Brunori, carica Samp: "Qui mi sento bene, Marassi è speciale. Io e Begic..."

Il colpo di gennaio in gol a Modena e contro il Padova: "Con Tjas c’è affinità: giusto che i tifosi sognino. Ho segnato in casa ma non sotto la Sud: provvederò. Per la 99 ho chiamato Cassano"
Brunori, carica Samp: "Qui mi sento bene, Marassi è speciale. Io e Begic..."© LAPRESSE

GENOVA - Matteo Brunori è l'uomo dei sogni per la nuova Sampdoria. L'attaccante umbro è uno dei colpi da copertina del mercato di gennaio. I blucerchiati - anche grazie ai "nuovi" - hanno cambiato passo in questo caldo inverno.

Brunori, come si trova alla Samp? «Bene. Le sensazioni sono molto positive. Sono contentissimo di essere qui. Ho trovato un gruppo sano. C'è tutto per raggiungere il nostro obiettivo».

Com'è nata questa occasione? «La Sampdoria è stata la mia prima scelta. Una cosa che sognavo, che volevo. La cosa principale è arrivare il prima possibile a raggiungere la salvezza. Da parte nostra, i nuovi arrivati, ci si aspetta un aiuto».

Brunori e l'addio al Palermo 

Salutare Palermo non è stato facile. «Palermo mi ha dato tutto. Mi ha fatto diventare quello che sono oggi. Mi ha dato la possibilità di giocare in uno stadio incredibile, abbiamo fatto cose bellissime. A Palermo ho lasciato un pezzo di cuore, resterà dentro di me. Ma ora sono arrivato in una piazza altrettanto gloriosa. Era difficile lasciare Palermo e trovare una piazza così calda. Era quello che desideravo».

Lei viene dalla gavetta, ha giocato in tutte le categorie. E a un certo punto ha pensato anche di lasciare il calcio. «È vero. Qualche dubbio l'ho avuto. Ero arrivato a un bivio, una decina di anni fa. Dovevo scegliere se continuare o andare avanti. Giocavo a Petrignano, vicino casa, in Eccellenza. Poi ho avuto la possibilità di fare la Serie D, da lì ho ricominciato la gavetta. Rifarei tutto. Ho fatto tutto con amore e passione. Tutte cose che ancora oggi mi porto dentro. Ho sempre voglia di fare qualcosa di nuovo. Ho giocato in tutte le categorie. Me ne manca solo una».

Alla Sampdoria è tornato a giocare titolare. «Mi sento bene. Naturalmente ci voleva un attimo per rimettermi in condizione. Venivo da spezzoni di partite. Sto trovando continuità e affinità coi compagni».

Brunori sul feeling con Begic 

Che feeling con Begic, tra gol e assist. «Begic è un ragazzo che si applica, si impegna molto. Con lui c'è intesa, certo. Ma c'è affinità con tutti. Un gruppo che mi ha accolto benissimo».

La magia di Modena, poi il primo gol al Ferraris col Padova. «Il gol di Modena è servito per sbloccare tutto. E' arrivato in modo molto bello. Speravo di fare un primo gol così. L'emozione di segnare a Marassi è difficile ritrovarla in altri campi. Un boato incredibile. Mi manca il gol sotto la gradinata Sud ora. Arriverà presto».

Perché l'esultanza con la lingua di fuori? «Una cosa che nasce da Palermo. L'ho sempre fatta. Un gesto istintivo».

Brunori e la 99 di Cassano

La maglia blucerchiata numero 99, che fu di Cassano. «Ho visto la lista dei numeri disponibili e mi sono permesso di scrivere un messaggio ad Antonio. Volevo prendere quel numero, sapevo l'importanza di questa maglia per questo club e per il giocatore che l'ha indossata. Cassano è stato veramente top, mi ha dato un carica incredibile».

Assorbita la delusione per la sconfitta di Mantova? «Un passo d'arresto che non ci voleva per quello che stiamo facendo. Venivamo da sei risultati utili consecutivi, dovevamo dare continuità nell'importanza di portare a casa punti anche quando non si può vincere. Con cattiveria fino al novantesimo».

La Samp ha cambiato passo ma le critiche per la guida tecnica non mancano. «La critica fa parte del mondo del calcio. Ci sarà sempre. Io penso che un allenatore, un giocatore deve andare oltre. Bisogna capire dove si è sbagliato. Sia noi sia lo staff analizziamo tutto. Ma vedo che hanno una grande voglia e un grande attaccamento».

I tanti sampdoriani nello staff tecnico e in società sono un aiuto? «Una delle prime sensazioni che ho avuto. Arrivi da fuori, non conosci le dinamiche. Ma loro essendo stati qui anni fa, ti fanno capire subito dove sei».

Venerdì col Bari scontro salvezza. O forse si può sognare qualcosa di più? «È giusto che i tifosi possano sognare. Ma noi ad oggi dobbiamo pensare a partita dopo partita. Sono arrivato che eravamo penultimi. Quando sei sotto non è facile tirare fuori la testa. Ora siamo un po' fuori, serve la lucidità di capire come eravamo in quel momento. Bisogna uscirne il prima possibile. Sì, col Bari è uno scontro diretto».

Dopo giugno, il futuro di Brunori sarà ancora alla Sampdoria? «Non lo so. Nel presente io qui sto molto bene. Non so quello che sarà, ora non è il momento di parlarne. Ma io alla Sampdoria mi sto trovando molto bene».

Lo sa che un italo-brasiliano come lei - l'allenatore Walter Novellino - portò la Samp in A nel 2003? «No, non lo sapevo». E sorride.

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