Ferrari, tutto su Las Vegas: "Svolti i compiti a casa"

Dopo 41 anni il Circus torna nella capitale del gioco d’azzardo. Circuito cittadino inedito e freddo: Vasseur punta su Leclerc e Sainz
Ferrari, tutto su Las Vegas: "Svolti i compiti a casa"© Getty Images

Un colpo di fortuna nella capitale mondiale del gioco? Tutt’altro, la Ferrari «ha fatto bene i compiti a casa» per preparare il ritorno dopo 41 anni della Formula 1 a Las Vegas. Ad assicurarlo è Frederic Vasseur, anche se l’esito dell’ultimo GP in Brasile ha visto un Charles Leclerc sull’orlo di una crisi depressiva e sconsolato al punto da prepararsi a una visita a Lourdes dopo il problema elettronico che l’ha fatto sbattere durante il giro di ricognizione.

Las Vegas scintillante e allo stesso tempo fredda (il vero timore di una gara che si corre di notte e si snoda molto velocemente tra le vie della città, compresa la mitica Strip: nel 1981 e ’82 si corse invece in un toboga ricavato nel parcheggio del Caesars Palace) è dunque il teatro del penultimo atto di un Mondiale che ha detto tutto ormai da tempo (ovviamente a favore di Max Verstappen e della Red Bull) se non l’obiettivo stagionale della Ferrari: il secondo posto tra i costruttori che dista 20 punti. Pochi ma in realtà tanti quando la vittortie è preclusa, anche a fronte di una Mercedes obiettivamente in calo.

Le parole di Vasseur

Non a caso il team principal della Ferrari dopo alcune gare che poneva come mantra quell’obiettivo, sposta l’attenzione su altro. Soprattutto sull’importanza del mercato americano per Maranello. E la F1. Al punto da stravolgere i programmi per correre sotto i riflettori, anticipando di fatto tutto di un giorno (era dal Sudafrica 1985 che non si correva al sabato) per conservare la scansione del weekend in Europa. Anche se con orari mattutini da colazione, anticipata: qualifiche alle 9 di sabato e gara alle 7 di domenica. Come una trasferta orientale.
«Siamo felici che la Formula 1 torni protagonista a Las Vegas - afferma Vasseur -. Il nostro sport nell’ultimo lustro è diventato sempre più popolare in America e il fatto che in questa stagione ci troviamo a correre per la terza volta negli Stati Uniti è una conferma di questa nuova epoca d’oro per la Formula 1 oltreoceano. Gli Usa per Ferrari sono una terra speciale, nella quale troviamo sempre tanto affetto, ed è anche per questo che abbiamo dedicato una livrea speciale a questa gara».

Vintage, con tanto bianco sulla macchina e nelle tute dei piloti. Sui quali il manager francese punta molto. «Da sempre Charles è molto competitivo su questo tipo di tracciati, dove è necessario sfiorare i muretti, e Carlos ha dimostrato a Singapore di non essere da meno. Siamo fiduciosi che avremo delle carte da giocarci». Per riuscirci, come detto, la Ferrari ha fatto i compiti a casa. Soprattutto al simulatore. «Aiuta a preparare al meglio la gestione delle tante incognite e quando è efficace permette di acquisire un vantaggio competitivo perché lascia i piloti liberi di prendere confidenza con la pista». Inedita e con l’incubo freddo (bisognerà mettere subito in temperatura le gomme e non mangiarle). Sperando che il gelo non cali fino a Maranello.

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