Caos Formula 1, GP Bahrein a rischio: l'ombra della guerra sul Mondiale

La crisi tra Israele e Iran blocca lo sviluppo degli pneumatici da bagnato a Sakhir: motivi di sicurezza spingono McLaren e Mercedes a sospendere i lavori, mentre cresce l'incertezza sul regolare avvio del calendario 2026

SAKHIR (Bahrein) - Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente irrompono bruscamente nell'agenda della Formula 1. A causa dell'escalation militare tra Israele e Iran, Pirelli si è vista costretta a cancellare la sessione di test sul bagnato programmata sul circuito di Sakhir. La decisione, presa in accordo con McLaren e Mercedes, riflette la gravità della situazione internazionale e pone la sicurezza del personale davanti a qualsiasi esigenza tecnica. Il piano originale prevedeva l'allagamento artificiale del tracciato del Bahrein per deliberare le nuove mescole Intermedie e Full Wet, ma l'aggravarsi del contesto bellico ha reso impossibile il proseguimento delle attività.

La nota di Pirelli

Il fornitore unico del Circus ha diramato una nota ufficiale per chiarire che l'annullamento è legato esclusivamente a ragioni di sicurezza: "Le due giornate di test di sviluppo per le mescole da bagnato previste per oggi e domani sul circuito del Bahrein sono state annullate per ragioni di sicurezza, a seguito dell’evolversi della situazione internazionale. Tutto il personale Pirelli attualmente presente a Manama si trova al sicuro negli alberghi. L’azienda è al lavoro per garantirne l’incolumità e organizzare il rientro in Italia e in Inghilterra il prima possibile”. 

Rischio effetto domino sul calendario

L'episodio del Bahrein potrebbe essere solo il primo segnale di un impatto più profondo sulla stagione. Essendo la Formula 1 uno sport itinerante che tocca aree geograficamente sensibili, l'attuale instabilità solleva interrogativi sulla tenuta dell'intero calendario iridato. Se le ostilità dovessero protrarsi, non è escluso che la FIA e Liberty Media possano rivedere o spostare altri appuntamenti considerati a rischio.

 

 

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