Wimbledon, il servizio a 246 km/h: "Mi viene naturale..." Ecco chi è l'uomo del record

La battuta più veloce su erba si è registrata nell'incontro di primo turno dei Championships

Quattordici ace a velocità di palla molto sostenuta sono costati cari a Grigor Dimitrov, il tennista bulgaro che dopo aver vinto i primi due set contro Jannik Sinner agli ottavi di Wimbledon è stato costretto al ritiro da uno strappo tra il pettorale e la spalla destra, proprio in occasione dell'ultimo ace. Ma le prime palle sempre più veloci nel tennis sono un tema di attualità. Anche perché Wimbledon ha fatto registrare il suo record di velocità al servizio: lo ha stabilito il francese Giovanni Mpetshi Perricard, scagliando un 'razzo' da 246 km/h nel suo match del primo turno contro Taylor Fritz. La piccola impresa non è servita, visto che Perricard ha perso quel punto (per merito di Fritz e della sua formidabile risposta) e poi la partita, ma il suo nome resterà per un po' negli annali del torneo londinese.

 

Isner e Groth: servizi ancora più potenti

"Non studio una tecnica speciale per avere un servizio potente o veloce, semplicemente servo come dovrei: fa parte del mio gioco, mi viene naturale", ha spiegato il francese, contraddicendo gli studi di chi, come l'ex tennista Kovacs, teorizza l'evoluzione del servizio moderno scomponendolo in otto movimenti fondamentali, il più importante dei quali, ovviamente, è il caricamento. La velocità della battuta di Mpetshi rappresenta un record su erba, ma non in assoluto. Quello spetta allo statunitense John Isner, che servì a 253 chilometri orari in Coppa Davis nel 2016. L'australiano Sam Groth aveva fatto meglio nel 2012 a Busan arrivando addirittura a 263,4 chilometri orari, ma si trattava di un torneo Challenger non riconosciuto dall'Atp.

 

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