"Tenetelo d'occhio, farà parlare": Tien, chi è l'avversario di Sinner dopo Fonseca

Il campione azzurro ritrova ai quarti il campione Next Gen 2025 già sconfitto in finale a Pechino

L’ultima immagine dei due risale all’ottobre scorso. Siamo a Pechino, al termine di una finale già stramba di suo, molto silenziosa, come forse è giusto attendersi tra un montanaro abituato all’aria tersa delle vette più alte, dove anche solo uno starnuto somiglia a un frastuono, e un vietnamita americano di prima generazione, nato a Irvine, la città dei 500 chilometri di pista ciclabile, cresciuta nello slogan inequivocabile di tutti i ciclisti: zitto e pedala! Ricordo di quel match, finito con un doppio 6-2 a favore di Sinner, più che gli scambi, le occhiate con cui i due comunicavano. Su un punto chiuso da Sinner con un colpo pregiato, che Tien sembrò apprezzare in modo particolare, il vietnamita d’America fissò Jannik negli occhi e chinò la testa di lato. Sinner ringraziò con un cenno del capo. L’importante è capirsi… Poi la festa finale, con i premi extralarge che i cinesi amano di più.

Tien, quelle parole di Sinner...

A Tien un piatto in argento così grande sul quale avrebbe potuto fare lui da portata principale, a Sinner una coppa larga più delle sue spalle. Si ritrovano oggi, l’apprendista e il peccatore, e Learner è diventato esattamente ciò che Sinner aveva previsto: “Tenetelo d’occhio, è un ragazzo che crescerà molto e farà parlare di sé”. La crescita c’è stata, non in centimetri, ma nei colpi, e nel senso tattico che Tien dà ai suoi match. Gli scacchi sono sempre piaciuti molto ai vietnamiti… “Sono atteso da un match durissimo, una grande sfida per me. Sinner, quando è in forma, colpisce la palla in un modo, che quasi ti fa saltare di mano la racchetta. Ma sono questi i match per i quali vale la pena giocare a tennis”.

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"Le vittorie sono come un bonus"

Viene da due faticosi successi. Shelton, tre set allo spasimo, poi Davidovich Fokina, una corsa a inseguimento con due match point salvati. “Non stavo granché, ci sono giornate nelle quali non tutto fila liscio, e contro Alejandro è stata una di queste. Ma ho accettato di giocarmela... Sul primo match point ho avuto fortuna, mi è entrato un vincente che è andato oltre le mie intenzioni. Sul secondo ho trovato un buon servizio. Poi mi sono sentito più libero, più rilassato, e lì ho dato il meglio di me”. Indian Wells è sempre stato il suo torneo. “Quando gioco sul Centrale, mi capita di guardare in direzione del posto in cui da piccolo mi portava mio padre, quasi cercassi me stesso. È un torneo speciale, che amo moltissimo. Essere qui, davanti a questo pubblico, era il mio sogno. Ed è quello che conta di più. Le vittorie? Le vivo quasi come un bonus”. La felicità è esserci. Tien, numero 27 Atp con un best ranking a 24 (ma le classifiche live di ieri lo propongono già al numero 21), segue le orme di Micheal Chang, il suo coach. Poche parole, schemi fitti di colpi e una banana ai cambi di campo.

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L’ultima immagine dei due risale all’ottobre scorso. Siamo a Pechino, al termine di una finale già stramba di suo, molto silenziosa, come forse è giusto attendersi tra un montanaro abituato all’aria tersa delle vette più alte, dove anche solo uno starnuto somiglia a un frastuono, e un vietnamita americano di prima generazione, nato a Irvine, la città dei 500 chilometri di pista ciclabile, cresciuta nello slogan inequivocabile di tutti i ciclisti: zitto e pedala! Ricordo di quel match, finito con un doppio 6-2 a favore di Sinner, più che gli scambi, le occhiate con cui i due comunicavano. Su un punto chiuso da Sinner con un colpo pregiato, che Tien sembrò apprezzare in modo particolare, il vietnamita d’America fissò Jannik negli occhi e chinò la testa di lato. Sinner ringraziò con un cenno del capo. L’importante è capirsi… Poi la festa finale, con i premi extralarge che i cinesi amano di più.

Tien, quelle parole di Sinner...

A Tien un piatto in argento così grande sul quale avrebbe potuto fare lui da portata principale, a Sinner una coppa larga più delle sue spalle. Si ritrovano oggi, l’apprendista e il peccatore, e Learner è diventato esattamente ciò che Sinner aveva previsto: “Tenetelo d’occhio, è un ragazzo che crescerà molto e farà parlare di sé”. La crescita c’è stata, non in centimetri, ma nei colpi, e nel senso tattico che Tien dà ai suoi match. Gli scacchi sono sempre piaciuti molto ai vietnamiti… “Sono atteso da un match durissimo, una grande sfida per me. Sinner, quando è in forma, colpisce la palla in un modo, che quasi ti fa saltare di mano la racchetta. Ma sono questi i match per i quali vale la pena giocare a tennis”.

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"Le vittorie sono come un bonus"