© Getty Images/ANSAUno. È questo il numero misero di tennisti che si sono presentati alle due sessioni informative a porte aperte organizzate dall'ITIA nel primo weekend dell'Australian Open. In seguito ai casi di contaminazione di Jannik Sinner e Iga Swiatek, prima dell'inizio del torneo l'Agenzia Internazionale per l'Integrità del Tennis ha organizzato specifici incontri con i tennisti per rispondere a dubbi o domande che sicuramente saranno passati per la loro testa negli ultimi mesi. In quanti si sono presentati? Uno solo purtroppo (con tanto di iPad e una lunga lista di domande), l'unico giocatore che ha davvero affrontato sul serio la vicenda fin dall'inizio: Christopher Eubanks. Come tutti, il gigante di Atlanta (28 anni, 2,01m di altezza, n. 102 del ranking ATP con un recente passato da n. 29) è rimasto scioccato quando è venuto a conoscenza della positività di Sinner al Clostebol.

Eubanks: "Volevo essere preparato"
Tuttavia, anziché iniziare a parlare senza cognizione di causa (Kyrgios è l'esempio più lampante, ma non è l'unico), lo statunitense ha fatto un salto nel passato ed è virtualmente tornato a scuola. Tentando - ruolo di certo non semplice - di essere l'insegnante di se stesso. «Volevo essere preparato nel caso in cui mi venisse chiesto un parere a riguardo», ha dichiarato Eubanks a Ben Rothenberg di "The Second Serve". Così Chris ha iniziato ad informarsi nel modo corretto: «Mi sono messo a leggere tutte e 33 le pagine della sentenza, tornando più volte su qualche passaggio per cercare di comprenderlo appieno». Quartofinalista a Wimbledon nel 2023 - sconfitto al quinto da Medvedev dopo essere stato avanti due set a uno - Eubanks non è più riuscito a ritrovare quel livello che lo ha portato in top 30.
