Titolo colto al volo su un sito francese, ieri pomeriggio, subito dopo il trionfo dei Bleus ad Anterselva: “Jacquelin comme Pantani!”. L’accostamento è suonato dolce, passionale e appassionato per esaltare l’impresa del bambino che da grande voleva fare il Pirata e, da grande, alle Olimpiadi l’ha onorato commuovendo Mamma Tonina sino alle lacrime. Tre giorni fa, Émilien Jacquelin, 30 anni, nato a Grenoble, città olimpica, ha vinto il bronzo nell’inseguimento individuale; ieri, ha conquistato l’oro con la scatenata staffetta transalpina 4x7,5 km, assieme a Fabien Claude, Quentin Fillot Maillet (8 medaglie ai Giochi Invernali, di cui 5 d’oro) ed Eric Perrot.
Il sogno di Jacquelin: bandana, rimonte e lo spirito del Pirata
Come tre giorni fa, sul traguardo, l’asso francese del biathlon ha toccato l’orecchino di Marco che porta nel lobo sinistro e ha guardato il cielo. Davanti alla tv, Mamma Tonina ha ripensato a quel giorno in cui, prima delle Olimpiadi, Jacquelin era entrato nello Spazio Pantani, a Cesenatico, e poi alla telefonata di Sergio Piumetto, per Tonina semplicemente Piumo. Dal 2007 il signore cuneese, di Roreto di Cherasco, è il custode in Rete della memoria di Marco, grazie a Pantanichannel, il canale sul quale ha pubblicato 650 video e centinaia di immagini e post che raccontano la straordinaria epopea di uno fra i più grandi corridori di tutti i tempi. Proprio Piumetto ha reso possibile a Jacquelin coronare il suo sogno: gareggiare a Milano Cortina 2026 con quell’oggetto così iconico, così pantaniano, come la bandana che Marco indossava. Ha confidato Mamma Tonina: "Sono stata molto contenta di esaudire il desiderio di Emilien, sebbene, inizialmente, non ne fossi convinta. Sono molto gelosa delle cose appartenute al mio Marco e tante le tengo per me. Ma Piumo mi ha convinto e ha portato in Francia l’orecchino di mio figlio. Ho conosciuto Emilien, in videochiamata. Questo ragazzo mi ricorda tanto mio figlio, per la passione che ci mette, il sorriso che ha. Mi ha toccato il cuore dicendo come intendesse rendere omaggio al suo Eroe proprio durante le Olimpiadi. Émilien l’ha fatto nel modo migliore per me, per mio marito Paolo, per tutti coloro che amano Marco: ha riportato davanti al mondo il suo ricordo e ci ha reso molto felici".
Il palmarès di Jacquelin e l’eredità sportiva di Pantani
Tonina ignorava che Jacquelin fosse un campione. Ai Giochi si è presentato con uno scintillante palmarès: 2 argenti a Pechino 2022 (staffetta e staffetta mista); 5 titoli mondiali (inseguimento e staffetta ad Anterselva 2020; inseguimento a Pokljuka 2021; staffetta a Oberhof 2023; staffetta mista a Lenzerheide 2025); 5 bronzi mondiali (staffetta singola mista e partenza in linea ad Anterselva 2020; sprint a Pokljuka 2021; staffetta mista a Oberhof 2023; staffetta a Nove Mesto na Morava 2024); la Coppa del Mondo di inseguimento nel 2020. Prima del via, Émilien nel frattempo diventato Emiliano, aveva fatto una promessa a se stesso, pensando a quando Marco si alzava sui pedali, gettava via la bandana, conquistava le montagne e nessuno riusciva a stargli dietro. “Marco mi ha fatto venire voglia di fare sport. Il suo carattere, il suo brio, quelle sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour 1998. Quand’ero piccolo, mio padre mi mostrò la cassetta del Tour ‘98. Da allora, non ho mai smesso di ammirare il Pirata. Volevo essere come lui. Non solo vincere le gare, ma emozionarmi ed emozionare. Fare rimonte spettacolari. Essere audace. Questa visione dello sport mi accompagna da quando avevo 5 anni. Pantani rappresenta l’audacia, il brio, il coraggio di attaccare quando nessuno osa farlo. È il mio modo di rendergli omaggio. Di dirgli grazie. Per dimostrargli che la sua eredità è ancora viva. Voglio fare rimonte spettacolari come le faceva lui, voglio vincere per lui”. É stato due volte di parola, Émilien. La bandana l’ha gettata la prima volta nella 10 km, quando ha attaccato dopo avere chiuso il secondo poligono in 16 secondi, mancando il podio per un soffio. Nella staffetta ha fatto cose pazzesche: ha cancellato i 50 secondi di ritardo della frazione di Claude con una prova monumentale, lanciano letteralmente la Francia verso l’oro. “Une remontée mémorable d’Émilien Jacquelin”, ha scritto L’Equipe in estasi, sotto il titolo “À jamais les premiers”, per sempre i primi, esondando nel fondo l’espressione coniata per l’Olympique Marsiglia nel ‘93, quando vinse la Champions battendo in finale il Milan con il gol di Boli. In realtà, Anterselva ha vissuto una rimonta pantaniana, vien da dire. Sicuri che Marco, lassù, annuisca.
