
CORTINA D'AMPEZZO - Debutto olimpico per il format della combinata femminile di sci alpino ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Si comincia con la discesa e a seguire (ore 14) lo slalom con subito, però, un colpo di scena: niente medaglia per Sofia Goggia, in coppia con Lara Della Mea. La campionessa bergamasca infatti è scivolata - senza conseguenze - attorno a metà gara della manche di discesa in corso sull'Olympia delle Tofane. Sofia è arrivata lunga dallo Scarpadon, si è inclinata molto per provare a rimanere dentro ma è uscita mentre era attardata di quattro decimi rispetto alla leader Ariane Raedler. Fortunatamente nessuna conseguenza per l’azzurra, che si è rialzata immediatamente arrivando fino al traguardo. Per lei ora testa al Super G in programma giovedì alle 11:30.
Goggia: "Ho biosgno di recupeare. Vonn? Mi piange il cuore"
Sofia ha commentato così la caduta: "Mi dispiace tanto per Della Mea perché è una responsabilità. Un conto è correre per se stessi, un conto è correre anche per un altro compagno. Infatti il primo pensiero è stato per lei, mi dispiace molto perché avrebbe potuto anche provare la pista da slalom - aggiunge - Ho bisogno forse di recuperare un attimo anche l'energia, alla fine sono passati solo due giorni dalla gara di domenica", spiega, e "il fatto che io oggi non sia riuscita a ricreare quella tensione dentro di me sicuramente è stato dato da un dispendio energetico nei giorni scorsi".
In vista del super G la sciatrice bacchetta l'organizzazione in merito al tifo: "Ci saranno più italiani. Agli americani piace Cortina, piace l'Italia, in coppa c'è molto più pathos. Con tutte le restrizioni olimpiche, logisticamente, non è semplice venire qui, e anche i biglietti costano molto di più, è quasi un "disincentivo" a venire. È pur sempre un evento olimpico ma in coppa c'è più gente e più tifo italiano!"
Infine un pensiero a Lindsey Vonn dopo aver letto il lungo post social: "L'ho letto stamattina alle 5:00 perché non riuscivo più a dormire. Mi piange il cuore pensarla in un ospedale con la tibia rotta a 41 anni, quando aveva fatto tutta questa fatica per correre alle Olimpiadi, uscendo alla terza porta e cadendo così dopo aver dominato tutta una stagione in discesa. Se mi identifico nel suo messaggio finale? Per forza, non è da me mollare. Emularla per longevità? Non lo so, non credo a 41 anni di vedermi ancora sugli sci, magari solo da turista"