Sinner-Alcaraz, una poltrona per due: Jannik e Carlos in pressing e da qui al Roland Garros…

L'azzurro davanti a Bolt sprinta ovunque, anche a rete: "Considero ogni partita in più come un bonus. L’obiettivo è Parigi". Lo spagnolo: "Presto perderò il n.1"

Sinner lascia tre game a Humbert, Alcaraz uno in più a Baez. La sfida comincia da qui, nello sfoggio di muscoli e abilità, e nelle rispettive doti di pianificare un avvio di torneo che non si palesava tra i più difficili, ma che sarebbe bastato un niente per rendere disagevole. La finale appare ancora lontana, quattro turni più in là, con tutto il compendio di classifiche che s’intrecciano e possono cambiare una volta di più il volto del tennis. Ma a farla sentire a un passo è l’attesa degli appassionati, che a Montecarlo sono italiani, in maggioranza. Sono loro a volere la prima finale “vista mare” della stagione con il Numero Uno in palio. Dunque, alla fine, si va di corsa, che è pure un modo per onorare Usain Lightning Bolt, il fulmine da 9”58 sui cento metri e da 19”19 sui 200, che prima si gusta Sinner, il re della pasta, poi non rinuncia al dolce, Alcaraz. Poco più di due ore per i due match d’apertura, secondo turno del torneo. Qui più bravo Sinner che spedisce Humbert negli spogliatoi in un’ora e 4 minuti, con un bagel (il sei a zero, per gli americani) sul groppone, mentre Alcaraz concede a Baez una breve rimonta nel secondo set (ah, benedetti passaggi a vuoto) e chiude in un’ora e 9 minuti.

A velocità meglio Carlos

Quanto a velocità di palla, però, meglio lo spagnolo, che nel primo set (2-0, 30 pari, servizio Baez) chiude uno scambio lungo e ben partecipato dall’argentino, esplodendo un proiettile con il dritto che pizzica la riga alla velocità canaglia (da multa per eccesso di velocità e ritiro della patente) di 184 chilometri orari, ben oltre quella di certe prime di servizio che si vedono in giro. Ma se lo spagnolo qualcosa concede, Sinner è un muro di pietra. Problemi di transizione nel passaggio dal cemento alla terra rossa? Risolti facilmente, nel solito schema fondato sulla regola del quattro. Che sono i game… Quattro in avvio per capire chi ha di fronte (2-2), altri quattro per prendere il largo (5-3), quattro per chiudere il primo (6-3) e preparare la strada per il secondo (3-0). E così, si torna a far di conto. Alcaraz è alla quattordicesima vittoria consecutiva sulla terra rossa (6 a Roma, 7 a Parigi, una a Montecarlo), Sinner continua sulla strada dei record, che da ieri segna 18 vittorie consecutive nei Masters 1000 (5 a Parigi Defense, 6 a Indian Wells, 6 a Miami e una a Montecarlo) tutte ottenute in due set, per un totale di 36 set immacolati. Se si pensa che il precedente record apparteneva a Djokovic con 24 set, non è difficile stabilire la portata di ciò che sta facendo Sinner. E c’è anche chi mi consiglia, come un amico che si fa chiamare Polpo, di non dimenticare i 5 successi in due set guadagnati alle Finals…

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis

Le parole di Sinner

«I punteggi finali non sempre spiegano le sensazioni che si provano in partita», avverte Sinner. «Humbert è stato un ottimo avversario, difficile perché mancino e diverso dagli altri. Gioca piatto, i suoi colpi si sentono. Dunque, sono contento di questo primo match sulla terra rossa, dopo i mesi sul cemento. C’è molto da fare, qualcosa da rivedere, sto cercando le giocate giuste e sono attento ai progressi che faccio in campo. Devo capire quanta distanza copro scivolando sulla terra, in modo da prendere al meglio le misure sui miei colpi». Continua, ma sullo stesso cliché: «La transizione dal cemento alla terra non è mai facile, impone attenzioni particolari. Qui è terra molto simile a quella di Parigi, spesso diversa da un giorno all’altro, per via dell’umidità. Occorre tempo e capacità di adattamento. La cosa più importante è la mentalità. Sto provando a restare calmo, positivo, per controllare quello che posso fare su questa superficie, le traiettorie da usare. Ma non sono qui con particolari speranze, tranne quella di giocare più match possibile. Considero ogni partita in più come un bonus, e quello che viene viene».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis

Alcaraz: "Presto perderò il numero 1"

Intanto è arrivato un abbraccio forte da parte di Usain Bolt… «Fa piacere giocare davanti a campioni come lui, sentire che sono interessati... Sono personaggi che hanno fatto la storia dello sport, ed è giusto che io provi per loro quel rispetto che si sono meritati. Per quanto mi riguarda, sto facendo il mio percorso, che è cominciato non troppo tempo fa». Come dire che paragoni e accostamenti non sono ammessi. Ad Alcaraz chiedono quali sensazioni abbia sulla sfida per la classifica. «Ci penso senza darle troppa importanza», risponde, «sapevo che Sinner si sarebbe ritrovato presto, dopo la sconfitta a Melbourne, e così è stato. Viene da vittorie importanti, si è avvicinato molto, ma tutto fa parte del gioco. Presto perderò il n.1 del ranking, non so se in questo o nel prossimo torneo. L’unica cosa che conta è giocare al meglio, poi vedremo che cosa accadrà in classifica. Sono sicuro però che sarà per entrambi una stagione importante sulla terra rossa. Se Jannik ha scelto di giocare Montecarlo dopo le vittorie americane, è perché si sente bene. Sappiamo che prima o poi ci dovremo incontrare. Cerchiamo entrambi di fare del nostro meglio. Io, per esempio, non credevo di iniziare così bene. Il livello è già alto, e questo mi fa ben sperare». Prossimi avversari, Etcheverry o Atmane per Alcaraz, Cerundolo o Machac per Sinner.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis

Sinner lascia tre game a Humbert, Alcaraz uno in più a Baez. La sfida comincia da qui, nello sfoggio di muscoli e abilità, e nelle rispettive doti di pianificare un avvio di torneo che non si palesava tra i più difficili, ma che sarebbe bastato un niente per rendere disagevole. La finale appare ancora lontana, quattro turni più in là, con tutto il compendio di classifiche che s’intrecciano e possono cambiare una volta di più il volto del tennis. Ma a farla sentire a un passo è l’attesa degli appassionati, che a Montecarlo sono italiani, in maggioranza. Sono loro a volere la prima finale “vista mare” della stagione con il Numero Uno in palio. Dunque, alla fine, si va di corsa, che è pure un modo per onorare Usain Lightning Bolt, il fulmine da 9”58 sui cento metri e da 19”19 sui 200, che prima si gusta Sinner, il re della pasta, poi non rinuncia al dolce, Alcaraz. Poco più di due ore per i due match d’apertura, secondo turno del torneo. Qui più bravo Sinner che spedisce Humbert negli spogliatoi in un’ora e 4 minuti, con un bagel (il sei a zero, per gli americani) sul groppone, mentre Alcaraz concede a Baez una breve rimonta nel secondo set (ah, benedetti passaggi a vuoto) e chiude in un’ora e 9 minuti.

A velocità meglio Carlos

Quanto a velocità di palla, però, meglio lo spagnolo, che nel primo set (2-0, 30 pari, servizio Baez) chiude uno scambio lungo e ben partecipato dall’argentino, esplodendo un proiettile con il dritto che pizzica la riga alla velocità canaglia (da multa per eccesso di velocità e ritiro della patente) di 184 chilometri orari, ben oltre quella di certe prime di servizio che si vedono in giro. Ma se lo spagnolo qualcosa concede, Sinner è un muro di pietra. Problemi di transizione nel passaggio dal cemento alla terra rossa? Risolti facilmente, nel solito schema fondato sulla regola del quattro. Che sono i game… Quattro in avvio per capire chi ha di fronte (2-2), altri quattro per prendere il largo (5-3), quattro per chiudere il primo (6-3) e preparare la strada per il secondo (3-0). E così, si torna a far di conto. Alcaraz è alla quattordicesima vittoria consecutiva sulla terra rossa (6 a Roma, 7 a Parigi, una a Montecarlo), Sinner continua sulla strada dei record, che da ieri segna 18 vittorie consecutive nei Masters 1000 (5 a Parigi Defense, 6 a Indian Wells, 6 a Miami e una a Montecarlo) tutte ottenute in due set, per un totale di 36 set immacolati. Se si pensa che il precedente record apparteneva a Djokovic con 24 set, non è difficile stabilire la portata di ciò che sta facendo Sinner. E c’è anche chi mi consiglia, come un amico che si fa chiamare Polpo, di non dimenticare i 5 successi in due set guadagnati alle Finals…

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis
1
Sinner-Alcaraz, una poltrona per due: Jannik e Carlos in pressing e da qui al Roland Garros…
2
Le parole di Sinner
3
Alcaraz: "Presto perderò il numero 1"