E adesso godiamoci l’abbraccio col mondo

Le Olimpiadi possono cambiare le città e chi le vive, spalancare i cuori e le menti, lasciare un’indimenticabile scia di ricordi e orgoglio
E adesso godiamoci l’abbraccio col mondo© Agenzia Aldo Liverani Sas

Milano, ora goditela. Goditela fino in fondo, metti via il disincanto di chi ha già visto tutto, perché anche se hai visto tanto, anzi quasi tutto, questa cosa qui non l’hai mai vissuta e, se vuoi capirla davvero, devi guardarla con lo stupore di un bambino. Le Olimpiadi possono cambiare le città e chi le vive, spalancare i cuori e le menti, lasciare un’indimenticabile scia di ricordi e orgoglio. A Torino è andata così e, per strada, vent’anni dopo, c’è ancora chi indossa i giacconi dei volontari: scoloriti e gloriosi, non tengono solo caldo, tengono compagnia. Ma le Olimpiadi possono anche passare come un temporale, dare un fugace spettacolo di tuoni e fulmini, lasciando disagi e pozzanghere da far evaporare. Al netto del business, dei miliardi (tanti, forse troppi) e delle infrastrutture che lascia (o lasciate a metà), Olimpiade significa invitare il mondo a casa propria e abbracciarlo nella più grande festa possibile. Sono diverse dalla Settimana della moda o dal Salone del mobile, sono magiche, ma è una magia alla quale bisogna predisporsi, altrimenti le si può confondere per una baracconata e perdersi tutto il bello, facendo scolare la meraviglia nei tombini. Milano, goditela, perché sei già una capitale del mondo e questa è l’occasione per cogliere veramente cosa significa esserlo.

Cortina pronta per le Olimpiadi

Per Cortina il discorso è diverso. Questa strana Olimpiade tiene insieme due anime molto più lontane di quanto dica la geografia. E i Giochi, da lì, sono già passati, qualcuno se li ricorda ancora. Non sarà difficile, per la gente di montagna, farsi avvolgere dall’aria olimpica che soffierà in quei luoghi incantevoli. In vallate piene di epica e fiabe, i miti olimpici hanno un palcoscenico già stupendamente allestito dalla natura e spettatori pronti a farsi strabiliare, per avere nuovi racconti con cui scaldarsi il cuore. Ci siamo arrivati con il fiatone, a queste Olimpiadi, travolti da notizie inquietanti e dal vorticoso spaccio di emozioni di pochi secondi l’una, che ci ha tolto la capacità di gustarci un evento storico per davvero. I Giochi non si scrollano, restano per sempre. Da stasera, quindi, proviamo a fermarci un attimo, senza lasciare che il tempo ci scorra sotto piedi frettolosi, ma accogliendo il mondo che ci è venuto a trovare e osservando la storia che ci gira intorno, per una volta ballando.

 

 

 

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