Kimi Antonelli come Hamilton e… Valentino, Lewis rinato, Bearman è il futuro: pagelle F1

L’azzurro è un fenomeno e il retropodio lo fa diventare anche personaggio, McLaren da Stella alle stalle: i giudizi dopo l’ultimo GP di Cina

Storica vittoria di Kimi Antonelli nel Gran Premio della Cina di Formula 1: sul circuito di Shanghai il 19enne della Mercedes ha preceduto sul traguardo il compagno di squadra George Russell e le due Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Per Antonelli è la prima vittoria in carriera in Formula 1: il giovane bolognese è anche il primo pilota italiano a vincere un Gran Premio di Formula 1 dopo Giancarlo Fisichella nel GP di Malesia nel 2006 alla guida di una Renault. Partito dalla pole position (il più giovane della storia a riuscirci), Antonelli ha guidato la gara dall'inizio alla fine tenendo a bada prima la Ferrari di Hamilton e poi il compagno di squadra Russell.

Semaforo verde 

Antonelli 10 e lode In Australia aveva mostrato qualche debolezza. In Cina s’è presentato con un’altra partenza da dimenticare nella Sprint, ma dopo quattro ore s’è preso la pole più giovane di sempre e dopo altre ventiquattro ha messo insieme tutti i tasselli per riportare l’Italia sul gradino più alto del podio dopo vent’anni. Un doppio salto in avanti carpiato, come quando è passato dalla F4 alla F2 e in appena una stagione nel mondo dei grandi. Anzi, dei grandissimi. Con una lucidità e una cattiveria chirurgiche. In partenza non sbaglia e pensa solo a chiudere la porta al compagno che lo snobba (Russell voto 6: avrà vita dura e checché ne dica sa bene da tempo che sarà così), sapendo che le Ferrari le avrebbe riprese dopo. Non contento respinge da duro Leclerc. Quando prende la vetta gestisce, poi non s’accontenta: i giri veloci con un metronomo in stile Hammer Time (Hamilton) sono un messaggio fortissimo al rivale di casa Mercedes per il titolo. La lode per la ventata di freschezza a... due ruote nel retro podio, quando a Stefano Domenicali che lo avvicina per fargli i complimenti riassume così (in italiano) lo spavento a tre giri dalla fine (il lungo in frenata): "Mi sono cag... adosso". Se in una F1 imbalsamata nel politically correct delle dichiarazioni arriva un bolognese che vince a ripetizione e diventa pure personaggio, beh, un Valentino Rossi a quattro ruote sarebbe davvero una manna dal cielo.

Hamilton 8.5 Ama la Cina (10° podio), tanto quanto Chales Leclerc non la digerisce (voto 7.5: accetta due volte la lotta fratricida, nel GP senza neppure lamentarsi via radio come nella Sprint: una la vince, una - più pesante a livello di punti - la perde). Ma a 41 anni Lewis è davvero rinato. Non scontato. Diciamolo, sia per l’età, ma soprattutto dopo una stagione così frustrante, nella quale s’è aff ossato in fretta portando ancora più giù la Ferrari. Evidentemente, come peraltro diceva, ha lavorato e tanto dietro le quinte a Maranello, perché la macchina c’è e lui pure. Uomo di nuovo squadra. E questo vale molto più del primo vero podio in rosso. Un punto di partenza.

Bearman 8 Ollie è il primo degli “altri” con la Haas motorizzata Ferrari, sulla quale già nella scorsa stagione ha iniziato a dimostrare che vale l’investimento fatto su di lui (compagno di squadra di Kimi Antonelli in F2) da Maranello, dando ancora più voce a chi considerava Hamilton bollito. Sbaglia sempre meno (anzi, pochissimo) ed è solido. In uno sport dove il primo metro di giudizio è il confronto con il compagno di squadra, l’inglesino massacra quell’Esteban Ocon (voto 4) che si ritiene un fenomeno ma che continua a farsi notare più per le ruvidezze inutili che per le qualità al volante. È pronto per il salto, il futuro della Rossa.

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Semaforo giallo

Verstappen ng Difficile dargli un voto. Quello alle parole è altissimo. Continuano ad essere taglienti, di chi non ha paura della censura politica Fia/F1. Quello al pilota alto. Continua a rimediare al poco che gli offre la Red Bull (voto 5, purtroppo si sapeva/temeva da tempo). Un’altra gran rimonta prima di venire appiedato. Ma in F1 non si va da nessuna parte senza la macchina. Poteva andare in Mercedes, perché non l’ha fatto?

Semaforo rosso

Binotto 5 Sulla fiducia e le qualità di un ingegnere-manager che sta gestendo l’approdo di un colosso nella F1 più complicata di sempre (e speriamo di fermarci qui, che non s’inventino altre complicazioni tecnologiche...). Le avventate dichiarazioni contro chi l’ha cresciuto rilasciate all’Equipe ("se voglio diventare come la Ferrari? No, non vince nulla dal 2008. Io voglio vincere") dopo i primi punti ottenuti a Melbourne si ritorcono come un boomerang dopo lo “zero”’ di Shanghai con tutti quei ritiri (compreso Bortoleto senza neppure partire). La prossima volta conti fino a... 11, come la posizione di Hulkenberg al traguardo.

Aston Martin 3 Altri due ritiri, stavolta Fernando Alonso e il team ammettono chiaramente per le vibrazioni del motore Honda che hanno reso pericolosa la verdona progettata da Adrian Newey. Dopo 30 giri lo spagnolo non sentiva più le mani. Ne vale la pena? Un’altra scelta sbagliata (non la prima volta nella sua carriera), Fernando. Ormai è andata così. McLaren 2 Come il doppio ritiro prima della partenza. Dall’uno-due nel Mondiale piloti 2025, con quello Costruttori conquistato con grande anticipo, a disastro per altro non annunciato. Colpa solo delle poche informazioni ricevute da Mercedes sulla gestione del motore? Facile dirisi ora, ma davvero dalla... Stella alle stalle.

 

 

 

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Storica vittoria di Kimi Antonelli nel Gran Premio della Cina di Formula 1: sul circuito di Shanghai il 19enne della Mercedes ha preceduto sul traguardo il compagno di squadra George Russell e le due Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Per Antonelli è la prima vittoria in carriera in Formula 1: il giovane bolognese è anche il primo pilota italiano a vincere un Gran Premio di Formula 1 dopo Giancarlo Fisichella nel GP di Malesia nel 2006 alla guida di una Renault. Partito dalla pole position (il più giovane della storia a riuscirci), Antonelli ha guidato la gara dall'inizio alla fine tenendo a bada prima la Ferrari di Hamilton e poi il compagno di squadra Russell.

Semaforo verde 

Antonelli 10 e lode In Australia aveva mostrato qualche debolezza. In Cina s’è presentato con un’altra partenza da dimenticare nella Sprint, ma dopo quattro ore s’è preso la pole più giovane di sempre e dopo altre ventiquattro ha messo insieme tutti i tasselli per riportare l’Italia sul gradino più alto del podio dopo vent’anni. Un doppio salto in avanti carpiato, come quando è passato dalla F4 alla F2 e in appena una stagione nel mondo dei grandi. Anzi, dei grandissimi. Con una lucidità e una cattiveria chirurgiche. In partenza non sbaglia e pensa solo a chiudere la porta al compagno che lo snobba (Russell voto 6: avrà vita dura e checché ne dica sa bene da tempo che sarà così), sapendo che le Ferrari le avrebbe riprese dopo. Non contento respinge da duro Leclerc. Quando prende la vetta gestisce, poi non s’accontenta: i giri veloci con un metronomo in stile Hammer Time (Hamilton) sono un messaggio fortissimo al rivale di casa Mercedes per il titolo. La lode per la ventata di freschezza a... due ruote nel retro podio, quando a Stefano Domenicali che lo avvicina per fargli i complimenti riassume così (in italiano) lo spavento a tre giri dalla fine (il lungo in frenata): "Mi sono cag... adosso". Se in una F1 imbalsamata nel politically correct delle dichiarazioni arriva un bolognese che vince a ripetizione e diventa pure personaggio, beh, un Valentino Rossi a quattro ruote sarebbe davvero una manna dal cielo.

Hamilton 8.5 Ama la Cina (10° podio), tanto quanto Chales Leclerc non la digerisce (voto 7.5: accetta due volte la lotta fratricida, nel GP senza neppure lamentarsi via radio come nella Sprint: una la vince, una - più pesante a livello di punti - la perde). Ma a 41 anni Lewis è davvero rinato. Non scontato. Diciamolo, sia per l’età, ma soprattutto dopo una stagione così frustrante, nella quale s’è aff ossato in fretta portando ancora più giù la Ferrari. Evidentemente, come peraltro diceva, ha lavorato e tanto dietro le quinte a Maranello, perché la macchina c’è e lui pure. Uomo di nuovo squadra. E questo vale molto più del primo vero podio in rosso. Un punto di partenza.

Bearman 8 Ollie è il primo degli “altri” con la Haas motorizzata Ferrari, sulla quale già nella scorsa stagione ha iniziato a dimostrare che vale l’investimento fatto su di lui (compagno di squadra di Kimi Antonelli in F2) da Maranello, dando ancora più voce a chi considerava Hamilton bollito. Sbaglia sempre meno (anzi, pochissimo) ed è solido. In uno sport dove il primo metro di giudizio è il confronto con il compagno di squadra, l’inglesino massacra quell’Esteban Ocon (voto 4) che si ritiene un fenomeno ma che continua a farsi notare più per le ruvidezze inutili che per le qualità al volante. È pronto per il salto, il futuro della Rossa.

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Kimi Antonelli come Hamilton e… Valentino, Lewis rinato, Bearman è il futuro: pagelle F1
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