“Pietrangeli via in punta di piedi. Io, lui e Lea Pericoli davanti a quelle bottiglie di vino…”

L'ultimo saluto a Nicola al Foro Italico. Ad attenderlo anche il trofeo della Coppa Davis che ha vinto da capitano nel '76. Tutte le dicharazioni e i ricordi
“Pietrangeli via in punta di piedi. Io, lui e Lea Pericoli davanti a quelle bottiglie di vino…”© ANSA

Il feretro di Nicola Pietrangeli è arrivato poco prima delle 9 quando si è aperta la camera ardente nel campo a lui dedicato al Foro Italico. Ad attenderlo il trofeo della Coppa Davis che ha vinto da capitano nel '76, dei fiori bianco azzurri, un maxi schermo installato con le sue immagini e le note di Charles Aznavour. "Tutto come voleva lui - dice commosso il figlio Marco - Il posto e le musiche sono quelle". Poi ancora: "Sì è commosso per l'ultima Davis vinta, per lui indossare la maglia azzurra era importante". Mentre sulle condoglianze in forma privata di Sinner dice di "non aver guardato". Tra i primi a dare l'ultimo saluto a Pietrangeli c'è il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. "Va via la storia e le storie come le sue non muoiono mai - le parole del n.1 dello sport italiano -. Ci ha lasciato un messaggio del quale tutti dovremmo renderci conto".

Le parole di Carraro e Petrucci

Nicola Pietrangeli è stato "un grandissimo giocatore e penso che se avesse avuto gli stessi stimoli economici" del tennis di oggi "sarebbe stato ancora più forte". Così Franco Carraro, ex presidente del Coni e della Figc, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli. "Lui - ha spiegato - era dotatissimo, aveva un gran fisico ma la sua vera passione era giocare a calcio. Non dico che non si allenasse ma la sua concentrazione non era monomaniacalmente dedicata al tennis come avviene ormai" da tempo. "Questo stadio si doveva intitolare a lui, l'ho fatto volentieri". Lo ha detto invece Gianni Petrucci, oggi presidente Fip, presente alla camera ardente di Pietrangeli e che da n.1 del Coni fece intitolare il campo del Foro Italico all'ex campione di tennis. Per Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma, Pietrangeli "era un'icona di stile" e "anche le sue critiche dimostrano l'intelligenza della persona che resterà eterna". Tantissime poi le corone mandate, da quella della federazione tennis e padel a quella di Sport e Salute, fino allo stendardo della Lazio calcio. Davanti al feretro anche due racchette una di quando vinceva e l'altra con cui ha partecipato a Tennis&Friends.

Garbin: "Amava il tennis femminile"

"Amava il tennis femminile. Nei giorni in cui Jannik vinse il Next Gen, si parlava con Nicola e Lea Pericoli e lui diceva sempre che le donne dovevano fare le palle corte. Di consigli divertenti ne abbiamo sentiti tanti, lo ricordiamo con tanto amore". Queste le parole della capitana della Nazionale di Billie Jean King Cup, Tathiana Garbin, presente alla camera ardente di Nicola Pietrangeli. "Nicola è una persona straordinaria che ci ha lasciato un ricordo importante, non solo per la leggenda che era ma perché era una persona che sapeva portare sorriso anche nei momenti più difficili - ha aggiunto -. Come Lea Pericoli, Nicola ha portato tanta eleganza sportività. Oggi abbiamo degli idoli, dei ragazzi straordinari che portano degli esempi che fanno bene allo sport in generale".

 

 

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Binaghi: "Lui è stato il tennis italiano"

"Ha deciso di andare via in punta di piedi aspettando i due mesi più belli del tennis italiano": così Angelo Binaghi, presidente della Fitp, durante la camera ardente di Pietrangeli al Foro Italico. "A lui piaceva essere una voce fuori dal cuore - ha aggiunto -. I nostri ragazzi oggi non hanno avuto tempo di conoscere bene Nicola e apprezzarne i nostri valori com'è successo a noi, ma lui è stato il tennis italiano. Un ricordo? Ci frequentavamo di più quando perdevamo, i primi anni perdevano molto, quando non ci calcolava nessuno. Finivamo io, lui e Lea in un ristorante davanti a bottiglie di vino ed erano lezioni di vita, una cornice difficilmente dimenticabile". Presenti alla commemorazione anche alcuni dei tennisti con i quali ha vinto la Davis del '76 come Adriano Panatta e Tonino Zugarelli.

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Il feretro di Nicola Pietrangeli è arrivato poco prima delle 9 quando si è aperta la camera ardente nel campo a lui dedicato al Foro Italico. Ad attenderlo il trofeo della Coppa Davis che ha vinto da capitano nel '76, dei fiori bianco azzurri, un maxi schermo installato con le sue immagini e le note di Charles Aznavour. "Tutto come voleva lui - dice commosso il figlio Marco - Il posto e le musiche sono quelle". Poi ancora: "Sì è commosso per l'ultima Davis vinta, per lui indossare la maglia azzurra era importante". Mentre sulle condoglianze in forma privata di Sinner dice di "non aver guardato". Tra i primi a dare l'ultimo saluto a Pietrangeli c'è il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. "Va via la storia e le storie come le sue non muoiono mai - le parole del n.1 dello sport italiano -. Ci ha lasciato un messaggio del quale tutti dovremmo renderci conto".

Le parole di Carraro e Petrucci

Nicola Pietrangeli è stato "un grandissimo giocatore e penso che se avesse avuto gli stessi stimoli economici" del tennis di oggi "sarebbe stato ancora più forte". Così Franco Carraro, ex presidente del Coni e della Figc, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli. "Lui - ha spiegato - era dotatissimo, aveva un gran fisico ma la sua vera passione era giocare a calcio. Non dico che non si allenasse ma la sua concentrazione non era monomaniacalmente dedicata al tennis come avviene ormai" da tempo. "Questo stadio si doveva intitolare a lui, l'ho fatto volentieri". Lo ha detto invece Gianni Petrucci, oggi presidente Fip, presente alla camera ardente di Pietrangeli e che da n.1 del Coni fece intitolare il campo del Foro Italico all'ex campione di tennis. Per Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma, Pietrangeli "era un'icona di stile" e "anche le sue critiche dimostrano l'intelligenza della persona che resterà eterna". Tantissime poi le corone mandate, da quella della federazione tennis e padel a quella di Sport e Salute, fino allo stendardo della Lazio calcio. Davanti al feretro anche due racchette una di quando vinceva e l'altra con cui ha partecipato a Tennis&Friends.

Garbin: "Amava il tennis femminile"

"Amava il tennis femminile. Nei giorni in cui Jannik vinse il Next Gen, si parlava con Nicola e Lea Pericoli e lui diceva sempre che le donne dovevano fare le palle corte. Di consigli divertenti ne abbiamo sentiti tanti, lo ricordiamo con tanto amore". Queste le parole della capitana della Nazionale di Billie Jean King Cup, Tathiana Garbin, presente alla camera ardente di Nicola Pietrangeli. "Nicola è una persona straordinaria che ci ha lasciato un ricordo importante, non solo per la leggenda che era ma perché era una persona che sapeva portare sorriso anche nei momenti più difficili - ha aggiunto -. Come Lea Pericoli, Nicola ha portato tanta eleganza sportività. Oggi abbiamo degli idoli, dei ragazzi straordinari che portano degli esempi che fanno bene allo sport in generale".

 

 

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