Clamoroso, ora l'Uefa tratta con la Superlega: una Champions ancora più grande

Si parla anche della piattaforma su cui trasmettere tutte le partite. L’app “Unify” interessa molto a Nyon

La Superlega fatica a mettere insieme tutti i club per fare un torneo a parte. L’Uefa ha paura della sentenza della Corte di Giustizia che le ha dato totalmente torto e, soprattutto, guarda con interesse all’arma letale della Superlega, l’applicazione “Unify”, che potrebbe rivoluzionare il mondo del calcio e della tv. Unite questi tre elementi e otterrete almeno sette incontri segreti, alcuni dei quali a Nyon nella sede dell’Uefa, iniziati a febbraio e che sono culminati in una proposta ufficiale della Superlega (o meglio di A22, la società che è a capo del progetto) per una pace definitiva. Anzi per un accordo che cambierebbe la storia. La proposta è di modificare l’attuale Champions, con una formula più avvincente e unirsi per sviluppare definitivamente il progetto Unify e trasmettere tutte le partite delle coppe europee (e non solo, volendo) su un’unica applicazione gratuita e visibile in tutto il mondo, quindi con un pubblico potenziale di circa 2,5 miliardi di spettatori. Qualcosa aveva accennato il presidente del Barcellona Laporta in un’intervista al Mundo Deportivo in luglio e ora è emersa l’indiscrezione che trova soldi riscontri su entrambi i fronti (per quanto non ci sia ancora molta voglia di parlarne). 

Superlega, la formula

La proposta sulla formula non di discosta troppo dal format attuale, ma rende la prima fase più affascinante. L’idea di A22 parte dal meccanismo di qualificazione attuale, cioè dai campionati nazionali. Poi 36 club sarebbero divisi in due gironi da 18. Ma, attenzione: le prime 18 classificate secondo il ranking Uefa giocherebbero fra di loro le otto partite della prima fase (quindi sarebbero tutti incontri tra i club migliori) formando una specie di superguppo, mentre i club dal 19° al 36° posto giocherebbero altre otto partite (più equilibrate) determinate tramite sorteggio, come avviene oggi. Al termine di questa prima fase, le prime otto squadre del gruppo da 1 a 18 accederebbero direttamente agli ottavi di finale, come avviene attualmente. Mentre le seconde otto del supergruppo e le prime otto dell’altro gruppo giocherebbero gli spareggi per andare agli ottavi, incrociandosi (la nona del supergruppo contro la prima del secondo gruppo, etc). Il progetto Unify, invece, rivoluzionerebbe il modo in cui il mondo fruisce del calcio. Immaginate un’applicazione gratuita, in cui trovare tutte le partite delle competizioni europee. Gratis se si accetta la pubblicità, poi con vari livelli di pagamento per chi non vuole la pubblicità, per chi non vuole la pubblicità e vuole contenuti premium (interviste, commenti dopopartita, etc).

Unify, come funziona

In pratica come Spotify, l’applicazione per sentire la musica che prevede un accesso gratuito, ma con la pubblicità e uno premium senza. I ricavi arriverebbero dalla pubblicità, dagli abbonamenti e dalla mole di dati personali di quelli che scaricherebbero Unify, quindi potenzialmente quasi tutti gli appassionati di calcio nel mondo. Parliamo di 2/3 miliardi di persone, quindi: se un decimo facesse l’abbonamento premium (anche a cifre popolari), la cifra incassata sarebbe enormemente superiore a quella che incassa attualmente l’Uefa dai diritti tv. E se l’Uefa non ci sta? La Superlega ha presentato all’Uefa la richiesta di organizzare una competizione nel 2024. Una richiesta cui l’Uefa non può dire di no stando alla sentenza della Corte di Giustizia Europea e che l’Uefa non potrebbe ostacolare in nessun modo (squalifiche o affini). Insomma, la Superlega potrebbe provare a realizzare quel format da sola, con mille difficoltà - è vero - ma creandone altrettante all’Uefa. Insomma, non converrebbe a nessuno, ed è per questo che ultimamente i rapporti si sono fatti molto più cordiali e collaborativi. Quanto collaborativi lo scopriremo fra non molto.  

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