Ventitré volte Medvedev. L'ex numero 1 al mondo torna a trionafre grazie al forfait di Griekspoor alla finale del 500 di Dubai: l'olandese fermato da un problema muscolare al bicipite femorale che aveva già rischiato di compromettere la semifinale contro Rublev (ma comunque vinta per 7-5, 7-6). Un trionfo orfano di score, ma che si somma a quello di Brisbane e che riaccende i riflettori sulla carriera di uno dei protagonisti più provati dalla crisi di risultati che ha interessato i primi Next Gen, quelli chiamati ad ereditare la rivalità dei Big Four (tra cui lo stesso Rublev) ma che hanno poi finito per soccombere alla crisi di nervi provocata dal duopolio Sinner-Alcaraz. Non è improprio ritenere infatti come il crollo del campione allo Us Open 2021 e tre volte finalista all'Australian Open, sia iniziato proprio con il ko contro l'altoatesino, che nel 2024 a Melbourne si aggiudicò il suo primo Slam inaugurando un'era in cui non ci sarebbe stato spazio per terzi incomodi oltre il rivale spagnolo. Ora, Medvedev può finalmente alzare le braccia al cielo e chissà, ritrovare quella tenuta mentale che negli ultimi due anni ha lasciato spazio ad eclatanti sfuriate, alcune delle quali rimaste indimenticate. Chissà se il circuito maggiore ritroverà inoltre quel talento sopraffino che lasciava presagire una carriera pirotecnica, e che ha conosciuto anche il trionfo alle Finals del 2020 e in Coppa Davis nel 2021.
La bacheca di Medvedev
- 2018, Sydney (250)
- 2018, Winston-Salem (250)
- 2018, Tokyo (500)
- 2019, Sofia (250)
- 2019, Cincinnati
- 2019, San Pietroburgo (250)
- 2019, Shanghai
- 2020, Parigi-Bercy
- 2020, Finals di Londra
- 2021, Marsiglia (250)
- 2021, Calvià (250)
- 2021, Toronto
- 2021, US Open
- 2022, Los Cabos (250)
- 2022, Vienna (500)
- 2023, Rotterdam (500)
- 2023, Doha (250)
- 2023, Dubai (500)
- 2023, Miami
- 2023, Internazionali d'Italia
- 2025, Almaty (250)
- 2026, Brisbane (250)
- 2026, Dubai (500)