Jannik Sinner non sarà tra i protagonisti della cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina. Dalla Fondazione negavano con forza la suggestione che potesse essere - a sorpresa - tra gli ultimi tedofori ma, si sa, in questi casi il tarlo rimane sempre. Invece Jannik proseguirà con il programma tracciato e lunedì ripartirà per Doha dove sarà protagonista dell’Atp 500, prossima tappa della sua stagione in attesa dei Master 1000 americani. Essendo Sinner per distacco lo sportivo italiano più famoso al mondo, la delusione è subito sfociata sui social anche perché per Milano Cortina Jannik in passato si era speso personalmente in qualità di Ambassador della squadra dei volontari per le Olimpiadi. Quel giorno, era il 9 settembre 2024, seduto al fianco di Giovanni Malagò disse: “Tedoforo per Milano Cortina? Mi piacerebbe ma sono domande a cui non possiamo ancora rispondere. Mi farebbe piacere fare parte in qualche modo delle Olimpiadi: lo sport mi ha dato davvero tanto e l’adrenalina che riesce a dare lo sci non l’ho trovata in nessun altra disciplina. In più ho una connessione molto profonda con le nostre montagne che mi danno una sensazione di libertà”. La promessa è rimasta lettera morta ma questo non vuol dire che Sinner non seguirà i giochi da telespettatore: è nota l’amicizia con Lindsey Vonn (i due hanno fatto qualche sciata insieme) nonché il rapporto nato proprio sulle piste anni fa e rinfocolato di recente con Giovanni Franzoni (“Ho messo la sveglia per vedere le sue gare” ha raccontato Sinner a Melbourne, come confermato dal discesista che confessò come Jannik gli abbia sempre scritto nei giorni in cui era a Kitzbühel dove ha domato la mitica Streif).
Quel legame di sangue con le terre dei Giochi
In più c’è il legame di sangue con le sue terre native - San Candido e Anterselva, dove si terranno le gare di Biathlon, sono divise da poco più di 20 km. In tal senso le parole pronunciate agli Australian Open sono state uno straordinario spot per quei territori: “Sono sicuro che ci sarà un’atmosfera incredibile. Ci sono tanti italiani in gara soprattutto del nostro Alto Adige, questo è bello perché noi siamo piccoli ma siamo conosciuti nei nostri sport. Sarà bello guardarle, quelle gare”. Quasi superfluo sottolineare come il filo che collega Sinner con il mondo olimpico fatichi ad annodarsi: a Tokyo non partecipò anche per le pressioni di Riccardo Piatti, allora suo allenatore e mentore, mentre a Parigi venne fermato da una tonsillite. L’appuntamento è rimandato a Los Angeles 2028, dove lo aspetta l’amato cemento americano.
