© ANSASono settimane difficili per Nicola Pietrangeli. L'ex tennista azzurro, che il prossimo 11 settembre compirà 92 anni, poco più di un mese fa ha perso il figlio Giorgio, campione di surf, proprio mentre lui stesso era ricoverato al Policlinico Gemelli dal quale è stato dimesso solo pochi giorni fa. Intervistato da SuperTennis, il capitano non giocatore di Cile 1976 - prima Coppa Davis vinta dagli azzurri con Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli e Corrado Barazzutti - racconta le sue giornate: "Ho la testa che frulla un po’. Mi ricordo bene le cose di cinquant’anni fa, ma non quelle dell’altro ieri. Mi sa che qualche ingranaggio non funziona più… Dovevo essere punito evidentemente. Devo aver fatto qualcosa di male nella mia vita. La giornata è lunga, e purtroppo sempre un po’ dolorosa. Meno male che dormo. Mi aiuta tanto…Vorrei un giorno senza dolore. Perché ho questo dolore fisso all’osso sacro che mi impedisce di muovermi. Le hanno provate tutte. Mi chiamano tutti i giorni, gli amici. Mi dicono che manca il quarto per giocare a carte. Ma mi manca il riposo, anche se tu dirai ‘ma come, sei a letto…’. No, con questo dolore è permanente, non c’è un attimo di riposo. Ho battuto il cancro, ma non la vecchiaia, come dicono i miei figli. Sono come una larva. Guardo la tv, c’è Netflix anche se io faccio casini col telecomando, mi impiccio. Dall’ospedale sono tornato che conosco tutte le televendite, le pubblicità. Anzi, posso dire che ormai la tv è un canale pubblicitario con qualche programma all’interno…”.
Nicola Pietrangeli sulla morte del figlio Giorgio
Sulla morte del figlio Giorgio: "Ci sono quelli che si buttano per terra, che si disperano. No, io non sono tra quelli. Rivedo Giorgio come fosse oggi, lo ricordo soffrire: stava male, non si alzava dal letto. Soffriva tanto. Sua moglie, Carola, è stata una santa. È stata brava. Proprio tanto. Adesso lei e la piccola Nicola vivono da una zia. Mi ha sorpreso molto tutto quello che è successo dopo la morte di Giorgio. L’iniziativa dei cento surfisti suoi amici, i tanti notiziari delle tv, gli articoli dei giornali. Bellissimo, grazie. Ora però sono stanco. Stanco. Sono stanco di essere stanco. Il mio futuro tra quindici giorni? Sarà uguale a oggi, non cambia niente. Non voglio fare il drammatico, ma aspetto… e mi sa che piove non rimandiamo”.
Pietrangeli: "Perché dovrei rosicare per Sinner?"
A proposito delle interviste Pietrangeli spiega: "Mi cambiano le parole, basta così. Sai, alla fine quello che non capisco è come la gente possa pensare che io voglia parlare male di Sinner perché rosico. Ma perché? Perché dovrei parlarne male? Ma come si permettono? Ma chi li conosce? Ogni cosa che mi dicono i medici ha un costo. Ma mica sono ricco come Sinner… e lo dico per scherzare perché già lo vedo che ci montano su un’altra polemica”.