La regola del frullatore, nel tennis, non è esattamente quella che intendono a Roma, quando osservano uno che si è sistemato i capelli arruffandoli, o non se li è pettinati affatto. Lo sberleffo che viene dal «ma che te sei pettinato cor frullatore?», tipico agli stop dei semafori nei confronti dei motociclisti che girano senza casco, assume nel nostro sport connotati genetici, e dunque costitutivi e strutturali, in senso evoluzionistico intendo, cioè in grado di porre le fondamenta di nuovi campioni futuri. Se è vero quello che va asserendo Brad Gilbert, che fu tecnico e coach decisamente più abile del tennista che vedevo negli anni Settanta, buona parte dei problemi futuri, relativi alla formazione dei migliori talenti della racchetta, sarebbe risolta. È convinto, Brad che inserendo nel frullatore due parti di Djokovic e due di Agassi, e facendolo roteare alla massima velocità, il risultato finale sarebbe un frappé di Sinner. Agitato e non mescolato, alla maniera del Vesper cocktail di James Bond. Servito freddo, con due olive, in un calice di cristallo molto “à godet”, et voilà… Mi chiamo Sinner, Jannik Sinner!
"Sinner divertente"
«Ragazzo divertente», dice di lui Reilly Opelka, due metri e otto di dichiarata affabilità sempre in bilico con l’esigenza di dire le cose come stanno. Esperto di prime palle di servizio e di moda, al punto da indossare un outfit che costa tre volte il prezzo degli altri. «Lo conosco da quando aveva sedici anni, e non è mai cambiato di un millimetro. Vince dappertutto e le vittorie gli scorrono via, mai un gesto, una parola, per ricordarle o farle pesare. Ragazzo dolcissimo. Anche Alcaraz, è assai simile. I primi due che ti vengono a salutare quando arrivi in un torneo». E poi ti battono… Cosa che Opelka sa perfettamente, ma non è questo il punto. Piuttosto, che cosa sia stato messo nel frullatore per dare vita al frappé Alcaraz… Tre parti di Federer e una di Nadal? Possibile. Ma se le cose stanno così, che ci vorrà mai a ottenere il terzo incomodo che tutti andiamo cercando? «Non c’è dubbio che se ce ne fosse un altro al loro livello», ha dichiarato Darren Cahill, «il tennis di vertice avrebbe un’altra configurazione, e godremmo di uno spettacolo entusiasmante». E allora, dai di frullatore, Darren…
