Milano-Cortina: Norvegia eccellente
Regina Martinez Lorenzo voto 8 Giorno e notte in prima linea nelle corsie di un Pronto Soccorso, a Miami, nei ritagli di tempo una testarda atleta messicana col sogno di esordire alle Olimpiadi. Detto e fatto, a 33 anni: 108ª su 108 nella 10 km a tecnica libera. Ma con le tre medagliate di giornata ad attenderla al traguardo per abbracciarla: che momento.
Atle Lie McGrath voto 6 Di pura empatia. La sua fuga solitaria nel bosco, sprofondando nella neve fresca, dopo aver gettato al vento l’oro in slalom non può lasciare per strada indifferenza. Un momento olimpico in purezza: nel bene e nel male.
Elana Meyers-Taylor voto 10 Il primo oro olimpico a 41 anni, sesta medaglia a cinque cerchi della carriera. E quella commovente esultanza sul traguardo - tra gesti, sguardi e sorrisi - con i due pargoletti non udenti.
Michela Moioli voto 9 Un giorno viene trasportata in ospedale con l’elisoccorso per un trauma facciale. Due dopo è sul podio olimpico. Quattro dopo pure. Cuore e acciacio.
Norvegia voto 10 Diciotto medaglie d’oro, in un sol colpo, non si erano mai viste prima. E d’accordo che gli eventi a cinque cerchi sono in continuo aumento. Ma la spedizione “norge” si è imposta per la quarta volta di fila nel medagliere e anche questo, no, non ha precedenti.
Milano-Cortina: bene Pellegrino e Paris
Dominik Paris voto 9 A trentasei anni suonati. Alla quinta partecipazione olimpica. La prima medaglia a cinque cerchi è la consacrazione a una carriera leggendaria.
Federico Pellegrino voto 10 Come nelle favole. Lieto fine compreso, con buona pace di quella beffarda influenza sul più bello. Si congeda con due medaglie di inestimabile valore, a 35 anni, allungando la sua leggendaria avventura olimpica e lasciando al movimento un’eredità concreta. Grazie di tutto, Chicco!
Lucas Pinheiro Braathen voto 9 Issa la bandiera del Brasile in cima al mondo della neve, fatto senza precedenti per tutto il continente sudamericano. Sempre a ritmo di samba (anche se è nato a Oslo).
Philipp Raimund voto 10 C’era una volta un saltatore con le vertigini. No, ma quale barzelletta… Il nostro eroe tedesco ha scoperto di soffrire di acrofobia meno di un anno fa, ma non si è arreso a questo sciocco dettaglio e ha lavorato per sconfiggere le proprie paure. Dal trampolino di Predazzo si è tuffato nell’oro: sensazionale, a dir poco.
Benoit Richaud voto 8 Il trasformista: coreografo di sedici pattinatori da tredici Paesi differenti, trascorre gran parte del tempo a togliere e mettere giacche, in favore d’inquadratura televisiva, a seconda dell’atleta sul ghiaccio. E, alla fine, neanche una medaglia?
Italia, che ingiustizia per Sighel
Matteo Rizzo voto 7 Quella scivolata sulle ginocchia, in stile bomber di Premier, verrà proposta e riproposta a lungo nelle sigle delle trasmissioni sportive...
Mikaela Shiffrin voto 8 Dal buio di Pechino 2022 alla luce di Milano Cortina 2026: una fuoriclasse che ritrova il suo posto, sul gradino più alto del podio, dodici anni dopo la prima volta. Con il suo carico di gentilezza, di sensibilità. E di fragilità, all’occorrenza richiusa a doppia mandata in un cassetto.
Pietro Sighel voto 7 Un po’ per quel traguardo d’oro tagliato di schiena con la staffetta mista, una delle istantanee di questi Giochi. E un po’ di conforto, per un paio di episodi... sfortunati con la giuria.
Slittino azzurro voto 9.5 Quattro medaglie in cinque gare, di cui due d’oro conquistate nel giro di sessantatré, pazzeschi, minuti: miglior bottino di sempre alle spalle della sola Lillehammer ’94. Italia, popolo di santi, poeti e slittinisti.
Staffetta azzurra voto 8 Graz, Barp, Carollo e Pellegrino rinverdiscono i fasti di Lillehammer e di Torino. Allora fu medaglia d’oro, d’accordo, ma questo bronzo vale… tanto oro quanto pesa.
