VALORANT, il nuovo titolo di Riot Games non ancora esport

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VALORANT è il nuovo tiolo annunciato da Riot Games, impostando un ulteriore allargamento della sua scena esportiva 

VALORANT, il nuovo titolo di Riot Games non ancora esport
martedì 10 marzo 2020

VALORANT è il videogioco annunciato da Riot Games. Il titolo, sparatutto tattico in prima persona, prende spunto da altri videogiochi che hanno autorevolezza nella scena esport affermata, tra cui Overwatch e CS:GO. L'uscita del titolo è prevista per questa estate ed è attualmente in fase di programmazione e test.

Riot Games e il tema esport

VALORANT, in quanto nuovo videogioco di Riot Games (casa di sviluppo più importante della scena esportiva mondiale), parte avvantaggiato nella sua costruzione esportvia, nonostante attualmente il titolo non solo non è un esport, ma ancora non è uscito. Ma allora perchè si parla di nuovo titolo esport?

La risposta è molto semplice. L'unione tra Riot Games e sparatutto genera nella mente dei videogiocatori con un po' di esperienza alle spalle e degli esperti del settore un'immagine futura: VALORANT come nuovo titolo esport. Riot Games, lavorando sul proprio titolo di punta League of Legends, ha dato prova di sé stessa mostrando al mondo le grandi possibilità d'intrattenimento che l'esport può portare, fissando anche un target qualitativo, chi non lo rispetta non può più far parte del mondo chiamato esport.

Se al lavoro di Riot Games si aggiunge il fattore sparatutto, uno dei primi generi rilevanti dal punto di vista competitivo, l'immagine che ne deriva non può essere diversa da VALORANT come nuovo titolo esport di Riot Games.
Ma VALORANT non è un esport e non lo sarà per un po' di tempo. In primo luogo perché non è fisicamente giocabile, in secondo luogo perché manca la struttura esportiva che la stessa casa di sviluppo ha posto come base per presentare un prodotto esportivo.

Esport o non esport?

La linea di demarcazione che c'è tra un esport e un videogioco competitivo non è così sottile come molti pensano. Il videogioco è forma d'intrattenimento privata (singola o di gruppo non fa differenza, si pensi al Super Mario giocato 30 anni fa e il Super Mario di adesso: entrambe esperienze d'intrattenimento una singola, l'altra anche di gruppo) e il suo passaggio a esport è un processo lungo, a volte oneroso. Devono presentarsi una competizione, spesso interna al gioco, dove qualcuno vince e gli altri perdono, una struttura di allenamento (composta da squadre di giocatori, allenatori, staff dirigenziale, sponsor, ecc), un'organizzazione esterna al gioco che gestisca la competizione stessa, dove solo i più forti possono accedere e competere.
Se queste (soprattutto le ultime) vengono a mancare, non siamo in presenza di un esport.

Un parallelismo per comprendere al meglio la situazione potrebbe essere il calcetto: videogioco, videogioco competitivo ed esport, sono paragonabili a partita di calcetto con gli amici, torneo di calcetto di squadre (più o meno amatoriali) della zona e la Serie A di calcio a 5 (e le relative leghe inferiori). Un videogioco può diventare esport, se riesce a costruire e sostenere una struttura competitiva professionistica.

VALORANT sarà un esport?

Parlando con gli sviluppatori di VALORANT alla domanda "Il nuovo titolo è un esport?" la risposta è stata netta e comprensibile: "No, non ancora, anche se noi ci auguriamo che lo diventi".

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