Mazda: tecnologie e design all’avanguardia

Da Mazda-Go e Cosmo 110S, fino a MX-5 e MX-30, celte innovative, coraggiose e anticonformiste hanno sempre caratterizzato la storia del marchio giapponese

Nessuna paura di tentare scelte fuori dal coro. Sempre pronta a stupire, con soluzioni tecnologiche coraggiose e affascinanti. Nel corso della sua storia centenaria, Mazda ha saputo creare un vero e proprio “standard avanguardista”; una metodologia, capace di innovare secondo una propria visione originale - persino caparbia, in alcuni casi - sfidando, senza paura, regole e convenzioni

GLI ESORDI

Era il lontano 1920, quando, nella prefettura di Hiroshima, in Giappone, Jujiro Matsuda fondava la Toyo Cork Kogyo Co., azienda specializzata nella lavorazione del sughero, cellula primigenia di quella che un giorno sarebbe diventata la Mazda. L’esordio nel mondo della mobilità arrivò negli anni ‘30 - circa 90 anni fa - con la commercializzazione di un motocarro a tre ruote di concezione simil-motociclistica, il Mazda-Go Tipo DA, prima scintilla di quel Jinba Ittai - la fusione tra cavallo e cavaliere, alla ricerca della massima integrazione tra mezzo e pilota - che ancora oggi ispira l’intera produzione del marchio. A caratterizzare questo modello, un cambio con la retromarcia e l’utilizzo di materiali leggeri per migliorarne, oltre alla portata utile, anche efficienza e, soprattutto, agilità. Perché il divertimento di guida, già allora, era un elemento fondamentale per il marchio. Ne fu conferma l’arrivo del Mazda-Go Tipo GA commercializzato nel 1938: conosciuto come “Green Panel”, per la caratteristica colorazione, questo tre ruote si rivelò sorprendentemente performante, grazie al motore da 669 cc e al cambio a quattro marce.

Mazda: tecnologie e design all’avanguardia LE FOTO
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IL VIAGGIO

I noti fatti che legano la città giapponese di Hiroshima ad uno degli eventi più drammatici della storia del ‘900 - lo scoppio della bomba atomica -  ebbero effetti, per fortuna, solo marginali sugli impianti industriali Mazda (ancora oggi sede principale dell’azienda). Così, da un lato proseguì l’impegno che portò alla commercializzazione della prima auto di serie del brand, la R360 (piccolissima coupé a quattro posti di grande successo, caratterizzata da un efficiente e robusto motore a quattro tempi, disponibile anche con cambio semi-automatico con convertitore di coppia); dall’altro, durante gli anni ‘50, fu presa una delle decisioni più importanti nella storia dell'azienda: quella di investire sul motore rotativo Wankel, destinato a diventare uno dei suoi stendardi tecnologici. A partire dall’affascinante coupé Cosmo Sport/110S che esordì nel 1967, biposto da 940 kg, con un design d’ispirazione spaziale e un motore a doppio rotore in grado di sviluppare 110 CV (diventati in seguito 128 CV), con una cilindrata di soli 982 cc.
Ogni viaggio, però, può nascondere insidie, imprevisti e problemi inattesi. E proprio lo sviluppo del motore rotativo, tecnologia assolutamente all’avanguardia per l’epoca, ne presentò diversi. La proverbiale attitudine alla tenacia della Casa giapponese, fu determinante durante il meticoloso processo di riprogettazione. Sebbene decine di altre aziende (tra le quali alcune delle più grandi case automobilistiche del mondo) tentarono senza successo, solo Mazda fu in grado di affermarsi sul mercato con veicoli dotati di propulsore rotativo. Tutti gli altri rinunciarono.
Un impegno tecnologico, quello sul Wankel, che passando dalla vittoria alla 24 Ore di Le Mans con la 787B nel 1991, arriva fino all’ultima coupé RX-8 commercializzata tra il 2003 e il 2012.

Ma rotativo a parte, sono tanti i modelli oramai iconici - dalla fortunata MX-5, all'ultima arrivata MX-30, prima auto interamente elettrica del brand - che raccontano l’affascinante percorso evolutivo di Mazda.

Mazda Cosmo Sport LE IMMAGINI
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LA CAPACITÀ DI ISPIRARE

Un’altra pietra miliare, come accennato, è stata la Mazda MX-5. Lanciata nel 1989, questa roadster, sportiva e leggera, si affermò fin da subito come distillato puro di godimento automobilistico a trazione posteriore. In pratica, Mazda risuscitò da sola il mercato delle due posti a costi abbordabili, un segmento praticamente estinto, ricavandone un clamoroso successo. Ancora oggi, dopo tre decenni, la MX-5 rimane la roadster più venduta di tutti i tempi. Un altro esempio della capacità del marchio di sapersi avventurare in acque inesplorate (o trascurate), per diventare col tempo uno standard di riferimento. 

Mazda MX-5 Polymetal 1.5 2020: gli scatti
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Mazda MX-5 Polymetal 1.5 2020: gli scatti

ECOSOSTENIBILITÀ ANTE LITTERAM

Già la concept ibrida Mazda EX005 presentata nel 1970, utilizzava un motore rotativo per ricaricare le batterie che alimentavano i suoi motori elettrici. Tre anni dopo, l’Azienda svelò la Mazda CVS Personal Car, un prototipo di minivan elettrico con tecnologia di guida autonoma. E, già nel 1983, il microbus Mazda Bongo Sky Lounge era dotato di condizionatore d’aria ad energia solare.
Mazda ha inoltre visto in anticipo il potenziale rappresentato dall’idrogeno. La Mazda Demio FCEV presentata a Kyoto nel 1997 viene considerata una delle prime concept al mondo di auto realizzabile a celle a combustibile. Nel frattempo, la concept HR-X (1991) utilizzava un motore rotativo alimentato a idrogeno, così come la Capella Cargo (1995), una Mazda 626 wagon testata su strade pubbliche. Sono seguiti altri modelli con motore rotativo a idrogeno, tra cui la Mazda RX-8 con propulsore a doppia alimentazione e le monovolume Mazda5/Premacy, vendute in Giappone attraverso un programma di leasing commerciale. La Casa ha inoltre realizzato versioni della Premacy con un propulsore elettrico a batteria plug-in e un rotativo a idrogeno come range extender. Il sistema, nel 2013, è apparso anche sulla versione prototipo della Mazda2/Demio EV, una utilitaria a batteria di produzione limitata, dotata di un piccolo motore monorotore in grado di raddoppiare l’autonomia della batteria, che funzionava a benzina, propano o butano. Oggi, tutta questa esperienza "green", è confluita nella Mazda MX-30, il primo modello totalmente elettrico della Casa, che in futuro potrebbe avere un rotativo simile.

Video: Mazda MX-30, eleganza eco-sostenibile
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Video: Mazda MX-30, eleganza eco-sostenibile

FUTURO PRESENTE

Altri elementi tecnologici di grande innovazione e creatività, arrivano con la concept MX-02 svelata al Motor Show di Tokyo del 1983, a bordo della quale si trovavano un head-up display e quattro ruote sterzanti (la Mazda 626 4WS (1987) sarebbe stata una delle prime due vetture di serie equipaggiate con queste ultime). La Eunos Cosmo, una coupé sportiva di lusso destinata solo al mercato giapponese (1990-95), era equipaggiata con il primo sistema di navigazione GPS touchscreen in assoluto. La Mazda MX-3 coupé (1991-98) era disponibile con il motore V6 più compatto esistente al mondo, un motore da 1.8 litri estremamente elastico che anticipava la tendenza alla riduzione delle cilindrate dell’ultimo decennio. E, nel 1993, la Mazda Xedos 9 fu il primo modello di serie disponibile con un motore a ciclo Miller, che combinava la chiusura ritardata della valvola di aspirazione con un compressore per sviluppare maggiore potenza aumentando il rendimento. Da qui l’esperienza di Mazda sarebbe poi sfociata nel programma dei propulsori Skyactiv.
Caratterizzati da rapporti di compressione estremi, gli odierni motori benzina Skyactiv-G e diesel Skyactiv-D fanno parte della gamma di tecnologie Skyactiv, che comprende anche cambi, carrozzerie e telai, introdotta nel 2011 con la Mazda CX-5 di prima generazione.

Video: Mazda Skyactiv-X, il motore ‘crossover’
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Video: Mazda Skyactiv-X, il motore ‘crossover’

Oggi, la produzione Mazda spazia in diversi segmenti con le ambiziose CX-30, CX-5, CX-3, Mazda3, Mazda2, Mazda6, MX-5 e MX-30, senza mai perdere di vista le proprie peculiarità distintive, tra innovazione e voglia di distinguersi; a partire dal raffinato linguaggio stilistico Kodo design, fino all’impegno nello sviluppo del motore a scoppio ideale - oggi culminato nel sofisticato Skyactiv-X, primo motore a benzina di serie al mondo ad aver utilizzato l’accensione per compressione come un diesel, unendo i vantaggi di entrambi - e alla sfida dell’elettrificazione, che il marchio affronta con le idee molto chiare su cosa significhi veramente “impatto zero”. 

Dopo 100 anni, sono queste esperienze ad aver plasmato il carattere di Mazda - innovativo, determinato e naturalmente creativo - e a rendere il Marchio così indiscutibilmente avanti.

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