Ceferin e l'ossessione Superlega. Ma la sentenza della Corte riguarda la Uefa

Curioso che non si sia accorto o che nessuno gli abba detto che la nuova competizione ancora non esiste

Ceferin, l’altro ieri, ha concesso un’intervista. Un’altra. All’inglese Guardian. E ha detto le stesse frasi della penultima a Repubblica, nella quale aveva ripetuto gli argomenti della terzultima al Telegraph: quanto fa schifo la Superlega; la Superlega non si farà mai; la gente non vuole la Superlega; nessuno vuole la Superlega. Curioso che non si sia accorto o che nessuno gli abba detto che la Superlega non esiste. Come le vere ossessioni, quella di Ceferin per la Superlega, ruota intorno a un assillo personale, non a qualcosa di reale.

Rassicurate Ceferin

Perché no, rassicuriamo il presidente dell’Uefa, la Superlega non c’è ancora. Sì, qualcuno ci sta lavorando, è vero, ma - buffo pensarlo - ne parla decisamente più Ceferin che Bernd Reichart, amministratore delegato della società A22. Per carità, uno può parlare di quello che vuole in tutte le interviste che vuole. Ma dal presidente dell’Uefa, in questo momento, sarebbe più interessante ascoltare o leggere delle riflessioni sull’Uefa stessa, che - al contrario della Superlega - esiste e, secondo la Corte di Giustizia Europea, viola gli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

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Lamentele

Qualcosa di più sostanzioso del lamentarsi del comunicato stampa della sentenza del 21 dicembre, perché quel comunicato non solo è estremamente fedele alla sentenza, ma perché la sentenza stessa contiene argomenti assai cogenti riguardo all’immediato futuro dell’Uefa stessa, a prescindere dalla Superlega. Per esempio: e se qualche club, incuriosito da alcuni significativi passaggi del lungo documento, mettesse in discussione il metodo di vendita dei diritti televisivi della Champions?

E la questione dell’inappellabilità delle sentenze della giustizia sportiva al di fuori dell’alveo sportivo, messa fortemente in discussione dalla Corte? E come si può commentare l’affermazione che una associazione privatistica con sede in Svizzera non possa essere depositaria di alcun “modello sportivo europeo” e su quel concetto basare la costruzione di un monopolio? Mentre aspettiamo, curiosi, di capire se, come e quando la Superlega nascerà, sarebbe interessante sentire se, come e quando l’Uefa ha intenzione di recepire la sentenza della più importante (e inappellabile) corte dell’Unione Europea. Perché l’oggetto di quella sentenza non è la Superlega, ma l’Uefa.

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Ceferin, l’altro ieri, ha concesso un’intervista. Un’altra. All’inglese Guardian. E ha detto le stesse frasi della penultima a Repubblica, nella quale aveva ripetuto gli argomenti della terzultima al Telegraph: quanto fa schifo la Superlega; la Superlega non si farà mai; la gente non vuole la Superlega; nessuno vuole la Superlega. Curioso che non si sia accorto o che nessuno gli abba detto che la Superlega non esiste. Come le vere ossessioni, quella di Ceferin per la Superlega, ruota intorno a un assillo personale, non a qualcosa di reale.

Rassicurate Ceferin

Perché no, rassicuriamo il presidente dell’Uefa, la Superlega non c’è ancora. Sì, qualcuno ci sta lavorando, è vero, ma - buffo pensarlo - ne parla decisamente più Ceferin che Bernd Reichart, amministratore delegato della società A22. Per carità, uno può parlare di quello che vuole in tutte le interviste che vuole. Ma dal presidente dell’Uefa, in questo momento, sarebbe più interessante ascoltare o leggere delle riflessioni sull’Uefa stessa, che - al contrario della Superlega - esiste e, secondo la Corte di Giustizia Europea, viola gli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

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