© APSUn predestinato. Gian Carlo Minardi è tutt'altro che sorpreso da Andrea Kimi Antonelli, che ieri in Giappone ha vinto il suo secondo Gp di fila ed è balzato in testa al Mondiale piloti. "Fu a un Summer Kart della Federazione, Kimi aveva poco più di 10 anni - ricorda ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" su Rai Radio 1 -. Mio figlio in particolare si accorse che c'era la stoffa, c'era qualcosa di diverso in questo ragazzo.Bisogna godersi solo questo momento spettacolare dell'automobilismo italiano. Sognare non costa niente, ma c'è tanto lavoro da fare. In un attimo si va dalle stelle alle stalle, quindi rimaniamo coi piedi per terra, godiamoci questo momento.Certamente è un talento naturale, ci farà divertire, ma deve fare esperienza, che purtroppo non si compra al supermercato. Ha tutti i crismi per poterlo fare, lasciamolo lavorare". Le qualità del 19enne pilota della Mercedes però non si discutono: "La partenza di ieri ha dimostrato ancora una volta la sua freddezza e la sua fermezza mentale, si è messo subito su un ritmo gara fantastico. E' stato l'unico che ha fatto tanti giri sotto l'1'33". Al di là della fortuna del pit stop ritardato, avrebbe comunque dominato la gara. Adesso arriva un mese che sarà di aiuto a tutti i team: andranno ad analizzare tutti i dati raccolti finora per migliorare il futuro di questa nuova Formula 1 che qualche crepa ce l'ha. Vedremo chi sarà il migliore a recuperare rispetto a una Mercedes che al momento sembra imbattibile".
Le parole di Minardi
Sul fatto che Antonelli stia facendo le fortune della Mercedes e non della Ferrari, Minardi commenta: "Innanzitutto ha 19 anni, vedremo cosa succederà in futuro. Credo sia stata una scelta fortunata, perchè se fosse stato in Ferrari oggi non sarebbe in F1 e non avrebbe vinto due Gran Premi. Godiamoci il momento, ascoltando l'inno di Mameli, non importa da che parte viene. Questa è la realtà: se fosse andato nell'Academy Ferrari, probabilmente non sarebbe arrivato in F1, indipendemente dalle qualità tecniche della Ferrari. La Mercedes ha fatto una scelta difficile come far debuttare un giovane di 18 anni l'anno scorso, ma la storia mi insegna che sarebbe stato difficile vedere Antonelli a 19 anni debuttare in Ferrari". La scuderia tedesca, fra l'altro, è quella che si è adattata meglio al nuovo regolamento e allora perchè non pensare a un Antonelli campione del mondo. "Ha tutte le doti per rimanere lì davanti. Il campionato è ancora lungo, ci sono tante insidie e tante cose da imparare. Lo lascerei tranquillo, poi alla fine faremo i conti. Antonelli come Sinner? Sono simili nel comportamento fuori dal campo di gara. Sono due ragazzi fantastici, che riescono ad attrarre simpatie, al di là delle loro qualità tecniche". Infine una battuta sullo sfogo di Verstappen, che non ha escluso il ritiro a fine stagione: "Penso sia stato dettato dal momento di crisi della Red Bull. Ha ancora tanto da dare, può essere uno stimolo per la squadra, per cercare di spingere la scuderia a lavorare di più".