© EPASubito sotto di un break, Jannik Sinner risponde alla grande e in appena un’ora e 13 minuti di gioco batte il canadese Denis Shapovalov con il punteggio di 6-3 6-2 conquistando il pass per gli ottavi di finale di Indian Wells, primo Masters 1000 della stagione in corso di svolgimento sul cemento californiano dell'Indian Wells Tennis Garden (montepremi di 9.415.725 dollari). Al termine della sfida, il numero 2 al mondo commenta così l’incontro dal campo: “Non è stato un terzo turno facile per me. Denis è mancino, e già questo complica la partita, poi è un giocatore di grande qualità che ha ottenuto grandi successi ed è in forma. Ho iniziato male, subito sotto di un break, ma sono contento di come ho gestito la situazione e di come ho alzato il livello. Apprezzo questi momenti, è bello poter giocare in uno stadio come questo Centrale. Abbiamo lavorato tanto, siamo stati in campo molte ore nell'ultima settimana e mezza. Sono soddisfatto del lavoro che stiamo cercando di fare, proviamo a trasferire quanto facciamo in partita. Vediamo che succederà al prossimo turno”.
Sinner e la vita da tennista
In conferenza stampa, poi, l’altoatesino parla dei pro e dei contro della vita da tennista: "Viviamo una vita bellissima. Vediamo tantissimi posti fantastici. Ovviamente, facendolo anno dopo anno, si torna sempre negli stessi luoghi, quindi già prima sai quali ti piacciono un po’ di più e quali ti piacciono leggermente meno - continua -. La nostra è anche una vita molto sicura. Io mi trovo in una posizione molto fortunata: posso viaggiare anche con tante persone. Qui, per esempio, ho un paio di amici, e questo mi aiuta tantissimo. Mi piace giocare a tennis, mi piace passare tempo con le persone che amo, condividere bei momenti con il team. Questo è il mio modo di essere. Quello che mi piace meno? Le attività con i media, le faccio ma non sono il tipo di persona che vuole o ha bisogno di mettermi in mostra”.
Sinner sullo shot clock
Dopo il match vinto contro Dimitrov, Carlos Alcaraz si era lamentato dello shot clock, il cronometro con cui gli arbitri controllano se un giocatore impiega più dei 25 secondi concessi dal regolamento per riprendere il gioco alla fine di un punto, commentando: “Gli arbitri più severi nell'applicare questa regola non capiscono niente di tennis”. Chiamato a esprimersi sull’argomento il 24enne di San Candido spiega: “Soprattutto dopo scambi lunghi o se concludi il punto lontano da dove dovrai iniziare il successivo, a volte devi semplicemente affrettarti un po’. Ma questa è la regola, ed è la stessa per tutti. Al momento ci sono situazioni in cui superi lo shot clock di qualche secondo, cosa che a volte è normale, ma cerco di rimanere entro i 25 e qualche volta devo accorciare la mia routine prima di servire perché andrei oltre il tempo consentito".
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