A farne soltanto una questione di numeri, la sfida tra Alcaraz e Sinner non lascia tranquilli. Il rischio, senza nemmeno alimentarlo di troppe considerazioni a margine, è quello di finire nel mare magnum, e procelloso assai, delle molteplici interpretazioni offerte dalla numerologia, che è pratica esoterica con un nome da scienza. Essa, come si sa, interpreta il significato simbolico dei numeri relazionandoli alla vita di noi poveri fessi. Ora, va da sé, che un Numero Uno e un Numero Due compongano il Numero Tre, che nella “numerologia cristiana” è il numero perfetto, con il suo multiplo più diretto, tre volte tre, e cioè nove, considerato la quintessenza della perfezione. Numeri divini, proprio per la loro immacolata assenza di difetti, tranne uno, che deriva dal contrario del 9. Se lo rivoltate, infatti, diventa 6. Cioè l’opposto della perfezione, dunque il male e chiunque lo rappresenti. Torniamo a noi, e al torneo di Montecarlo, Masters 1000 numero 3 della stagione, che vive la sua inconsapevole vigilia nell’attesa (comune a tutti i tornei) di poter godere di una finale fra i numeri uno e due della classifica, garanti della perfezione tennistica – insieme stilistica e anche numerologica – al punto da apparire, insieme, lo yin e lo yang del tennis, le due perfette metà opposte che chiudono il cerchio.
Torneo e lotta in classifica
Non si batteranno solo per la vittoria (lo spagnolo ha vinto 8 Masters 1000, l’italiano 7) ma anche per il sorpasso in classifica. Lunedì prossimo, Alcaraz scalerà i mille punti del successo di un anno fa e il proprio vantaggio su Sinner si ridurrà a 190 punti. Erano distanti più di tremila dopo gli Australian Open, ribaditi dalla conquista di Alcaraz a Doha, poi Sinner ha capovolto la situazione, ha vinto il Sunshine Double e si è avvicinato al vertice, fino agli attuali 1190 punti, che stanno per diventare, come si è detto, mille di meno. Ma c’è di più… Alcaraz proprio lunedì raggiungerà Sinner nel numero delle settimane di leadership. Tenetevi forte… Saranno 66 per ognuno. Come dire che domenica 12 aprile (1+2 fa 3, ma 12 diviso i due contendenti fa 6) se Carletto e Giannik dovessero raggiungere la finale, è probabile che sulla panca del giudice arbitro sarà assiso Belzebù. Del resto, non l’ha inventato lui il tennis? Vediamola dunque la strada che i due contendenti dovranno percorrere. Alcaraz in secondo turno avrà uno fra Baez e Wawrinka. Tutti sperano in Stanimal, nickname che gli appiccicò Federer, quando Wawrinka (41 anni compiuti il 28 marzo scorso) vinceva a Montecarlo.
