato di essere più vecchio del Mister ma non è un problema, vogliamo entrambi il bene della squadra, lui è un allenatore promettente e lo sta dimostrando. Io devo continuare a imparare da lui, si impara sempre. Mi piacciono molto i suoi allenamenti e come lavora lo staff in generale, insieme possiamo fare molto bene".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Padova

Papu Gomez: "Vorrei essere un esempio per i ragazzi"

Padova lo ha subito adottato. "L'affetto e il calore della gente ogni volta che esco è per me la cosa più importante, mi puoi trovare tranquillamente in centro a fare una passeggiata o a fare la spesa al supermercato perché cerco di vivere Padova come un cittadino qualsiasi che arriva in una nuova città e vuole conoscerla. Devo dire che mi piace molto è giovane, piena di universitari, ci ha sorpeso molto il padovano, la simpatia delle persone. Siamo qui da poco, i ragazzi hanno cominciato da poco la scuola e le loro attività e siamo molto contenti". Al Padova può dare "sicuramente l'esperienza che ho maturato negli anni giocando ad alto livello, vorrei poi essere un esempio per i ragazzi e, come detto, ho l'ambizione di crescere insieme alla società e portare il Padova il più in alto possibile", spiega il Papu Gomez.

"Voglio la Serie A. Juve Stabia? Non vogliamo rischiare nulla"

L'ex numero 10 dell'Atalanta è tornato anche sull'argomento squalifica: "È stato un percorso pieno di insegnamenti, ho imparato molto, ho saputo prendere le cose negative e cercare di trasformarle in positive. Mi sono sentito solo in alcune circostanze nonostante ci fosse la famiglia, molte persone sono sparite, quando sei campione ci sono tutti, nei momenti difficili non è sempre così. Ora cerco di vedere di più il lato positivo delle cose. Ho imparato anche a vivere il presente, un calciatore non deve vivere di passato o di futuro ma godersi il presente cercando di fare il massimo. Voglio giocare in Serie A con il Padova, non lo dico per vendere fumo, io ambisco al massimo e voglio portare il Padova al massimo livello, non sono venuto qui per stare seduto e conoscere la città. Sapevo di venire qui e non al Real quando ho firmato il contratto, so che la società ha avuto qualche difficoltà, ma sta lavorando molto bene e sta cercando di dare il massimo". Domenica ci sarà il sold out per il match con la Juve Stabia e magari ci sarà anche il Papu in campo: "Non posso confermare, non vogliamo rischiare nulla. Vengo da due anni di preparazione ma questi piccoli problemi possono capitare, insieme allo staff valuteremo e capiremo cosa fare".

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Due anni di squalifica per una vicenda doping che lo ha ferito ma non fermato. Il Papu Gomez può tornare in campo, può farlo a 37 anni, da campione del mondo e con la maglia del Padova, neopromossa in Serie B che lo ha aspettato e che non vede l'ora di poter contare sulla sua esperienza, ma soprattutto sulle sue qualità. "E' un onore per il Calcio Padova avere il Papu qui dopo mesi che si allena, finalmente sta scadendo la squalifica. Un campione del mondo in carica qui è forse la prima volta, per noi è un'emozione enorme, i nostri obiettivi sono un campionato tranquillo e la salvezza ma con sogni e ambizioni più grandi", le parole del presidente del club veneto, Francesco Peghin. Poi spazio al Papu. Ha scelto di godersi il ritorno, gli ultimi anni di una splendida carriera che lo ha portato in cima al mondo. "Non ho pressione, sento piuttosto la responsabilità della maglia e di rappresentare i padovani. So che sto rappresentando questa città a livello mondiale, ma ciò mi porta grande gioia così come giocare con questa maglia, spero di farlo per anni". Ha scelto Padova nonostante le offerte.

Papu Gomez: "I primi mesi duri. Vorrei riportare la squadra in A"

"Il primo a convincermi è stato il direttore Mirabelli, ho avuto offerte dall'estero, dall'Argentina e Emirati Arabi ma voglio ancora giocare a questi livelli. In Italia poi mi trovo molto bene e non volevo spostarmi da qui, la mia famiglia si trova molto bene. Il Padova per me è una bella sfida, vorrei riportare la squadra in A dopo tanti anni, non so se quest'anno o quando ma il mio obiettivo è questo". Due anni di squalifica per un'ingenuità sono lunghi. "I primi mesi sono stati i più duri, non sapevo cosa fare, se continuare a giocare. Due anni sono molto lunghi, non sapevo cosa fare ma piano piano ho trasformato la rabbia in voglia di tornare a giocare, ho pensato al momento del ritorno in campo, al potermi ritirare quando avrei voluto, allenandomi ogni giorno e restando in forma sono riuscito a superare le difficoltà". Non è facile allenarsi da solo, ma il Papu Gomez sente di essere pronto."Mi sento bene, allenarsi da solo non è uguale, ma so che ci metterà molto poco a tornare al 100% perché fisicamente sto bene, anche se ho avuto un piccolo fastidio, venerdì vediamo cosa diranno gli esami ma speriamo non sia nulla di grave".

"Mister più giovane? Non mi era mai capitato!"

Il Padova ha iniziato bene il suo campionato da neopromossa, dimostrando il suo valore. "Lo hanno fatto senza di me e mi fa piacere, mi piace la mentalità vincente della squadra e il fatto che vuole sempre dare il massimo, anche in Serie B lo sta dimostrando dopo averlo fatto in C". Trentasette anni, con un allenatore come Andreoletti più giovane di lui. "Non mi era mai capitato di essere più vecchio del Mister ma non è un problema, vogliamo entrambi il bene della squadra, lui è un allenatore promettente e lo sta dimostrando. Io devo continuare a imparare da lui, si impara sempre. Mi piacciono molto i suoi allenamenti e come lavora lo staff in generale, insieme possiamo fare molto bene".

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