Il Grand Slam delle finali non esiste, non lo premiano, chi vince vive e chi perde muore è la regola, anche se la morte tennistica è solo un dettaglio. Dura il tempo di cominciare un nuovo torneo. Le regole le scrivono i vincitori, le statistiche devono averle inventate i redivivi, perché offrono la sopravvivenza e il conforto della memoria agli sconfitti, ma i ruoli non si possono confondere, occorre rispettarli. A ognuno il proprio Club di appartenenza, se vinci tutto sei Rod Laver, sei Don Budge. Altrimenti entri nel Club della porta accanto. Quattro finali dello Slam nell’arco di un anno solare, alcuni vinti, altri sfiorati ma alla fine persi, sono il segno di una mirabile continuità. Sinner è lì, tra i signori del tennis che il Grande Slam non l’hanno completato ma avrebbero potuto farlo. Con un “più” sulla propria scheda, perché le finali Slam consecutive dell’altoatesino sono cinque, e cominciano dagli US Open di un anno fa. Al suo fianco Roger Federer e Novak Djokovic. Se Jannik dovesse vincere il secondo titolo dei Laghi Scintillanti, le statistiche gli attribuirebbero un ruolo superiore ai due che sono stati nel gruppo dei Favolosi: avrebbe tre vittorie e sarebbe l’unico ad aver raggiunto il match point nello Slam perduto. Jannik ne ha avuti tre a Parigi, Roger e Nole mai uno.
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Il tennis è spietato
Ma il tennis è spietato. Una sconfitta farebbe scendere Sua Continuità nella scala dei valori, e per punizione verrebbe degradato in classifica. Non più primo, solo secondo… Va così lo sport. Ogni volta c’è in gioco tutto e i migliori si sfidano a colpi di All-In. Sinner e Alcaraz sono alla quinta sfida della stagione, sono i Favolosi del tennis post Covid, e somigliano a quelli di prima, ne hanno raccolto l’eredità. Federer nella propria metempsicosi sportiva non è più svizzero, è diventato spagnolo, e Alcaraz gli somiglia un bel po’, l’unico che sappia giocare un colpo diverso dall’altro. Djokovic è ancora ai piani alti del podio, sebbene giochi ormai un pugno di tornei… Mai più primo, o secondo, ma il terzo probabilmente è lui, anche se la classifica non lo dice. Li batte tutti. Meno quei due. Ma ha avuto la fortuna di veder nascere e poi sbocciare l’Evoluzione di Se Stesso. In fondo, quanti di noi potrebbero dirlo? Sinner è un Djoker migliorato, simile all’originale per molti aspetti.
