TORINO - C'è una sottile linea azzurra che lega Torino a Melbourne, il tennis italiano al sogno Slam. Da Torino, infatti, arriva Vavassori che in coppia con Bolelli ha sconfitto 6-3 3-6 7-6 i tedeschi Hanfmann/Koepfer raggiungendo la finale degli Australia Open di doppio. Un successo storico. E da Torino, sede delle Atp Finals, è cominciata la rincorsa fantastica di Jannik Sinner al vertice mondiale. Sarà quindi un'incredibile staffetta tra i nostri ragazzi, in quel di Melbourne. Quei fantastici due, infatti, lanciano l'altoatesino che alle 4.30 di stanotte affronterà Novak Djokovic: obiettivo, anche qui, la finale. E sarebbe la prima in un torneo del Grande Slam. Nessun dorma, quindi, per seguire l'onda lunga del tennis tricolore che fa impazzire, tra fusi orari nemici e voglia matta di non perdere l'appuntamento.

Vavassori e Bolelli pazzeschi a Melbourne
Due ore e nove minuti: il tempo impiegato da Andrea e Simone per vincere, al supertiebreak, con il cuore in gola, con l'entusiasmo contagiante. Impresa autentica, se pensiamo che solo altre due coppie azzurre sono andate in finale: ovvero Pietrangeli con Sirola e Fognini con lo stesso Bolelli proprio a Melbourne, dove vinsero nel 2015. Bravi, bravissimi. E adesso sabato li attende il match "impossibile" contro due tra i più forti della specialità: Rohan Bopanna e Matthew Ebden. Partono sfavoriti, ma sostenuti da una grande morale a dal tifo di tutti.

Vavassori: vai Sinner, batti Djokovic!
Alla fine del match, la gioia sfrenata di Vavassori: «Uno dei momenti più felici della mia vita, amo questo torneo, fantastico essere in finale. E’ uno dei tornei che ho sempre guardato e sognato quando ero bambino, sono qui con mio padre e il mio team ed è una gioia per tutti quelli che mi hanno seguito». Seguito da Bolelli:«Che partita dura: abbiamo iniziato bene nel primo set e poi loro hanno alzato il livello nel secondo. Abbiamo lottato su ogni palla fino alla fine, dopo quell’incredibile game sul 5-4 siamo rimasti concentrati. Per me è la seconda finale della carriera, la prima con Andrea. Lui ha 27 anni, io 38, è un gran ragazzo, ha iniziato a giocare molto bene l’anno scorso. In ogni partita abbiamo migliorato il nostro livello». E la staffetta con Jannik è lanciata: «C'è una buona relazione tra di noi del gruppo Davis, questa vittoria è anche per i compagni. Cercheremo di giocare la nostra finale al meglio e speriamo che Jannik riesca a vincere la sua sfida con Nole».
