Alcaraz mostruoso: commuove Dimitrov. Darderi, ko e autogol

Dopo un supercolpo di Carlos il bulgaro gli stringe la mano. L'azzurro out al 3° set con Hijikata: chiede sul match point “disturbo” dagli spalti ma l’arbitro non glielo dà

Tennis dominato da agenti esterni. Non segreti. L’intelligence, nel nostro caso, è naturale. L’umidità a Melbourne, il caldo a Doha, il vento a Indian Wells. Fischia il vento, infuria lo strafalcione. “E non c’è bisogno di un meteorologo per sapere da che parte tira”, cantava Dylan (“Subterranean Homesick Blues”). Da quella di Alcaraz, al momento. Capace di impressionare lo stesso Dimitrov, che al termine di uno scambio ai limiti del possibile, chiuso da un dritto dello spagnolo che fende i vortici come se niente fosse, va a stringergli la mano, quasi commosso. L’eredità di Federer è in buone mani, e il bulgaro – a lungo accreditato di esserne l’unico discendente – spera in cuor suo di aver fatto da tramite. Chissà… Secondo turno (di fatto il primo per il Numero Uno) mai facile contro uno come Dimitrov, ma Alcaraz sembra nella forma di Melbourne, anzi meglio, quella di Doha. Aria rilassata, grandi sorrisi, ingiocabile per il momento. Vietato disturbare il conducente… "Condizioni difficili, e sui colpi di Dimitrov, ancora di più", dice. "Mi sono preoccupato di assestarmi bene a fondo campo, ho adattato il mio gioco ed evitato rischi inutili". Saggio. Sempre di più… Tredicesima vittoria consecutiva in questa stagione, l’unico ancora imbattuto. Ora è atteso dal francese Rinderknech, già battuto (con qualche affanno, per la verità) a Doha.

Punto contestato

Fa discutere invece la stramba conclusione del match di Darderi. Finale polemico di un match che Rinky Hijikata, nato a Sydney da genitori giapponesi, "ha giocato bene, soprattutto nel terzo set", a detta dello stesso italo-argentino. Succede, sul match point, che Darderi rinunci a proseguire lo scambio per aver sentito un “out” giungere dagli spalti, su una volée dell’australiano finita a un millimetro dalla riga. Darderi si ferma, alza il braccio per avvertire di essere stato disturbato, l’arbitro ferma il gioco e chiama “hindrance”, cioè la possibile interferenza. Poi chiede di rivedere le immagini del punto, e assegna la vittoria a Hijikata. Luli cerca di spiegarsi… Lo sa anche lui che la palla era buona, tant’è che in qualche modo l’ha giocata. Non si tratta di questo, ma del fatto che l’out giunto dagli spalti lo abbia disturbato in un momento decisivo del match. Niente da fare.

E la classifica...

Hijikata – oggi numero 117 Atp, l’anno scorso 62 ¬– ha estratto il break vincente nel quinto game del terzo set, e non l’ha più mollato. In conferenza stampa Darderi ha evitato toni accesi: «Penso vi sia stata una valutazione sbagliata, ma Rinky ha comunque meritato. Io ho giocato bene il primo set, ho ottenuto il break nel sesto game e non ho avuto problemi ad arrivare in fondo, ma nel secondo set non mi sono sentito bene. Sono andato in bagno, ho vomitato… Nel terzo un po’ mi sono ripreso, ma non ero davvero nelle migliori condizioni». Gira un po’ d’influenza tra i tennisti, in questo torneo. Darderi sperava in un torneo più lungo. Le classifiche “live” gli assegnano al momento il 18° posto in classifica. La possibilità di finire tra i primi 20 rimane concreta, ma saranno i prossimi turni a stabilirlo, e dietro lo incalzano Cerundolo e Tiafoe.

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