Nicola Pietrangeli è morto: addio alla leggenda del tennis italiano, aveva 92 anni

I tennisti di tutto il mondo piangono il 2 volte campione al Roland Garros e primo azzurro a trionfare in uno Slam

Nicola Pietrangeli è morto. Il 2 volte campione al Roland Garros, primo italiano a conquistare trionfare in uno Slam, unico tennista azzurro nella Hall of Fame del tennis mondiale e leggenda del tennis tricolore, si è spento all’età di 92 anni - nel luglio 2025 aveva perso il figlio Giorgio, spentosi all'età di 59 anni - . Con 164 match, l'ex numero 3 al mondo, che a Parigi ha tironfato nel 1959 contro Ian Vermaak e nel 1960 contro Luis Ayala, si è guadagnato la fama di uomo della Coppa Davis, di cui detiene il primato di incontri disputati e successi conquistati in singolare (78-32) e doppio (42-12). Coppa che ha sollevato da capitano non giocatore nel 1976, quando l'Italia di Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Antonio ZugarelliCorrado Barazzutti sconfisse in finale il Cile per 4-1 - trionfo preceduto dal secondo posto delle edizioni del 1960 e 1961 - . Di quella finale, Pietrangeli ha sempre ricordato il peso diplomatico, con gli azzurri che scesero in campo a Santiago ignorando l'appello al boicottaggio lanciato dagli oppositori del dittatore Augusto Pinochet. A fianco di Orlando Sirola, scomparso nel 1995, ha formato la coppia più vincente di sempre nella specialità del torneo con 34 successi su 42. Non è passata inosservata la sua assenza tra le voci che dalle postazioni Rai che hanno raccontato il terzo trionfo consecutivo degli azzurri di Filippo Volandri. Un'assenza dovuta alle condizioni di salute condizionate dall'intervento chirurgico a cui si era sottoposto nel dicembre del 2024 per risolvere una frattura periprotesica all'anca. Il Coni ha inoltre deliberato per un momento di raccoglimento da rispettarsi in tutte le competizioni in programma fino a domenica 7 dicembre. Questa la nota del Comitato, rilanciata dunque anche dalla Figc: "Su invito del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, è stato disposto un momento di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma dalla giornata odierna e per l'intera settimana (compresi eventuali anticipi e posticipi) per onorare la memoria di Nicola Pietrangeli, icona del mondo del tennis scomparso oggi all'età di 92 anni".

Il comunicato della famiglia Pietrangeli

Questa la nota con cui la famiglia Pietrangeli ha annunciato la scomparsa della leggenda del tennis italiano: "La famiglia Pietrangeli annuncia con profondo dolore la scomparsa di Nicola Pietrangeli, venuto a mancare oggi, circondato dall'affetto dei suoi cari. Figura iconica dello sport italiano e internazionale, esempio di eleganza, talento e dedizione, ha segnato in modo indelebile la storia del tennis e ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. La sua passione, il suo spirito competitivo e la sua ironia rimarranno per sempre patrimonio di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di seguirlo e di amarlo.Nei prossimi giorni saranno comunicate le informazioni relative alle esequie e agli eventuali momenti pubblici di commemorazione. La famiglia desidera ringraziare sin d'ora quanti stanno esprimendo vicinanza e affetto, testimoniando ancora una volta quanto profonda e diffusa sia stata l'eredità sportiva e umana di Nicola Pietrangeli".

Camera ardente al Foro Italico

I funerali di Nicola Pietrangeli si terranno alle ore 15 di mercoledì 3 dicembre presso la Chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, Roma. Stando alle volontà espressa dallo stesso Pietrangeli alle soglia degli 80 anni, la famiglia ha scelto di allestire la camera ardente presso il campo del Foro Italico a lui intitolato, lo stesso giorno dalle ore 9 alle ore 14. "C'è il parcheggio, se piove ci si ripara nel sottopassaggio che porta agli altri campi e il funerale si rinvia al giorno dopo. Non voglio disturbare", aveva ironizzato 2 volte campione agli Internazionali.

La bacheca di Pietrangeli

Tra il 1957 e il 1964, al tempo in cui la graduatoria internazionale era di competenza dei giornalisti, l'uomo della Davis è stato stabilmente giudicato fra i 10 migliori tennisti al mondo. Nel suo curriculum, il bis agli Internazionali d'Italia nel 1957 contro Giuseppe Merlo e nel 1961 a Torino contro Rod Laver, i trionfi a Monte Carlo del 1961 contro Pierre Darmon, 1967 contro Martin Mulligan e 1968 contro Alex Metreveli, l'oro conquistato ai Giochi del Mediterraneo di Napoli del 1963 contro il 4 volte campione Salm Manuel Santana, i trionfi nel doppio e nel doppio misto del Roland Garros 1959 e 1958, la semifinale di Wimbledon del 1960 e il bronzo ai Giochi di Città del Messico, a cui si sommano le 32 finali perse tra cui le 2 del Roland Garros 1961 e 1964, quando in entrambe le occasioni si arrese a Santana. La bacheca di Pietrangeli conta 67 titoli complessivi di cui 48 titoli nel singolare. Una carriera che la leggenda del tennis italiano giudicava così: "Se mi fossi allenato di più, avrei vinto di più ma mi sarei divertito di meno". Campione più rappresentativo degli Internazionali di Roma, nel 2006 gli è stato intitolato il terzo campo più capiente del Foro Italico. "Quel campo non è il più grande né il più importante, ma è il più bello del mondo - ha detto Pietrangeli nel corso di una visita al torneo - . Non esiste niente del genere, e porta il mio nome. Qui ho giocato per la prima volta nel 1952, 70 anni fa. Ho vinto due volte, i romani mi chiedevano di vincere, ero costretto a vincere. Ho provato a spiegare che non è facile. Ogni anno questo è sempre migliore".

 

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Il saluto di Panatta, Bertolucci e Barazzutti

Questo il messaggio dell'ex capitano azzurro Barazzutti: "Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Nicola, prima di tutto era una persona di famiglia. Abbiamo praticamente vissuto una vita insieme, da quando ero ragazzino lo vedevo giocare in televisione, era un po' il mio idolo, l'ho incontrato come giocatore in campo, è stato mio compagno in Coppa Davis, quando io ero un ragazzino, è stato il mio capitano quando abbiamo vinto la Coppa Davis e in questi ultimi 20 anni siamo sempre stati insieme, abbiamo condiviso tante cose. Nicola era un amico, era una persona alla quale ero molto vicino e un grande personaggio sportivo. Era un ambasciatore nel mondo del tennis e dello sport, un ambasciatore di principi e di valori, un grande personaggio sportivo che ha dato tantissimo al tennis e allo sport italiano". Così invece Bertolucci: "È un gran brutto lunedì - ha dichiarato a Mediaset - . È stato il nostro capitano nella prima vittoria in Coppa Davis, in Cile nel 1976, ma soprattutto é stato il primo grande giocatore italiano, recordman assoluto per quanto riguarda i match disputati in Coppa Davis, un record che nessuno potrà mai togliergli. È stato il nostro primo eroe tennistico, da ragazzini lo guardavamo giocare a bocca aperta, nel bianco e nero dei primi incontri di Davis. Nicola aveva anche una grande personalità, era un grande personaggio, che ha scritto pagine indelebili. È il tennis italiano. Purtroppo, dopo Lea Pericoli abbiamo perso anche lui". Infine, il ricordo di Panatta, con cui negli ultimi anni Pietrangeli ha mantenuto un vivace botta e risposta su chi fosse stato il migliore: “Nicola era il mio amico, anche se ci beccavamo ogni tanto, ma era un gioco che facevamo - ha ricordato ai microfoni Rai - . Io lo voglio ricordare con allegria, è stato un personaggio straordinario, al di là di essere un campione assoluto che ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere nel periodo in cui giocava. Alla mia nascita lui era un 17enne che giocava al tennis Parioli ed era già una promessa, poi abbiamo fatto un po’ il cambio della guardia io e lui. Abbiamo anche giocato insieme, ci siamo divertiti abbiamo fatto le vacanze insieme. Io e Nicola eravamo molto amici. La cosa che mi faceva più male in questo ultimo periodo era che non volevo che soffrisse: lui ha avuto un colpo tremendo quando è morto Giorgino poco tempo fa. L’ultima volta che l’ho chiamato, pochi giorni fa, gli ho detto ‘alzati dal letto, accidenti a te’. Lui mi diceva che non voleva alzarsi. Però ha fatto una vita bellissima”.

Il cordoglio del tennis. Da Musetti a Nadal

Non si sono fatti attendere i messaggi dei tennisti di tutto il mondo. Così Lorenzo MusettiFlavio Cobolli, Matteo Arnaldi e Jasmine Paolini"Ciao Nicola". Luciano Darderi ha invece condiviso la foto di Pietrangeli accompagnata dall'emoticon del cuore spezzato. E ancora, Fabio Fognini"Caro Nick, se ne va un pezzo enorme della nostra storia. Questa foto a Montecarlo per me vale tutto: il tuo esempio, la tua ironia, la tua luce. Hai insegnato a tutti cosa significa vincere davvero. Buon viaggio, leggenda"Flavia Pennetta: "Mi piace ricordarvi così, insieme. Grazie per tutto quello che avete fatto per il nostro sport, non vi dimenticheremo mai. Riposa in pace, Nicola"; Stefano Pescosolido: "Una leggenda, un simbolo, ha aperto la strada ai successi italiani che stiamo vivendo oggi - ha risposto a Sky - . Una persona di grande carisma e personalità, ha vissuto con leggerezza, ha scritto la storia del tennis italiano e mondiale"Rafa Nadal: "Ho appena saputo della triste notizia della partenza di un grande del tennis italiano e mondiale. Le mie più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia, il suo figlio Filippo e tutta la famiglia del tennis italiano. DEP Nicola"Novak Djokovic, che si è unito al cordoglio pubblicando l'immagine di Pietrangeli accompagnata dall'emoticon delle mani congiunte. Questa invece la nota con cui il Roland Garros ha voluto rendere omaggio al campione azzurro: "Nicola Pietrangeli has passed away at the age of 92. A four-time Roland-Garros champion and an iconic figure in Italian tennis, he leaves an extraordinary legacy. He will be greatly missed by the tennis world" (trad. "Nicola Pietrangeli è scomparso all’età di 92 anni. Quattro volte campione del Roland Garros e figura iconica del tennis italiano, lascia un’eredità straordinaria. Mancherà profondamente al mondo del tennis"). Anche gli Internazionali gli hanno riservato un omaggio: "It is with profound sadness that we say goodbye to Nicola Pietrangeli, a true legend of Italian tennis and two-time Rome champion (1957, 1961). His legacy will forever live on in the history of our sport, in the memory of our tournament, and in the stadium that proudly bears his name. Ciao, Nicola". (trad. "È con profonda tristezza che diciamo addio a Nicola Pietrangeli, una vera leggenda del tennis italiano e due volte campione a Roma (1957, 1961). Il suo lascito vivrà per sempre nella storia del nostro sport, nella memoria del nostro torneo e nello stadio che porta con orgoglio il suo nome. Ciao, Nicola").

L'addio di Volandri e Garbin

Così il capitano di Coppa Davis: "Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non è mai stato soltanto un grande campione del passato. Dalla battuta ironica al consiglio più serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l’Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico. Ha aperto la strada a tutti noi. Le sue vittorie, la sua personalità e il suo modo di vivere il tennis hanno permesso all’Italia di credere di poter competere ai massimi livelli. Siamo cresciuti con i suoi racconti, con la sua passione travolgente, con la sua capacità di farci sentire parte di una storia più grande. Perdiamo un simbolo e un maestro, ma il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra. Grazie, Nicola, per tutto ciò che hai rappresentato e continuerai a rappresentare per il nostro tennis". Così invece la capitana di BKJ Cup Tathiana Garbin, che ha ricordato anche la campionessa italiana Leo Pericoli, vincitrice di 13 titoli e scomparsa il 4 ottobre 2024 all'età di 89 anni: "Nicola è stato un punto fermo del nostro tennis. Per la mia generazione è stata una guida silenziosa. La sua storia resterà per sempre intrecciata a quella di Lea Pericoli: insieme hanno acceso la prima grande luce del tennis italiano, facendo innamorare intere generazioni e dando stile, anima e identità al nostro movimento. Perdiamo una pietra miliare del nostro sport, ma quello che Nicola ci ha lasciato va ben oltre i risultati e i trofei. Vive nelle nostre Nazionali, nelle ragazze che scendono in campo con il sogno di indossare l'azzurro, in chi ogni giorno lavora per portare avanti quei valori che lui ha incarnato così bene".

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L'addio di Binaghi

Fra i tanti messaggi di addio che hanno fatto seguito alla notizia della scomparsa di Pietrangeli, anche quello del presidente Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi"Oggi il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico. Nicola Pietrangeli non è stato soltanto un campione: è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo. È stato il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato. Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era più un azzardo. Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verità è che Nicola era molto di più. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano. Parlare con lui era sempre un piacere e una sorpresa: potevi uscire da una conversazione ridendo a crepapelle o con una riflessione che ti restava dentro per giorni. Nel mio ufficio c’è una foto a cui tengo moltissimo: io bambino, raccattapalle in una sfida di Coppa Davis a Cagliari, e davanti a me proprio lui, Nicola Pietrangeli. Ogni volta che la guardo, mi sembra di tornare a quel giorno. E mi rendo conto che, in fondo, tutto per me è cominciato lì. Quella foto non è solo un ricordo: è un simbolo. Il simbolo di come un bambino possa innamorarsi di uno sport grazie a chi lo incarna in modo così pieno e naturale. Per me Nicola non era solo il più grande giocatore della nostra storia. Era il tennis, nel senso più profondo del termine".

Binaghi: "Monumento del nostro sport"

"Gli devo molto, come uomo e come presidente. Non solo per quello che ha fatto per la Federazione e per tutti noi, ma per come lo ha fatto: con stile, con coraggio, con quella sua irriverenza che era il segno dei veri fuoriclasse. A modo suo, Nicola non è mai cambiato: diretto, sincero, incapace di essere banale. Anche quando provocava, lo faceva con un’intelligenza che nasceva dall’amore profondo per il nostro sport. Oggi ci piace pensare che abbia raggiunto in cielo Lea, e che insieme stiano già giocando uno straordinario doppio misto, divertendosi come solo loro sapevano fare. Due icone del tennis italiano, inseparabili anche lassù. Ma per noi che restiamo, è un colpo durissimo. Nel giro di poco più di un anno abbiamo perso due pezzi della nostra anima. Due persone che hanno scritto la nostra storia e che continueranno a ispirarci, ogni giorno, dentro e fuori dal campo. Ci mancherà la sua voce, ci mancherà il suo sorriso, quella sua capacità di dire sempre quello che pensava, senza paura e senza filtri. Oggi salutiamo un monumento del nostro sport, ma anche un amico vero. Uno di quelli che ti dicono le cose in faccia, che sanno farti arrabbiare e poi ridere un secondo dopo. E questo, nel mondo di oggi, vale più di mille trofei. Grazie, Nicola. Per tutto quello che ci hai dato, e per tutto quello che continuerai a rappresentare per il tennis italiano".

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Itf: "Fatto la storia della Coppa Davis"

Anche dall'Itf è arrivato il messaggio di cordoglio per la morte di Pietrangeli. Così il presidente David Haggerty: "Nicola Pietrangeli è stata la vera incarnazione di tutto ciò che la Coppa Davis rappresenta: passione, prestigio e orgoglio nel rappresentare la propria nazione. Oltre ad aver raggiunto l'apice del tennis come individuo, Nicola ha capito davvero cosa significasse giocare a tennis per qualcosa di più grande di sé, e i suoi incredibili successi sono scolpiti nei 125 anni di storia della Coppa Davis. Lascia un'eredità tennistica vasta e incommensurabile sia in Italia che nel mondo. A nome di tutta l'ITF, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici".

Coni: "Con lui Italia alla ribalta"

Queste le parole del presidente Buonfiglio: "La scomparsa di Nicola Pietrangeli addolora profondamente tutto lo sport italiano. Con lui perdiamo non solo un campione straordinario, ma un'icona, un simbolo eterno della sua disciplina. Pietrangeli ha incarnato il tennis italiano: il suo talento, il suo carisma e le sue vittorie hanno attraversato indissolubilmente intere generazioni. Con i suoi successi ha portato l'Italia sulla ribalta internazionale, aprendo la strada a una tradizione che oggi continua a brillare grazie anche al solco da lui tracciato. Oggi perdiamo un punto di riferimento assoluto, un ambasciatore autentico dei valori che accomunano il nostro mondo.Alla sua famiglia, al presidente Angelo Binaghi e all'intero movimento del tennis italiano va il cordoglio più sincero mio e del Coni".

Il messaggio di Sport e Salute

Questa la nota di Sport e Salute: "Nicola Pietrangeli ha rappresentato una visione: quella in cui il talento diventa cultura, la disciplina diventa stile, la storia diventa futuro. Ha insegnato a tutti cosa significhi rappresentare l’Italia con fierezza. Non perdiamo solo un campione, ma un custode della bellezza, dell’eleganza e della passione che il tennis italiano ha saputo esprimere grazie a lui. La sua eredità non è solo nei trofei, ma nella firma che ha lasciato al sistema sportivo nazionale. La sua carriera, la sua classe, la sua coerenza umana e sportiva restano un patrimonio che va oltre i risultati: un esempio per chi pensa lo sport come mezzo di formazione, identità e prestigio collettivo. Il suo contributo ha anticipato un’idea moderna di sport, fatto di eccellenza, rappresentanza e responsabilità. È un’eredità che deve continuare a orientare chi, quotidianamente, lavora alla visione dello sport".

Abodi: "Grande sportivo e uomo rivoluzionario"

Così il ministro dello sport Abodi: "Oggi è un giorno triste per l'Italia, in particolare per lo sport, ci lascia una leggenda, Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis nazionale e internazionale. La sua storia, i suoi successi e il suo stile hanno segnato generazioni di appassionati, contribuendo in modo indelebile alla crescita e alla diffusione di questa meravigliosa disciplina nella nostra nazione. È difficile saper coniugare la grandezza dello sportivo con la semplicità dell'uomo, per certi versi un rivoluzionario che ha scritto la storia del tennis italiano. Ecco Nicola era proprio questo, ma soprattutto ci lascia un amico, una persona schietta che ha combattuto intensamente e che ci regala un'eredità immensa, non solo sportiva, ma culturale e valoriale. Sono certo che il suo esempio continuerà a vivere nei nostri ricordi e nel futuro dello sport".

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Il cordoglio del calcio. "Lazio nel cuore"

Si unice al cordoglio anche la Lazio, di cui Pietrangeli era un noto tifoso oltre ad avere maturato una breve esperienza calcistica nelle file giovanili dei biancocelesti e in quelle della Viterbese: "Ricordiamo Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano e appassionato della nostra Lazio. Un campione che ha portato in alto l’Italia della racchetta e che ha sempre portato la Lazio nel cuore. Nel 1974 si allenava con la squadra che avrebbe conquistato lo Scudetto, condividendo passione, spirito e colori. Primo italiano a vincere uno Slam, due Roland Garros, capitano non giocatore della prima vittoria di Davis della nostra Nazionale". Sono poi seguti anche i saluti di Napoli e Roma. Così il club partenopeo: "Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis e dello sport italiano". Questo invece il messaggio dei giallorossi: "L’AS Roma si unisce al cordoglio dello sport italiano per la scomparsa di Nicola Pietrangeli. Il Club esprime la propria vicinanza e si stringe al dolore della famiglia".

Petrucci: "A lui intestai il campo del Foro"

Anche l’ex presidente del Coni e numero uno della Federbasket Gianni Petrucci ha ricordato Pietrangeli: "Una delle pagine più belle dello sport italiano, eravamo amici dai tempi della segreteria generale del Coni con Mario Pescante presidente. In suo onore feci una cosa che probabilmente non si era mai fatta: gli intestai il campo Pietrangeli al Foro Italico, per quello che aveva fatto e per quello che rappresentava per lo sport italiano. Ha dato tutto quello che poteva dare per questa federazione. Le sue scaramucce con Panatta? Era il gioco delle parti, si volevano bene. Hanno vinto quella meravigliosa coppa Davis in Cile. Con il tennis di oggi non si possono fare paragoni, sono momenti diversi, concorrenze diverse. È tutto diverso. Certo, loro sono stati quelli storici".

Mattarella, il cordoglio per Pietrangeli

È arrivato anche il cordoglio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la scomparsa dell'ex tennista italiano Nicola Petrangeli: «Ho appreso la notizia della morte di Nicola Pietrangeli con autentico dispiacere. I suoi straordinari successi sportivi, la sua umana simpatia, gli hanno procurato l’affetto di tanti italiani, sportivi e non. Esprimo ai familiari cordoglio e sentimenti di vicinanza».

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Nicola Pietrangeli è morto. Il 2 volte campione al Roland Garros, primo italiano a conquistare trionfare in uno Slam, unico tennista azzurro nella Hall of Fame del tennis mondiale e leggenda del tennis tricolore, si è spento all’età di 92 anni - nel luglio 2025 aveva perso il figlio Giorgio, spentosi all'età di 59 anni - . Con 164 match, l'ex numero 3 al mondo, che a Parigi ha tironfato nel 1959 contro Ian Vermaak e nel 1960 contro Luis Ayala, si è guadagnato la fama di uomo della Coppa Davis, di cui detiene il primato di incontri disputati e successi conquistati in singolare (78-32) e doppio (42-12). Coppa che ha sollevato da capitano non giocatore nel 1976, quando l'Italia di Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Antonio ZugarelliCorrado Barazzutti sconfisse in finale il Cile per 4-1 - trionfo preceduto dal secondo posto delle edizioni del 1960 e 1961 - . Di quella finale, Pietrangeli ha sempre ricordato il peso diplomatico, con gli azzurri che scesero in campo a Santiago ignorando l'appello al boicottaggio lanciato dagli oppositori del dittatore Augusto Pinochet. A fianco di Orlando Sirola, scomparso nel 1995, ha formato la coppia più vincente di sempre nella specialità del torneo con 34 successi su 42. Non è passata inosservata la sua assenza tra le voci che dalle postazioni Rai che hanno raccontato il terzo trionfo consecutivo degli azzurri di Filippo Volandri. Un'assenza dovuta alle condizioni di salute condizionate dall'intervento chirurgico a cui si era sottoposto nel dicembre del 2024 per risolvere una frattura periprotesica all'anca. Il Coni ha inoltre deliberato per un momento di raccoglimento da rispettarsi in tutte le competizioni in programma fino a domenica 7 dicembre. Questa la nota del Comitato, rilanciata dunque anche dalla Figc: "Su invito del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, è stato disposto un momento di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma dalla giornata odierna e per l'intera settimana (compresi eventuali anticipi e posticipi) per onorare la memoria di Nicola Pietrangeli, icona del mondo del tennis scomparso oggi all'età di 92 anni".

Il comunicato della famiglia Pietrangeli

Questa la nota con cui la famiglia Pietrangeli ha annunciato la scomparsa della leggenda del tennis italiano: "La famiglia Pietrangeli annuncia con profondo dolore la scomparsa di Nicola Pietrangeli, venuto a mancare oggi, circondato dall'affetto dei suoi cari. Figura iconica dello sport italiano e internazionale, esempio di eleganza, talento e dedizione, ha segnato in modo indelebile la storia del tennis e ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. La sua passione, il suo spirito competitivo e la sua ironia rimarranno per sempre patrimonio di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di seguirlo e di amarlo.Nei prossimi giorni saranno comunicate le informazioni relative alle esequie e agli eventuali momenti pubblici di commemorazione. La famiglia desidera ringraziare sin d'ora quanti stanno esprimendo vicinanza e affetto, testimoniando ancora una volta quanto profonda e diffusa sia stata l'eredità sportiva e umana di Nicola Pietrangeli".

Camera ardente al Foro Italico

I funerali di Nicola Pietrangeli si terranno alle ore 15 di mercoledì 3 dicembre presso la Chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, Roma. Stando alle volontà espressa dallo stesso Pietrangeli alle soglia degli 80 anni, la famiglia ha scelto di allestire la camera ardente presso il campo del Foro Italico a lui intitolato, lo stesso giorno dalle ore 9 alle ore 14. "C'è il parcheggio, se piove ci si ripara nel sottopassaggio che porta agli altri campi e il funerale si rinvia al giorno dopo. Non voglio disturbare", aveva ironizzato 2 volte campione agli Internazionali.

La bacheca di Pietrangeli

Tra il 1957 e il 1964, al tempo in cui la graduatoria internazionale era di competenza dei giornalisti, l'uomo della Davis è stato stabilmente giudicato fra i 10 migliori tennisti al mondo. Nel suo curriculum, il bis agli Internazionali d'Italia nel 1957 contro Giuseppe Merlo e nel 1961 a Torino contro Rod Laver, i trionfi a Monte Carlo del 1961 contro Pierre Darmon, 1967 contro Martin Mulligan e 1968 contro Alex Metreveli, l'oro conquistato ai Giochi del Mediterraneo di Napoli del 1963 contro il 4 volte campione Salm Manuel Santana, i trionfi nel doppio e nel doppio misto del Roland Garros 1959 e 1958, la semifinale di Wimbledon del 1960 e il bronzo ai Giochi di Città del Messico, a cui si sommano le 32 finali perse tra cui le 2 del Roland Garros 1961 e 1964, quando in entrambe le occasioni si arrese a Santana. La bacheca di Pietrangeli conta 67 titoli complessivi di cui 48 titoli nel singolare. Una carriera che la leggenda del tennis italiano giudicava così: "Se mi fossi allenato di più, avrei vinto di più ma mi sarei divertito di meno". Campione più rappresentativo degli Internazionali di Roma, nel 2006 gli è stato intitolato il terzo campo più capiente del Foro Italico. "Quel campo non è il più grande né il più importante, ma è il più bello del mondo - ha detto Pietrangeli nel corso di una visita al torneo - . Non esiste niente del genere, e porta il mio nome. Qui ho giocato per la prima volta nel 1952, 70 anni fa. Ho vinto due volte, i romani mi chiedevano di vincere, ero costretto a vincere. Ho provato a spiegare che non è facile. Ogni anno questo è sempre migliore".

 

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