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Ducati Streetfighter V4S, com'è andata la prova

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La Casa di Borgo Panigale è riuscita a realizzare l’ennesimo capolavoro di design. Completa per prestazioni ed elettronica, la maxi naked è anche facile da guidare

Ducati Streetfighter V4S, com'è andata la prova
venerdì 27 marzo 2020

La scheda tecnica della Ducati Streetfighter V4S ha lasciato in molti perplessi. Effettivamente immaginare che una moto da 208 CV per meno di 200 kg (con il pieno) e alette aerodinamiche MotoGP style potesse essere la stessa compagna del giro domenicale era un'impresa piuttosto ardua. E invece bisogna sempre provare per credere, come ci spiega il tester Alessandro Codognesi che l'ha studiata, provata e ha parlato con i progettisti. Il risultato? Soddisfacente e qui sotto ci sono tutti i dettagli, voti compresi.

Ducati Streetfighter V4S, com'è andata la prova

Il look

Possiamo discutere di quello che volete, anche del sesso degli angeli, ma è difficile accettare critiche al design della Ducati Streetfighter V4S. Sexy da morire, con quell’aria diabolica ma dannatamente seducente, in Ducati sono riusciti a realizzare l’ennesimo capolavoro. Bravi. Il designer francese (Jeremy Faraud: qui l’intervista prima della prova), ha raccontato di essersi ispirato al Joker della DC Comics per disegnare tutta la moto, in particolar modo il faro. La sua intenzione era esprimere l’essenza della Ducati Streetfighter V4S, tranquilla e diabolica allo stesso tempo. Il risultato parla da solo. VOTO 9,5

Prestazioni ed elettronica

Difficile chiedere di più. La Ducati Streetfighter V4S deriva dalla sorella carenata Panigale: motore 4 cilindri a V di 1.103 cc, qui capace di 208 CV a 12.750 giri. I 6 CV in meno rispetto alla Panigale sono dovuti in parte ai cornetti di aspirazione, qui a geometria fissa, in parte alle diverse mappature. Il V4 è tenuto a bada da un pacchetto elettronico più completo che mai, che si basa sui dati della piattaforma inerziale a 6 assi e che comprende ABS Cornering, Traction Control, Slide Control, anti-impennata, Power Launch, quickshifter bidirezionale ed Engine Brake Control. Per quanto riguarda la ciclistica, la struttura principale rimane il telaio “Front Frame”, mentre il telaietto posteriore ora è un traliccio in tubi di acciaio. A livello di sospensioni, proprio come sulla Panigale troviamo una forcella Showa e un mono Sachs regolabili, ma qui sono più morbide. Questo gioiello d’ingegneria pesa 201 kg con il pieno, 2 kg in meno se in versione S che tra le altre cose prevede sospensioni semi-attive Ohlins e cerchi forgiati. VOTO 9

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