Sinner-Alcaraz, duello infinito: in palio il titolo a Montecarlo e il numero 1 della classifica Atp

Il tabellone di Montecarlo propone a Jannik gli specialisti del rosso. Con Zverev (o Medvedev) possibile scoglio nella semifinale. Dalla parte di Carlos il trio Musetti, Cobolli, Darderi. Lorenzo, molto atteso al rientro, difende la finale dello scorso anno contro lo spagnolo

A farne soltanto una questione di numeri, la sfida tra Alcaraz e Sinner non lascia tranquilli. Il rischio, senza nemmeno alimentarlo di troppe considerazioni a margine, è quello di finire nel mare magnum, e procelloso assai, delle molteplici interpretazioni offerte dalla numerologia, che è pratica esoterica con un nome da scienza. Essa, come si sa, interpreta il significato simbolico dei numeri relazionandoli alla vita di noi poveri fessi. Ora, va da sé, che un Numero Uno e un Numero Due compongano il Numero Tre, che nella “numerologia cristiana” è il numero perfetto, con il suo multiplo più diretto, tre volte tre, e cioè nove, considerato la quintessenza della perfezione. Numeri divini, proprio per la loro immacolata assenza di difetti, tranne uno, che deriva dal contrario del 9. Se lo rivoltate, infatti, diventa 6. Cioè l’opposto della perfezione, dunque il male e chiunque lo rappresenti. Torniamo a noi, e al torneo di Montecarlo, Masters 1000 numero 3 della stagione, che vive la sua inconsapevole vigilia nell’attesa (comune a tutti i tornei) di poter godere di una finale fra i numeri uno e due della classifica, garanti della perfezione tennistica – insieme stilistica e anche numerologica – al punto da apparire, insieme, lo yin e lo yang del tennis, le due perfette metà opposte che chiudono il cerchio.

Il ranking Atp aggiornato

Torneo e lotta in classifica

Non si batteranno solo per la vittoria (lo spagnolo ha vinto 8 Masters 1000, l’italiano 7) ma anche per il sorpasso in classifica. Lunedì prossimo, Alcaraz scalerà i mille punti del successo di un anno fa e il proprio vantaggio su Sinner si ridurrà a 190 punti. Erano distanti più di tremila dopo gli Australian Open, ribaditi dalla conquista di Alcaraz a Doha, poi Sinner ha capovolto la situazione, ha vinto il Sunshine Double e si è avvicinato al vertice, fino agli attuali 1190 punti, che stanno per diventare, come si è detto, mille di meno. Ma c’è di più… Alcaraz proprio lunedì raggiungerà Sinner nel numero delle settimane di leadership. Tenetevi forte… Saranno 66 per ognuno. Come dire che domenica 12 aprile (1+2 fa 3, ma 12 diviso i due contendenti fa 6) se Carletto e Giannik dovessero raggiungere la finale, è probabile che sulla panca del giudice arbitro sarà assiso Belzebù. Del resto, non l’ha inventato lui il tennis? Vediamola dunque la strada che i due contendenti dovranno percorrere. Alcaraz in secondo turno avrà uno fra Baez e Wawrinka. Tutti sperano in Stanimal, nickname che gli appiccicò Federer, quando Wawrinka (41 anni compiuti il 28 marzo scorso) vinceva a Montecarlo.

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Il possibile cammino di Alcaraz

Era il 2014, l’anno in cui Stan the Man, fece suo il primo Slam battendo Nadal a Melbourne, e poco dopo anche il primo Masters 1000, in finale sullo stesso Federer. Ma erano altri tempi, e di recente, in questa stagione che chiuderà la carriera di Stan, è giunta una sconfitta che non promette granché, a Napoli, in primo turno contro il numero 330 Martineau. Il terzo turno di Carlitos uscirà dalle sfide tra Etcheverry-Dimitrov e Atmane-Tiafoe. Sul rosso, l’argentino Etcheverry sembra il favorito. Mentre per i quarti Lehecka, finalista a Miami, si fa preferire a Bublik. In semifinale può esserci spazio per Musetti, finalista un anno fa, che ha preferito evitare Miami per curare al meglio il fisico ammaccato dalla semifinale “quasi vinta” con Djokovic a Melbourne. Un lungo stop, poi il tentativo di ritrovarsi sul cemento di Indian Wells, fallito per mano e racchetta di Fucsovics. In pratica, da Melbourne a oggi Musetti ha giocato un solo match. Difficile dire come stia. Magari bene, ma certo gli mancheranno match e fiducia. Avrà da vedersela con Vacherot (se batterà lo scomodo Majchrzak), che sui campi del torneo ci vive, e ha colpi (servizio, dritto) che fanno male. Poi, Mensik o Darderi. E dopo Cobolli (che apre con un qualificato poi trova Shapovalov) o De Minaur (subito contro Norrie o Kecmanovic).

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Sta peggio Sinner

Logica vuole che se non sarà Musetti ad affrontare Alcaraz, toccherà a De Minaur o Cobolli. Si vedrà. Sta peggio Sinner. L’avvio è tutto francese contro Humbert o Kouame, opposti in un derby che non è escluso possa consegnare a Jannik il diciassettenne cresciuto nella banlieu parigina che si è fatto conoscere a Miami raggiungendo il secondo turno. Numero 328 in classifica, Moise Kouame, molto ben dotato di gambe e di colpi, ha già scatenato il tifo dei francesi, che lo vedono destinato, in breve tempo, a uno dei primi dieci posti in classifica. In terzo turno Cerundolo, pericoloso sulla terra rossa. Nei quarti Ruud o Auger-Aliassime, per una semifinale con Medvedev (che potrebbe incrociare Berrettini al secondo turno) o Zverev, che è sempre più convinto (e lo dice) di essere ormai a un passo dall’aggancio ai primi due. Ma chissà che ne pensa Belzebù…

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A farne soltanto una questione di numeri, la sfida tra Alcaraz e Sinner non lascia tranquilli. Il rischio, senza nemmeno alimentarlo di troppe considerazioni a margine, è quello di finire nel mare magnum, e procelloso assai, delle molteplici interpretazioni offerte dalla numerologia, che è pratica esoterica con un nome da scienza. Essa, come si sa, interpreta il significato simbolico dei numeri relazionandoli alla vita di noi poveri fessi. Ora, va da sé, che un Numero Uno e un Numero Due compongano il Numero Tre, che nella “numerologia cristiana” è il numero perfetto, con il suo multiplo più diretto, tre volte tre, e cioè nove, considerato la quintessenza della perfezione. Numeri divini, proprio per la loro immacolata assenza di difetti, tranne uno, che deriva dal contrario del 9. Se lo rivoltate, infatti, diventa 6. Cioè l’opposto della perfezione, dunque il male e chiunque lo rappresenti. Torniamo a noi, e al torneo di Montecarlo, Masters 1000 numero 3 della stagione, che vive la sua inconsapevole vigilia nell’attesa (comune a tutti i tornei) di poter godere di una finale fra i numeri uno e due della classifica, garanti della perfezione tennistica – insieme stilistica e anche numerologica – al punto da apparire, insieme, lo yin e lo yang del tennis, le due perfette metà opposte che chiudono il cerchio.

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Torneo e lotta in classifica

Non si batteranno solo per la vittoria (lo spagnolo ha vinto 8 Masters 1000, l’italiano 7) ma anche per il sorpasso in classifica. Lunedì prossimo, Alcaraz scalerà i mille punti del successo di un anno fa e il proprio vantaggio su Sinner si ridurrà a 190 punti. Erano distanti più di tremila dopo gli Australian Open, ribaditi dalla conquista di Alcaraz a Doha, poi Sinner ha capovolto la situazione, ha vinto il Sunshine Double e si è avvicinato al vertice, fino agli attuali 1190 punti, che stanno per diventare, come si è detto, mille di meno. Ma c’è di più… Alcaraz proprio lunedì raggiungerà Sinner nel numero delle settimane di leadership. Tenetevi forte… Saranno 66 per ognuno. Come dire che domenica 12 aprile (1+2 fa 3, ma 12 diviso i due contendenti fa 6) se Carletto e Giannik dovessero raggiungere la finale, è probabile che sulla panca del giudice arbitro sarà assiso Belzebù. Del resto, non l’ha inventato lui il tennis? Vediamola dunque la strada che i due contendenti dovranno percorrere. Alcaraz in secondo turno avrà uno fra Baez e Wawrinka. Tutti sperano in Stanimal, nickname che gli appiccicò Federer, quando Wawrinka (41 anni compiuti il 28 marzo scorso) vinceva a Montecarlo.

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Sinner-Alcaraz, duello infinito: in palio il titolo a Montecarlo e il numero 1 della classifica Atp
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