Lollobrigida, regina del ghiaccio cresciuta tra le buche e il traffico di Roma

Dalla Tiburtina ai titoli mondiali fino al sogno dei Giochi. E quell'infezione pochi mesi fa...

La regina del ghiaccio, un tempo, era la principessa dello slalom. Niente neve, però. Niente pali stretti. Francesca Lollobrigida, in principio, era una fuoriclasse - quello sempre e comunque, evidentemente - del pattinaggio a rotelle. E per allenarsi fuori dal Tre Fontane, sulle trafficate strade di Roma, lei nata a Frascati e cresciuta nel quartiere Casal de’ Pazzi, zona Tiburtina, era costretta a dribblare. Le macchine e le buche. Avrà ripensato a tutta quella fatica e a tutti quei rischi, ieri, sul tetto del mondo. Non che dovesse dare un senso a quel lungo percorso, perché un gigante dello sport italiano lo è già da tempo e non certo da ieri. Con le due medaglie olimpiche già conquistate a Pechino 2022, con il titolo mondiale di Hamar 2025 come nessuna azzurra mai prima di lei. Oltre a qualcosa come sedici titoli iridati sulle rotelle, giust’appunto.

Lollobrigida, dalle rotelle alle lamine 

Lì, a Roma, sulle rotelle, era la numero uno indiscussa. E quindi? E quindi proprio il richiamo delle Olimpiadi, nel mezzo del cammin della sua vita, ha imposto una brusca svolta. Dalle rotelle alle lamine, perché escluse dal programma dei Giochi le prime e grandi protagoniste le seconde. Da Roma a Baselga di Piné, soprattutto, su e giù per lo Stivale, sempre seguita da papà Maurizio, ex pattinatore con l’indubbio merito di aver trasmesso la passione alla figlia. Che intanto cresce, per la maggior parte del tempo con ciocche di capelli colorate quando non fluo, che fanno parlare di lei meno dei risultati che raccoglie ma più delle sue ingombranti parentele, sempre tenute in un angolo per non esserne schiacciata. Già, Lollobrigida: Francesca è pronipote della grande Gina, dato che il nonno paterno era uno dei fratelli dell’attrice. Dettaglio pressoché irrilevante nella sua parabola sportiva.

Lollobrigida: "Ho pensato di smettere, ho pianto"

Una parabola virtuosa, che Francesca quasi modella con le proprie mani. E con la potenza delle proprie gambe, naturalmente. Così, nel 2014, corona il sogno di una vita, partecipando ai Giochi di Sochi. I primi della carriera, mica gli ultimi. Segue Pyeongchang 2018, seguono gli allori di Pechino 2022. Fino all’apoteosi di casa, mica scontata. Perché gli anni passano: proprio ieri, allineamento dei pianeti più unico che raro, la pattinatrice ha compiuto 35 anni. Perché, tra i Giochi cinesi e quelli di Milano Cortina, la sua traiettoria conosce una lieta deviazione: nel 2023, infatti, Lollobrigida mette in pausa l’attività agonistica e diventa mamma di Tommaso, piccola meraviglia che ieri ha potuto coccolarsi un attimo dopo aver toccato il cielo con un dito. Il ritorno sui pattini è tanto faticoso quanto immediato, già pochi mesi dopo aver partorito. E trionfale, pure. Tornando a fare capolino sul podio della Coppa del Mondo, centrando un titolo mondiale. Viatico lucente come il ghiaccio verso il grande appuntamento casalingo a cinque cerchi. Una favola già scritta? Macché. Pochi mesi fa, infatti, un’infezione virale rischia di farle chiudere anzitempo la stagione e la carriera. «Ho avuto paura, ho pianto, ho pensato di smettere. Mi ero dimenticata perché pattino», avrebbe poi raccontato in un post sui social struggente. A rileggerlo ora ci scappa un sorriso. E una lacrima di commozione. 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Olimpiadi Invernali