Leclerc disastroso, Antonelli impressionante, Hamilton lotta: pagelle F1

Le Ferrari sverniciate sul rettilineo e i piloti lasciati a litigare tra loro. L'Alpine di Briatore non è più la Cenerentola del Circus. Piastri e Norris da scordare

Semaforo verde

Antonelli 46 Come il numero del suo idolo e amico Rossi che per l’occasione s’è messo sul casco tricolore. Kimi è davvero il Valentino delle quattro ruote. Giovane, fresco, travolgente, inarrestabile. Capace di sorpassi che resteranno per anni negli highlights della F1, una facilità di effettuarli nel momento e nel modo giusto come solo i grandissimi (leggi Lewis Hamilton) e rimonte che cambiano la traiettoria di uno sport. Come quella dei tifosi italiani, non più tutti ferraristi anche se ancora rosso vestiti. State tranquilli che presto indosseranno altri colori. E chissà che non compaia quella marea gialla come nel Motomondiale. In più, e questa forse è la grandezza più grande di questo giovane bolognese (perché ha solo vent’anni, ricordiamolo sempre), Antonelli è simpatico a tutti, a partire dagli avversari. Come si fa a non volergli bene? Sì, è come Jannik Sinner e l’amico Marco Bezzecchi, venuti a Monza per ammirarlo. Generazione di fenomeni e bravi ragazzi.

Verstappen 8 Il primo ad andare ad abbracciare Kimi e pure il padre Marco, confermando quanta stima abbia per un ragazzo nel quale si rivede e seriamente ammira, l’olandese è l’altro vincitore del GP d’Italia. Da sesto al podio con una Red Bull che sabato in qualifica aveva demolito, paragonandola per la velocità in rettilineo a una Fiat Punto. Sorpassi e contro sorpassi da campione, intelligenza da vendere. Peccato che in Ferrari non sembrano intenzionata a imitarla.

Alpine 7 Non riesce a trasformare la sorprendente pole di Gasly in un podio, quei punti pensanti nella corsa al quinto posto nel Mondiale Costruttori dove resta a -12 dalla Racing Bulls (quelli tolti a Montecarlo), ma continua la crescita e ha abbandonato definitivamente il ruolo di Cenerentola del Circus. E non solo per l’arrivo della Cadillac. Tutto merito di Briatore? Chi ha scelto e imposto il motore Mercedes? Chi ha scelto e imposto nuovi tecnici e manager? Flavio. Voto 8 anche alla capacità di ”far balzare tutti sul divano”, a partire da Andrea Stella, in una F1 politically correct. La sua polemica per la sentenza di revisione dell’ordine d’arrivo di Montecarlo ha acceso il GP d’Italia fin dal venerdì. Possiamo discutere sui modi, ma alla fine il vecchio stile Bernie Ecclestone mancava un po’.

Semaforo giallo

Russell 6 La normalità, per non dire la mediocrità. Quant’è duro (e distante) il confronto con Antonelli, per altro a parità di macchina. Ha rifiutato il cambio motore per non prendere penalità e giocarsi una vittoria praticamente sicura a Monza mentre Kimi doveva partire in fondo alla griglia e non solo non è riuscito a conquistare la pole, per altro nonostante la scia del compagno di squadra, ma in gara se l’è visto arrivare molto presto negli specchietti. E dopo una battaglia durissima che la Mercedes sparava di aver evitato con la sosta in più di Kimi per la benedetta Virtual Safety Car, è stato brutalmente infilzato. Fa il signore complimentandosi e alzando bandiera bianca. Sta realizzando di essere un numero due.

McLaren 5.5 Sperava che con la versione di Woking dell’ala macarena avrebbe mitigato i punti deboli (nella velocità di punta e non certo per il motore, Mercedes) che Monza probabilmente avrebbe fatto pesare. Insomma, gli Stella Boys volevano trovare conferme importanti dopo le due vittorie rilancio di Budapest e Zandvoort, piste amiche. Invece nono solo restano fuori dal podio, ma lo perdono per la pericolosa e sinceramente assurda battaglia tra Norris e Piastri (voto 4 anche ai casini e le furbate in qualifica). Non da Papaya Rules, semmai da Pianeta Rosso.

Semaforo rosso

Ferrari 4 Non ci fosse stato Kimi a far godere la marea accorsa a Monza (404mila, record assoluto), di Rosso ci sarebbe stata probabilmente la rivoluzione. Purtroppo a Maranello cadono sotto il fuoco amico. Anche se le SF-26 sono state sempre sverniciate in rettilineo, più che il nuovo motore (i dati dicono che il miglioramento è evidente e lo vedremo su altre pista più di telaio), a tradire sono i piloti. Soprattutto Leclerc . Voto 2 , come le due mosse disastrose in tre giri: quella sul compagno alla prima curva e l’incidente alla parabolica innescato dall’aver messo le ruote sulle grate di scolo del nuovo cordolo scivoloso, come tutti sapevano. Hamilton (voto 7 : lotta con quello che ha) si sente tradito da Vasseur (il voto alla squadra è il suo in quanto capo) e il suo non dare ordini di scuderia come gli altri team. Lo dice apertamente. E come dargli torto. Lo spirito e l’eredità di Schumacher che la Ferrari voleva celebrare qui è davvero perso, rimasto alla Monza di vent’anni fa. L’ultima vittoria qui dell’epopea d’oro del Kaiser.

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